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Tajani ha stoppato Freni in Cdm, ora si cerca l’intesa su un nome tecnico

La partita è chiusa. Lo ha ribadito chiaramente oggi su Affaritaliani il portavoce nazionale di Forza Italia: il partito guidato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani non vuole Federico Freni, sottosegretario leghista al ministero dell’Economia e delle Finanze, come presidente della Consob. Ufficialmente gli azzurri dicono che non c’è nulla di personale ma che serve una figura tecnica.

E infatti il titolare della Farnesina ieri in Consiglio dei ministri ha posto il veto sul nome di Freni, vicinissimo al vice-segretario della Lega e sottosegretario al Lavoro e al Welfare Claudio Durigon, rinviando così la nomina a settimana prossima. Sempre che si trovi un accordo nella maggioranza.

Consob, Forza Italia non arretra: “Freni? Serve un profilo diverso. La nostra posizione resta ferma e chiara” – Affaritaliani.it

Dietro le quinte, spiegano fonti del Carroccio ma anche di Fratelli d’Italia, ci sarebbe la forte pressione dei figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio, che hanno un’importante partecipazione in Banca Mediolanum e temono un esponente leghista al vertice della Commissione nazionale per le società e la borsa considerando la durissima battaglia portata avanti non solo nell’ultima Legge di Bilancio ma ormai da anni dal partito guidato da Matteo Salvini contro gli extra-profitti degli istituti di credito. Si va dunque verso una scelta tecnica e non politica.

Forza Italia caldeggia fortemente il nome di Federico Cornelli, un interno in quanto è già commissario della Consob, con un ottimo curriculum e una laurea in economia aziendale all’Università Bocconi di Milano e un dottorato di ricerca – Valutazione d’azienda – all’università di Parma. Una soluzione che non dispiacerebbe nemmeno a Giorgia Meloni, la quale però valuta anche altre ipotesi.

E un nome gradito in particolare alla Lega e soprattutto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in alternativa a Freni, potrebbe essere quello di Giovanni Azzone, ingegnere gestionale, rettore del Politecnico di Milano dal primo dicembre 2010 al 31 dicembre 2016 e soprattutto presidente della Fondazione Cariplo da maggio 2023 e oggi anche presidente di ACRI, Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio S.p.A., ruolo per cui è stato eletto nel febbraio del 2024. 

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