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L’indagine in corso e la posizione di Rocchi

Il nome di Gianluca Rocchi torna al centro dell’attualità, ma lontano dai campi di gioco. L’ex arbitro e attuale designatore per Serie A e Serie B è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, riguarda il campionato 2024-2025 e sarebbe nata da un esposto presentato nell’estate dello scorso anno. Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi avrebbe esercitato pressioni su alcune decisioni arbitrali, in particolare attraverso il sistema VAR. Diversi episodi sono ora al vaglio degli inquirenti.

Tra i casi analizzati figurano Udinese-Parma del marzo 2025 e Inter-Verona del gennaio 2024. Nel primo episodio, l’attenzione si concentra su un calcio di rigore inizialmente non assegnato e poi concesso dopo on field review. Nel secondo, invece, si discute di un contatto in area non sanzionato, con la decisione finale maturata dopo un confronto tra arbitro e VAR senza revisione al monitor. Si tratta, al momento, di ricostruzioni investigative tutte da verificare nel corso delle indagini. Fonti vicine a Rocchi confermano che il designatore ha ricevuto un avviso di garanzia, atto che segna formalmente l’iscrizione nel registro degli indagati. Rocchi però si dice estraneo alle accuse e pronto a fornire ogni chiarimento necessario.

Rocchi e la carriera ai vertici dell’arbitraggio

Nato a Firenze nel 1973, Rocchi ha iniziato ad arbitrare nel 1989, costruendo una carriera solida fino all’esordio in Serie A nel 2004. In sedici anni nella massima serie ha diretto 263 partite, diventando uno degli arbitri più presenti nella storia del campionato italiano. A livello internazionale ha raggiunto l’élite UEFA, dirigendo gare di Champions League e partecipando al Mondiale di Russia 2018. Tra i momenti più prestigiosi, la finale di Europa League 2019 tra Chelsea e Arsenal. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, figurando anche tra i migliori arbitri al mondo secondo l’IFFHS.

Il nome di Rocchi era già emerso durante l’inchiesta su Calciopoli. In quel caso, però, il percorso giudiziario si è concluso con l’assoluzione piena, sia in sede sportiva sia penale. Dopo il ritiro nel 2020, Rocchi è passato rapidamente ai ruoli dirigenziali. Nel 2021 è stato nominato designatore arbitrale per Serie A e Serie B, posizione centrale nella gestione del sistema arbitrale italiano. Un incarico confermato anche nel 2024, che lo ha reso una delle figure più influenti nel panorama calcistico.

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