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Netflix, la stratosferica offerta per comprare Warner Bros Discovery non piace agli investitori
I manager di Netflix hanno dedicato gran parte della conferenza tenuta dopo aver comunicato i risultati annuali per difendere la loro decisione di investire quasi 83 miliardi di dollari per l’acquisizione di Warner Bros Discovery, segnando una svolta rispetto al credo della società che è sempre stato “costruire, non acquisire”.
Il risultato, nonostante gli ottimi conti, è stata una flessione delle azioni di Netflix di oltre il 9% nelle contrattazioni pre-mercato (la perdita è stata di circa il 20% dall’annuncio dell’operazione nel dicembre scorso) dato che la società ha messo in pausa il riacquisto di azioni per finanziare l’operazione e ha detto di aver già pagato 60 milioni di dollari per ottenere il finanziamento.
Per spiegare la mossa il co-ad Ted Sarandos ha detto: “YouTube (che è di Google ndr) non è più solo contenuti generati dagli utenti e video di gatti, ora ospita gli Oscar e le partite di basket della NFL. E poi c’è Amazon che possiede Mgm e la stessa Apple è in competizione per gli Emmy e gli Oscar. Mentre anche Instagram sta cercando una via per farci concorrenza”.
Insomma, per il manager la competizione si fa serrata anche online e per cercare di crescere bisogna avere i mezzi necessari come gli Studios di Warner e i suoi pregiati contenuti. “Nella storia di Netflix – ha aggiunto – abbiamo spesso discusso di avere delle sale cinematografiche ma eravamo impegnati a investire in altre aree. Ma ora, con Warner Bros, abbiamo un’attività di sala matura e ben gestita, con film straordinari”
La strategia c’è, ma l’accordo, diventato tutto in contanti, è oneroso e non convince gli analisti. Netflix aveva ottenuto un prestito ponte di 59 miliardi di dollari a sostegno dell’operazione per Warner Bros, ora cresciuto di altri 8,2 miliardi per sostenere l’offerta, tutta in contanti, di 27,75 dollari per azione.
L’operazione inoltre dovrà affrontare l’esame da parte dei legislatori e delle autorità di regolamentazione della concorrenza, dato che le acquisizioni di alto profilo minacciano di monopolizzare il mercato e di lasciare ai consumatori una scelta più limitata. Il risultato, nonostante i conti, è la frenata del titolo in Borsa.
Netflix ha chiuso il 2025 con utili (a 10,98 miliardi di dollari) e ricavi (oltre 45 miliardi) sopra le attese e oltre 325 milioni di abbonati. Il fatturato del quarto trimestre è cresciuto del 18% a oltre 12 miliardi di dollari con utile netto in aumento del 29% a 2,42 miliardi. Per il 2026 l’attesa è di ricavi tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari facendo leva sull’aumento della varietà e qualità delle serie TV e sullo sviluppo del core business. Ma il superacquisto da oltre 83 miliardi spaventa, evidentemente, gli investitori.
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