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Doveva essere la riunione propedeutica al Sinodo di fine anno, si è trasformata in una spaccatura tra i Vescovi Italiani riuniti nella Cei, divisi sull’orientamento della Chiesa Italiana. Complice la malattia che tiene lontano Papa Francesco, l’assemblea non è riuscita a votare un documento comune e il Sinodo viene rinviato da maggio a settembre.
Il nodo: “Accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari” e “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”
Su “accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari” insieme a “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne” non c’è stata unanimità , anzi si è vociferato di un ‘assemblea partecipata da “ribelli” che non hanno accettato l’apertura ai gay e ad un maggior coinvolgimento delle donne nelle comunità diocesane e parrocchiali.
Il cardinale Zuppi: Rinviato il voto a novrmbre, in via del tutto eccezionale”
Così al presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, non è rimasta altra soluzione che prendere tempo e rinviare il voto del documento unitario respinto al prossimo autunno, “in via del tutto eccezionale”.
“L’assemblea – ha spiegato Matteo Zuppi, – ha studiato il documento. Ci è sembrato necessario viste le difficoltà emerse avere un tempo sufficiente di sedimentazione del testo che unisca la necessità di arrivare a decisioni. Serve tempo congruo di maturazione. E’ una decisione nelle cose. Prima venga approvato il testo poi l’Assemblea esaminerà il testo: mi sembra bella testimonianza di cammino. Una decisione unanime”.
Monsignor Castellucci: “La Chiesa non ha tendenze sovraniste e dittatoriali”
Unanime la decisione ma non l’orientamento, con una via d’uscita che sembra un messaggio alla politica. Ha affondato così monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del cammino sinodale: “Abbiamo ribadito che la Chiesa non è composta da guide che ignorano il “sentire” del popolo (di Dio), tirando dritto come se avessero sempre ragione – cosa purtroppo molto diffusa oggi nelle tendenze sovraniste e dittatoriali – ma è composta da guide chiamate a discernere la presenza e l’azione dello Spirito nel Popolo di Dio, del quale fanno parte”. Alla conta sul documento ha detto no il 95% dei presenti.
Dall’unità della Chiesa Italiana, tenuta in grand considerazione dallo stesso Papa Francesco, emerge però un momento di debolezza e smarrimento per la “guida dimezzata” che apre una stagione di incertezze tra i Vescovi, con effetti anche sulle comunità.
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