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Gaza City dichiarata zona di guerra, Hamas promette ritorsioni
Le forze armate israeliane hanno dichiarato Gaza City una “zona di guerra” e avviato una nuova offensiva militare, provocando la dura reazione di Hamas, che ha minacciato un “bagno di sangue” per i soldati israeliani. A complicare ulteriormente la situazione per i palestinesi è arrivata anche una svolta diplomatica dagli Stati Uniti: Washington ha deciso di revocare i visti ai rappresentanti dell’Autorità Nazionale Palestinese, incluso il presidente Abu Mazen, escludendoli dalla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
“L’area di Gaza City, che rappresenta una zona pericolosa di combattimento, non sarà più soggetta alla pausa tattica per la distribuzione degli aiuti umanitari“, ha dichiarato l’esercito israeliano, annunciando l’inizio delle operazioni a partire dalle 10.00 del mattino. Poco dopo, il portavoce militare Avichay Adraee ha confermato l’avvio delle “prime fasi dell’attacco” contro la città.
Nel frattempo, i corrispondenti di Al Jazeera riportano scene di migliaia di civili in fuga, con Gaza City avvolta dal fumo dei bombardamenti. Le forze di difesa israeliane (IDF) stanno colpendo duramente le periferie, dove si trovano presunti obiettivi militari di Hamas. In risposta, il portavoce delle Brigate Qassam, Abu Obeida, ha minacciato conseguenze pesanti: “L’occupazione israeliana della Striscia di Gaza avrà effetti devastanti sulla sua leadership politica e militare. L’esercito nemico pagherà un caro prezzo con il sangue dei suoi soldati.”
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