Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

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                <em>Da Davide Pelliccioni</em>

Ci sono storie che nascono da un’idea.
Altre nascono da un incontro.
Questa nasce da un legame.

Molti anni fa immaginai un avvenimento capace di unire tutto ciò che avevo scoperto nelle mie letture: la storia dell’Isola d’Elba, i suoi personaggi, gli aneddoti che nel tempo avevano acceso la mia curiosità. Da quell’immaginazione prese forma un racconto che affondava le sue radici nel mito degli Argonauti e nel viaggio di uno di loro che, giunto alla vecchiaia, sarebbe tornato sull’isola per fondare un villaggio chiamato Argo. Da quel luogo, nella mia fantasia, avrebbe avuto origine la mia città.
Cominciai a scrivere con entusiasmo, capitolo dopo capitolo. Ogni pagina prendeva forma anche grazie a una presenza speciale: mio padre. Fu lui il primo lettore. Serio e critico, sapevo che avrebbe valutato onestamente quel mio primo lavoro ed è anche per questo che lo condivisi con lui.
Ma al contempo, fargli leggere i miei scritti assunse un’ulteriore importanza. Quella di condividere la storia della mia terra con lui. Ogni volta che terminavo un capitolo lo stampavo e glielo consegnavo. Stavo condividendo non solo una storia, ma anche la passione, le scoperte e il piacere della ricerca.
Poi arrivò il momento più difficile. Quando mio padre venne a mancare, quel fuoco che mi spingeva a scrivere sembrò spegnersi. Il romanzo rimase incompiuto, come se la sua vera ragione d’esistere fosse scomparsa insieme a lui.
Passò del tempo prima che trovassi la forza di riprendere in mano quelle pagine. Lentamente quel fuoco si riaccese. Compresi che dovevo portare a termine ciò che avevo iniziato: per la storia, per i personaggi che avevano preso vita nella mia immaginazione, ma soprattutto per lui.
Così nacque «I custodi del vello».
Oggi, a distanza di anni, e grazie alla Persephone Edizioni di Angela Galli, questo romanzo torna ai lettori in una nuova edizione rivisitata e corretta. Non è soltanto una ristampa: per me rappresenta un ritorno importante, un momento carico di significato che mi permette di ritrovare le origini di questo viaggio fatto di mito, storia e memoria, e di continuare idealmente quel dialogo iniziato tanti anni fa, pagina dopo pagina.
Tutto cominciò, in realtà, circa un anno prima di quel primo abbozzo di romanzo. Una sera decisi di cercare in rete documentazione storica sulla mia città natale, Portoferraio, e sull’Isola d’Elba intera. All’epoca non avevo la minima intenzione di scrivere alcunché: volevo semplicemente colmare le mie lacune sulla storia della mia terra.
La prima parola che digitai sul motore di ricerca fu «Mago Chiò», un personaggio caratteristico di Portoferraio dell’Ottocento di cui sapevo pochissimo. Lessi molto di Francesco Grassi (questo il suo vero nome) e, in poco tempo, ricostruii la sua intera vita. Rimasi affascinato dalle sue imprese, dalla semplicità, dalla bontà e dalla dolcezza di quel giovane «pazzerello» che voleva lasciare un piccolo ricordo di sé agli abitanti «ferrajesi».
Scoprii anche che Francesco divenne molto amico di Telemaco Signorini, il noto pittore dei Macchiaioli, che trascorse lunghi soggiorni sull’Elba e che lo ritrasse in alcune sue opere. Il loro rapporto mi colpì profondamente: inizialmente il ragazzo cercò di avvicinarsi al pittore solo per sfruttare la sua fama, ma tra i due nacque presto un legame strettissimo, simile a quello tra padre e figlio.
Passare dalle vicende di questi due personaggi della Portoferraio di fine Ottocento alla ricerca sul soggiorno di Napoleone all’Elba fu quasi obbligatorio. Dedicai molti mesi alla lettura di ogni tipo di libro e documento sull’argomento. Colsi l’occasione per visitare nuovamente le sue Ville sull’isola, oggi importanti musei, e trovai aneddoti e vicende poco note che, più tardi, avrei cercato di ricostruire nel romanzo. Leggevo, allora, solo per puro piacere.
Da quelle ricerche nacque il desiderio di raccontare l’Elba in modo diverso: non solo attraverso i grandi eventi storici, ma anche attraverso le vite minori, i legami umani, la capacità di lasciare un segno nonostante tutto.
I custodi del vello è quindi il frutto di questo lungo cammino: un romanzo che intreccia mito e storia reale, fantasia e memoria, il viaggio degli Argonauti e le strade di Portoferraio, il dolore di una perdita e la forza di un ricordo che continua a vivere.
Un libro che, spero, possa far rivivere ai lettori l’anima più intima e autentica della mia isola.

In anteprima presso l’Elba Comix + Players, nello stand dedicato alla Persephone edizioni e alla libreria Mardilibri, sarà in libreria e negli store on line a partire da lunedì.

Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

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