Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

“Se è vero che in una tragedia, come quella accaduta a Portoferraio in questi giorni, c’è un primo momento del soccorso e della solidarietà, del fare rete da parte di tutti al di là del colore politico e ideologico – e non ringrazieremo mai abbastanza i tanti giovani e i generosi volontari che hanno partecipato spontaneamente alle operazioni di soccorso è altrettanto necessario, immediatamente dopo, trovare e capire le cause e assumersi le responsabilità politiche”: così in una nota Circolo SI Elba.
“Restano però alcune domande alle quali il Sindaco Nocentini e gli altri amministratori comunali elbani non possono sottrarsi: perché in giorni di ripetute allerte meteo color arancione, oltre a chiudere le scuole e tutto ciò che è comunale, non si è pensato di controllare lo stato di indispensabili misure di sicurezza? Le persone che abitano nelle zone colpite, che hanno case e attività commerciali invase dal fango sono disperate, e non basterà un intervento di aiuto economico o fisico a cancellare i danni pratici ed emotivi; perché le messe in sicurezza per le quali sono stati spesi milioni di euro pubblici non hanno funzionato in posti come Nisporto, Nisportino, Bagnaia, Procchio, La Pila;
– perché i fossi tombati e ristretti – vere e proprie bombe innescate – non sono stati “stombati” e allargati”.
“Ora è il momento di capire quali sono gli interventi programmati per risolvere ciò che non ha funzionato e far sapere alla comunità quali opere sono previste dal Comune di Portoferraio per non trovarci alla prossima allerta meteo nelle stesse condizioni. Vorremmo sapere cosa è previsto per la zona di Bagnaia, per la frana delle Viste, per le altre spiagge devastata, il nome della persona (assessore/a, delegato/a) che si sta occupando delle politiche sociali che sarà impegnata nella gestione delle emergenze. Vorremmo sapere cosa intende fare il Comune di Rio per le frazioni devastata e l’evidente fallimento dei lavori di messa in sicurezza e per evitare che quanto successo a Bagnaia, Nisporto e Nisportino accada anche a Cavo e nelle altre frazioni del Comune”.
“I comuni Elbani devono approvare un Piano di adattamento e resilienza climatica, aggiornare le misure di messa in sicurezza del territorio che si sono rivelate inadeguate in molte aree messe teoricamente “in sicurezza” e tornare indietro rispetto a previsioni urbanistiche scellerate ed obsolete che cementificano ulteriormente un territorio fragilissimo e creano solo nuovo pericolo, non risolvono l’emergenza abitativa che sta crescendo in tutta l’Elba, ma incrementano la speculazione immobiliare e la rendita prosegue -Inoltre, va rivista la mappa del rischio idrogeologico, Comune per Comune, in base a quanto avvenuto e pensando ai mutamenti climatici che ci aspettano. I corsi d’acqua vanno “stombati” e restituiti, dove possibile al loro corso naturale, città come Portoferraio, costruite in un’altra era climatica, vanno ripensate per poter sostenere le nuove condizioni, non appesantire ulteriormente con cemento e asfalto a terra e a mare ma progettando città e Paesi “spugna” che trasformino da pericolo in risorsa l’acqua che cade sempre più raramente ma sempre più violentemente e in maniera concentrata. Per far questo bisogna cambiare politica a livello nazionale, regionale e locale”.
“Dopo questa tragedia annunciata occorre convocare gli stati generali climatici dell’Elba, ed assumere precise responsabilità e tempistiche – basandosi magari sul progetto CO2 Pacman al quale aderisce il Comune di Portoferraio – per far diventare la nostra isola davvero sostenibile, carbon neutral e resiliente dal punto di vista climatico. Un piano insulare di rinnovamento e nuovo progresso economico e sociale basato sull’ambiente e sulla difesa di un’economia che sull’ambiente si basa. Ma non si può aderire a virtuosi piani di adattamento e resilienza climatica e poi approvare piani strutturali che vanno nella direzione contraria. La tragedia climatica del 13 febbraio ci dice drammaticamente che è finita l’illusione dell’Isola già sostenibile, una favoletta politica che permette di poter tenere i piedi in due staffe. Il negazionismo e il rinvio non sono un’opzione praticabile. La nostra fragile isola non se li può permettere”, conclude.
Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico
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