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Il governatore della Banca d’Italia Panetta all’Abi: “Le dinamiche politiche influenzano investimenti, commercio e mercati. Ma i dazi non hanno frenato le esportazioni cinesi”
Sono le variabili geopolitiche – “più politiche che geo” – a influenzare investimenti, commercio internazionale, tassi di interesse e, più in generale, l’andamento dell’economia. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta che, intervenendo al comitato esecutivo dell’Abi, ha sottolineato come “la geopolitica influenza tutte le variabili economiche internazionali”, con “un’incertezza che cambia molto rapidamente, con tempi molto stretti in diverse aree dell’economia mondiale”.
Secondo Panetta, tutto questo “induce delle scelte d’investimento di variabili finanziarie, che sono diventate tutte strategiche”. “Per le banche – ha sottolineato – la prima sono i pagamenti, che sono una parte importante della loro attività, che sono un elemento di competizione strategica”. L’altra leva è la finanza digitale, “che è diventata un elemento di pressione che si muove insieme alle variabili politiche”
Il governatore della Banca d’Italia ha poi osservato che “le banche sono generalmente più redditizie e più attente. Abbiamo attraversato una serie di shock, ma il settore bancario si trova oggi in condizioni migliori”. Panetta ha sottolineato l’importanza di semplificare la regolamentazione: “Non c’è dubbio che, là dove ci sono ridondanze normative o oneri legati semplicemente alla complessità delle regole, questi vadano eliminati”. Il dibattito sulla semplificazione, ha aggiunto, “è cresciuto negli ultimi anni e ha pienamente abbracciato questa idea”.
Il tema dei dazi
Panetta ha poi commentato il tema dei dazi: “Abbiamo molte certezze su come agiranno i dazi, come il commercio internazionale poi sarà influenzato da questi dazi imposti. Ci possono essere dei ritardi, però di fatto il mondo è più furbo dei vincoli, il commercio si è riallocato”. Il governatore della Banca d’Italia ha anche sottolineato come, nonostante i dati, “le esportazioni cinesi non sono crollate. Sono scese molto le esportazioni statunitensi dalla Cina, ma dagli altri paesi no”. Viceversa, “sono aumentate le esportazioni cinesi verso molti paesi asiatici che poi sono di fatto una tappa intermedia verso gli Stati Uniti”.
Investire in conoscenza
Poi un monito a investire in conoscenza, che “non si trova sotto terra come le terre rare”, la cui materia prima “sono i giovani”. “Siamo in un mondo sempre di più geopolitico con due variabili di fondo: la prima è la tecnologia e la seconda è la conoscenza”, ha detto Panetta, secondo cui “siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica vera e propria, che sta determinando la riallocazione della rilevanza economica e politica a livello internazionale”.
“Così come negli anni ’90 con le telecomunicazioni e internet, ora la sfida è quella digitale e dell’intelligenza artificiale“, ha proseguito, lanciando poi un monito all’Europa che “sembra essere fuori da una gara in cui si sta disputando la supremazia per il prossimo decennio, una disputa tra Usa e Cina che non sarà di breve durata”. Se nel passato le guerre si disputavano per i pozzi di petrolio e di gas, oggi lo si fa per il controllo dei territori che dispongono delle materie prime rilevantissime del futuro, “e le brame sui territori sono legati alle terre rare”. “In prospettiva – ha chiosato – saranno anche per il controllo delle risorse idriche, perché l’acqua sta diventando tanto scarsa quanto importante come l’energia elettrica”.
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