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Dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026, a Paris Expo Porte de Versailles, Rétromobile torna a essere quel posto in cui le auto non “invecchiano”:

cambiano solo pubblico, passando dai nuovi clienti ai collezionisti e poi agli appassionati puri. Alpine ci arriva in un momento particolare, con il 70° anniversario ancora caldo nelle celebrazioni e, soprattutto, con l’attuale A110 che scivola nella sua fase finale: produzione destinata a chiudersi a fine giugno 2026. È un incrocio raro tra memoria e mercato, perché quando un modello così riconoscibile entra negli ultimi mesi, cambia anche il modo in cui lo si guarda: non più “la sportiva francese del momento”, ma “l’ultima di una specie”.

L’A110 di oggi: ultimi mesi, ultime scelte (e un ordine che diventa decisione)

La seconda generazione presentata nel 2017 è arrivata al tratto conclusivo e, per chi la vuole nuova, la finestra è concreta: gli ultimi esemplari si ordinano fino a fine marzo 2026, scegliendo tra A110 da 252 CV, A110 GTS da 300 CV (quella che prova a tenere insieme strada e pista senza diventare scomoda) e A110 R 70 celebrativa. Dettagli che, letti freddamente, sembrano routine industriale; letti oggi, suonano come un conto alla rovescia. E in questo conto alla rovescia, la presenza a Rétromobile serve anche a mettere una cornice: la A110 non è mai stata una questione di potenza assoluta, ma di rapporto peso/sensazioni, e proprio quel DNA è ciò che la rende “difendibile” anche nell’era delle performance facili.

A110 1600 SX “Berliverte”: l’ultima Berlinette che sa di anni Settanta veri

Tra le tre auto scelte per Parigi, la A110 1600 SX è quella che ti costringe ad abbassare la voce. Non perché sia la più rara in assoluto, ma perché è una delle ultime Berlinette costruite a Dieppe e perché ha una storia lineare, quasi commovente: consegnata nuova nel 1977, rimasta allo stesso proprietario fino a oggi, con quella tinta verde “Vert Normand” che gli appassionati hanno trasformato in soprannome. Tecnicamente è la Berlinette che tutti si aspettano di vedere “dal vivo” almeno una volta: telaio a longheroni, carrozzeria in vetroresina/resina poliestere, motore posteriore 1.647 cm³ da 95 CV, 790 kg dichiarati, sospensioni indipendenti e quattro dischi. Numeri che oggi non spaventano nessuno, ma che spiegano perché su strada — soprattutto su strade vere, non su rettilinei — l’A110 sia diventata leggenda.

A110 1800S Gruppo 4: quando “leggera” voleva dire vincente, non fragile

Se la 1600 SX è il lato romantico, la A110 1800S Gruppo 4 è quello competitivo: stessa silhouette, stessa idea di base, ma portata dove conta il cronometro. Costruita per il team ufficiale, con il 1.796 cm³ preparato (170 CV) e un peso ancora più basso (710 kg), porta in dote un palmarès che non ha bisogno di effetti speciali: secondo assoluto al Tour de Corse 1975, vittoria al Tour Auto dell’isola della Riunione 1976, più presenze pesanti come Sanremo e Montecarlo tra 1975 e 1976. È la A110 che ricorda una verità spesso dimenticata: Alpine è diventata “alto di gamma” anche perché, prima ancora, è stata credibile nelle gare dove le strade erano cattive e il margine d’errore minuscolo.

A110 R Ultime “La Bleue”: la firma finale, estrema e già da collezione

La terza auto è il ponte diretto con l’oggi: A110 R Ultime, nella livrea “La Bleue”, la versione più estrema ed esclusiva mai realizzata sulla piattaforma A110. Qui i numeri tornano protagonisti, ma con un senso: fino a 345 CV e 420 Nm, 0-100 in 3,8 secondi, circa 1.100 kg, assetto regolabile Ohlins, Michelin Cup 2, aerodinamica rivista e componenti con parentela GT4. È limitata a 110 esemplari, già tutti venduti, e proprio questo è il punto: non è una “serie speciale per fare rumore”, è una chiusura di cerchio pensata per chi vuole l’A110 nella sua forma più affilata possibile, quando sai che non ci sarà una seconda occasione con lo stesso tipo di ricetta.

Dietro la vetrina: cosa significa, oggi, “fine produzione” per un’icona leggera

Nel mercato delle sportive, quando un modello esce di scena succedono due cose insieme: l’usato si polarizza (gli esemplari ordinari diventano “porta d’accesso”, quelli particolari diventano “oggetti”), e la narrazione si irrigidisce (“era meglio prima” contro “il futuro è elettrico”). L’A110, però, gioca una partita diversa perché la sua reputazione è costruita su una scelta tecnica sempre più rara: la leggerezza come valore centrale, non come conseguenza. Mettere accanto una Berlinette “di fine serie” anni Settanta, una Gruppo 4 da rally e una R Ultime appena uscita dalla linea significa dire una cosa semplice: Alpine ha cambiato linguaggi, ma non ha cambiato ossessione. E per chi sta valutando un ultimo ordine entro marzo, questa è probabilmente la riflessione più utile: non si compra “l’ultima A110”, si compra un modo specifico di intendere una sportiva.

Dieppe, la fabbrica e il mito: perché questa mostra pesa più di una celebrazione

C’è un dettaglio che torna in tutte e tre le auto: Dieppe. Non come cartolina, ma come radice produttiva e culturale. La 1600 SX è una delle ultime Berlinette costruite lì; la Gruppo 4 nasce dall’epoca in cui Alpine correva per vincere; la R Ultime “La Bleue” viene rifinita con lavorazioni manuali e una livrea che gioca su due tonalità di blu proprio per rendere “fisico” il colore simbolo del marchio. In un salone come Rétromobile, dove spesso le auto sembrano sospese fuori dal tempo, questo legame con un luogo concreto riporta tutto sulla terra: l’identità non è solo design, è anche manifattura, scelte, compromessi e persone.

Parigi come cartina di tornasole: la A110 diventa “classica” davanti ai nostri occhi

Il punto, alla fine, è che Rétromobile 2026 non ospita semplicemente tre Alpine belle da fotografare. Ospita un passaggio di stato: la A110 contemporanea entra negli ultimi mesi di vita industriale e, nello stesso momento, la A110 storica viene trattata — giustamente — come patrimonio. Vederle nello stesso contesto rende evidente ciò che di solito capiamo in ritardo: certe auto non aspettano la pensione per diventare “da collezione” nella testa delle persone. Diventano classiche quando smettono di essere scontate. E una sportiva leggera, coerente, riconoscibile come l’A110, nel 2026 rischia di essere più rara di quanto dicano i numeri.

 

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