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Chi è Chiara Ferragni, la prima influencer diventata poi imprenditrice. Le tappe della sua carriera
“Ciò che sale deve scendere”, recita una massima attribuita a Isaac Newton. Questa frase rappresenta solo in parte l’incredibile parabola imprenditoriale di Chiara Ferragni, che il 15 gennaio 2026 è stata ufficialmente prosciolta dall’accusa di truffa aggravata dal Tribunale di Milano per lo scandalo Pandorogate.
Tutto inizia a Cremona dove Chiara Ferragni nasce nel 1987. La passione per la moda l’accompagna fin da giovanissima, spinta anche dalla madre Marina Di Guardo che diventerà anche lei una blogger. Nel 2008 inizia a pubblicare foto dei suoi look su Flickr mentre frequenta la facoltà di Giurisprudenza alla Bocconi. L’anno successivo all’età di 22 anni insieme al fidanzato Riccardo Pozzoli, che diventerà il suo primo manager, crea il blog “The Blonde Salad“. In meno di due anni il sito arriva a 90mila visite al giorno diventando uno dei più seguiti in Italia.
Il successo arriva con Instagram e una formula che le permetterà di conquistare velocemente un respiro internazionale. Innanzitutto, al contrario di altri influencer italiani, sceglie di utilizzare l’inglese come lingua principale. La forza di Chiara Ferragni risiede però nell’attenzione in cui costruisce la sua stessa immagine e la capacità di rendere accessibile il lusso al grande pubblico. All’apice della carriera l’imprenditrice digitale raggiunge 29 milioni di follower ed è presenza fissa agli eventi di moda di tutto il mondo, compreso l’esclusivo Met Gala. Un suo post può determinare il successo di un brand.
Nel 2013 passa dal promuovere prodotti di altri a lanciare un suo marchio, ovvero la linea di scarpe Chiara Ferragni Collection. Due anni dopo si espande nel settore dell’abbigliamento completo con piumini, maglieria, costumi da bagno, etc. Nel 2018 lancia la sua linea di borse con il celebre “occhietto ammiccante” o “Blinking Eye” che la contraddistingue da allora.
Tutti i grandi marchi della moda da Dior a Luis Vuitton, passando da Gucci e Versace fino a Prada, se la contendono: non solo come testimonial ma anche come partner per campagne di co-branded. Diventa quindi ambasciatrice di Bulgari per i gioielli e poi membro del consiglio di amministrazione di Tod’s. In seguito arriverà l’accordo con Safilo per una linea di occhiali. Per un singolo post sponsorizzato può arrivare a chiedere fino a 70mila euro.
Nel 2018 con il matrimonio con Fedez nasce ufficialmente il brand “Ferragnez” e il confine tra vita personale e lavorativa si fa più labile, in particolare dopo la nascita dei figli Leone e Vittoria, che diventeranno anche loro delle vere star social.
Chiara Ferragni nel 2020 con la pandemia di Covid-19 passa poi dall’essere soprattutto un’icona di stile e di successo a personaggio pubblico impegnato nel sociale. In poche ore la campagna di raccolta fondi dei Ferragnez per l’ospedale San Raffaele frutta 4,5 milioni di euro.
Nel 2023 arriva lo scandalo Pandorogate che cambia tutto. L’Autorità Garante della Concorrenza sanziona Chiara Ferragni e Balocco per oltre 1 milione di euro per il “Pandoro Pink Christmas“, in quanto si lasciava intendere che comprandolo si sarebbe fatto beneficenza all’Ospedale Regina Margherita di Torino per la ricerca sull’osteosarcoma. In realtà Balocco aveva già donato alla struttura 50mila euro prima della vendita dei pandori, che fruttarono a Chiara Ferragni poco più di 1 milione di euro.
Ora che è arrivata la sentenza di proscioglimento, Chiara Ferragni può tornare a ricostruire il proprio brand. Il primo passo è arrivato a settembre con la collaborazione con Rivoluzione romantica. La linea di abiti realizzata con il marchio fondato dai dj Alberto Albani ed Edoardo Bertuccioli, che strizza gli occhi ai delusi in amore tramite l’utilizzo di colori pastello e slogan da “sottoni”, è andata sold out in poche ore.
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