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Dal capo dello Stato un appello a investire in coscienza civile e comunità in una fase storica segnata da instabilità internazionale

La cultura come antidoto alle guerre e alle nuove forme di dominio che segnano il presente. È questo il messaggio centrale lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, evento che apre ufficialmente il percorso della città abruzzese verso uno dei riconoscimenti più importanti del panorama culturale nazionale.

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p data-end=”2664″ data-start=”2210″>“La cultura è motore e anche collante di civiltà, è un patrimonio che dà pregio e significato agli stessi beni materiali di cui disponiamo, alla stessa natura che ci circonda e che abbiamo il dovere di tutelare. Un patrimonio, la cultura, che si sviluppa nel dialogo e nel confronto, che si arricchisce nello scambio, acquisendo il sapere degli altri e trasmettendo il proprio, ammirando la creatività e condividendola”, ha affermato il capo dello Stato.

Mattarella ha poi richiamato la specificità italiana, ricordando che “abbiamo la fortuna di vivere in un Paese colmo di storia, di bellezze, di opere d’arte, di creazioni, che ha dato vita nei secoli alla nostra identità, grazie ai popoli che hanno abitato la nostra terra, alle loro travagliate vicende storiche, spesso liete, talvolta sofferte, all’incontro con altri popoli, allo sviluppo delle innovazioni e degli scambi”.

Il presidente ha quindi collegato il valore simbolico dell’Aquila al contesto internazionale attuale. “L’immenso valore della cultura, di cui l’Aquila sarà capitale per il 2026, risalta ancor di più in questo periodo storico, in un mondo in cui vi sono molteplici motivi di preoccupazione. Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento, sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione”. Da qui il richiamo alla responsabilità collettiva: “La cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentire di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia”.

L’Aquila, non è nuova a sfide difficili. Ardua è stata quella con la quale si è misurata dopo l’immane tragedia del terremoto del 2009 e con la quale sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio. Essere capitale della cultura sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana, impresa che prosegue verso il futuro”. Ha continuato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando la tragedia del terremoto del 2009.

Un’impresa -ha aggiunto il Capo dello Stato- che appartiene anzitutto a L’Aquila, ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia. In un tempo di sofferenze indimenticabili, l’Aquila e l’intera Italia seppero reagire e mobilitare energie. Il lavoro di recupero, di restauro, di riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”.

L’aquila 2026, Giuli: “L’Aquila ha vinto la sua sfida, superato trauma terremoto”

Alla cerimonia ha preso la parola anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha rimarcato la portata del programma previsto per il 2026.

“Questo è il giusto riconoscimento per una comunità che ha saputo rinascere, la scommessa è vinta perché L’Aquila è bellissima. L’Aquila è bellissima e tutto il territorio circostante che verrà interessato dalla programmazione di questo anno di Capitale della Cultura è altrettanto bello, senza dimenticare Rieti naturalmente”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dopo la cerimonia di inaugurazione de L’Aquila capitale italiana che si è tenuta all’Auditorium della Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese.

L’Aquila – ha aggiunto il ministro- aveva già vinto la sua sfida, è una città che ha saputo superare il trauma, la ferita, il dolore del terremoto e arriva a questo appuntamento pronta con una comunità straordinariamente viva e un’offerta culturale che in questi anni già aveva dato grande prova di forza, di bellezza a livello non soltanto locale ma nazionale e aggiungo internazionale“. Dalla città abruzzese arriva “un bellissimo messaggio perché il Ministero della Cultura ha messo L’Aquila nelle condizioni di competere in un sistema di rete tra comuni e comunità che si sono federate per ottenere questo grande risultato. Uno sforzo corale collettivo che può essere d’esempio, e lo sarà, per tutte le prossime capitali della Cultura italiane”, ha concluso Giuli.

 “La felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi”.

Giuli ha ricordato la sua vicinanza personale alla città e l’attenzione del Ministero verso il territorio, auspicando che “L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”. Un messaggio che rafforza l’idea della Capitale della Cultura non solo come vetrina di eventi, ma come progetto di rilancio civile e identitario.

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