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Hamas contro Israele: “Pagherete l’attacco col sangue”
Il piano di occupazione di Israele della Striscia di Gaza “avrà un effetto devastante sulla leadership militare e politica”, e “l’esercito nemico pagherà il prezzo con il bagno di sangue dei suoi soldati”: è la minaccia lanciata da Abu Obeida, portavoce del braccio armato di Hamas, le brigate Qassam. Gli ostaggi “corrono gli stessi rischi dei combattenti palestinesi”, aggiunge in un messaggio citato da al Jazeera. “Se moriranno la responsabilità sarà del governo israeliano”
L’esercito di Israele: “Cominciate le operazioni militari a Gaza City”
“Non stiamo aspettando. Abbiamo iniziato le prime fasi dell’attacco contro Gaza City”: lo afferma su X il portavoce dell’Idf, Avichay Adraee. “Stiamo operando con grande forza nelle periferie della città”, aggiunge. I reporter di al Jazeera riferiscono di migliaia di sfollati in fuga “sotto un cielo oscurato dal fumo dei bombardamenti”.
Revocati i visti palestinesi
Marco Rubio ha annunciato la revoca dei visti ai membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dell’Autorità Palestinese (ANP) in vista dell’imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota sottolineando che “l’impegno dell’amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo”.
Forze di Israele, “Gaza City zona di combattimento pericolosa, stop alle pause tattiche”
“In linea con la valutazione della situazione e le direttive dei vertici politici, a partire da oggi alle 10, la pausa tattica locale nell’attività militare non si applicherà all’area di Gaza City, che è una zona di combattimento pericolosa”. E’ quanto comunicano via X le forze israeliane (Idf), in riferimento alle “pause tattiche” quotidiane in alcune aree per facilitare la distribuzione di aiuti. Le Idf affermano di “continuare a sostenere gli sforzi umanitari mentre conducono operazioni per proteggere Israele”.
Yemen, primo ministro Houthi ucciso in raid israeliano
Ahmed Ghaleb Al-Rahwi, primo ministro del governo Houthi che controlla parte dello Yemen, è stato ucciso in un attacco sferrato ieri da Israele su Sana’a. Lo riferiscono fonti ben informate al quotidiano yemenita Aden Al-Rad.
La notizia è stata riportata anche dall’emittente yemenita Al-Jumhuriya, secondo la quale Al-Rahwi è morto nel bombardamento di un’abitazione a Sana’a dove si trovava insieme ad altri alti funzionari della milizia sciita, alcuni dei quali sarebbero periti con lui.
L’operazione in cui sarebbe morto il capo del governo Houthi, sottolinea l’Aden Al-Rad, è stata un attacco separato rispetto al raid israeliano che ieri avrebbe colpito dieci ministri dell’amministrazione ribelle, tra cui il responsabile della Difesa, riuniti in una località all’esterno della capitale per ascoltare un movimento del capo della milizia filoiraniana, Abdul Malik-al Houthi. Sull’esito di quest’ultimo bombardamento non si hanno notizie.
Il movimento sciita non ha al momento rilasciato alcuna dichiarazione. Le forze armate israeliane ieri pomeriggio si sono limitate a riferire di aver “colpito un obiettivo del regime terrorista Houthi a Sana’a” senza fornire dettagli.
Gaza, tra sogno americano resort di lusso e dura realtà: “Si muore di fame”
Nonostante l’allentamento delle restrizioni da parte di Israele all’ingresso di convogli umanitari a Gaza, i rifornimenti sono ancora complessi e spesso ostacolati. Lo ha detto l’Onu nel suo bollettino su Gaza. “Tra mercoledì e martedì di questa settimana – ha dichiarato il portavoce – su 89 tentativi di coordinare movimenti con le autorità israeliane in tutta la Striscia di Gaza, solo il 59 per cento è stato facilitato. Un altro 26 per cento è stato inizialmente approvato ma poi ostacolato sul terreno, l’8 per cento è stato negato del tutto e il 7 per cento è stato ritirato dagli organizzatori”. A Gaza le organizzazione umanitarie “sono profondamente preoccupate” per il rischio di una prossima offensiva israeliana in altre zone di Gaza City. Lo ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, nell’incontro quotidiano con i media internazionali.
“Alcuni quartieri – ha aggiunto -, hanno già subito attacchi mortali negli ultimi giorni. I nostri colleghi umanitari affermano che l’impatto di un’offensiva su vasta scala sarebbe più che catastrofico, non solo per chi vive in città, ma per tutta la Striscia di Gaza”. Cinque manifestanti sono stati arrestati mentre decine di persone protestavano davanti all’abitazione del Capo di Stato maggiore delle IDF, Eyal Zamir, rovesciando vernice rossa sulla strada e invitandolo a rifiutare il piano del governo di riconquistare la Striscia di Gaza.
La manifestazione è stata organizzata dalle ONG israeliane ‘Standing Together’ e ‘Soldiers for Hostages’, che all’inizio di quest’anno avevano invitato a rifiutare il servizio militare fino al rilascio degli ostaggi. “Il Capo di Stato maggiore e altri alti ufficiali passati e presenti hanno avvertito che la presa di Gaza porterà alla morte di innocenti e metterà a rischio la vita degli ostaggi e dei soldati”, ha affermato ‘Standing Together’, definendo illegale l’ordine di riconquistare Gaza.
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