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Influenza, oltre 9 milioni di italiani colpiti: alcune regioni restano in allerta

La stagione influenzale 2025-2026 continua a pesare sul sistema sanitario italiano. Secondo gli ultimi dati disponibili, riportati su Tgcom 24, il numero complessivo di persone colpite dall’influenza ha raggiunto 9,2 milioni, con 720 mila nuovi casi registrati nella terza settimana del 2026. Le stime indicano che, entro la fine della stagione, il totale potrebbe arrivare a 16 milioni di contagi, di cui circa due milioni tra bambini e ragazzi fino ai 14 anni.

Dal punto di vista epidemiologico, il quadro generale mostra i primi segnali di rallentamento: l’indice medio di incidenza nazionale è sceso da 13,3 casi per mille assistiti nella settimana 2/2026 a 12,7 nell’ultima rilevazione. Un dato che suggerisce il possibile superamento del picco stagionale. Tuttavia, la situazione resta disomogenea sul territorio.

Influenza: le regioni più colpite

A destare maggiore preoccupazione è ancora una volta la Campania, che per la terza settimana consecutiva registra l’intensità più elevata, con un indice di 23,7, quasi il doppio della media nazionale. Valori molto alti anche in Basilicata, che mantiene un indice di 21,8, e in Puglia, dove si osserva un netto peggioramento: l’incidenza sale a 20,9, con un incremento di quasi cinque punti rispetto alla settimana precedente.

La Sardegna rimane nella fascia di intensità alta, pur mostrando un lieve miglioramento, con un indice che scende a 18,4. Andamento simile per l’Abruzzo, che registra 17,3, rientrando così nella fascia di intensità media. Al di sopra della media nazionale si collocano anche la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia, entrambe con un indice pari a 13,1.

Influenza: le indicazioni degli esperti

Nonostante il calo complessivo dei contagi, gli specialisti invitano a non abbassare la guardia. Tra le principali raccomandazioni restano la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per le fasce più fragili, e l’adozione di stili di vita utili a sostenere il sistema immunitario. Particolare attenzione viene posta all’alimentazione, con un focus sul ruolo del microbiota intestinale.

Gli esperti consigliano di limitare cibi ultra-processati e zuccheri raffinati, privilegiando invece cereali integrali come orzo, farro e riso, legumi, pesce, frutta secca e alimenti fermentati come yogurt e kefir. Indicata anche la prudenza nei luoghi chiusi e affollati, dove il rischio di trasmissione per via aerea resta elevato, soprattutto attraverso starnuti e colpi di tosse.

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