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La Coppa del Mondo è finita da tempo, ma la coda di polemiche sembra non avere fine. L’Argentina, dopo la finale dei campionati del mondo di calcio è finita al centro di una clamorosa protesta internazionale: oltre 28 milioni di persone hanno firmato una petizione online che chiede l’esclusione permanente dell’Albiceleste dai Mondiali.

Argentina travolta dalla rivolta del web

Argentina, bufera social: 28 milioni di firme per escluderla dai Mondiali

I numeri sono giganteschi. La raccolta firme si è spinta fino a sfiorare i record assoluti delle petizioni online più partecipate della storia, trasformando un’iniziativa nata per provocazione in un caso politico e mediatico di dimensioni globali. 29 milioni di voti, una richiesta che equivale, in diversi casi, alla volontà espressa da parte di un bacino di popolazione appartenente ad una nazione del G8. Chiaramente la raccolta firme è destinata a rimanere tale e non produce effetti concreti, ma sul piano dell’immagine il danno è tutt’altro che trascurabile. La vox populi 2.0 racconta meglio di qualsiasi sondaggio quanto sia profonda la frattura tra una parte del mondo del calcio e la Selección dopo quanto accaduto nella finale (e anche prima) del Mondiale 2026.

Presunti favori arbitrali, sceneggiate e risse alla base del dissenso

La petizione è soltanto l’ultimo capitolo di una contestazione iniziata durante il mondiale. Tre  settimane trascorse fra accuse di presunti trattamenti di favore: sceneggiate e proteste tollerate in campo da parte degli arbitri, episodi controversi chiusi con provvedimenti disciplinari giudicati o troppo morbidi o di parte hanno alimentato una narrazione diventata rapidamente virale. A gettare benzina sul fuoco è stato l’ultimo atto: la rissa al termine della finale con la Spagna e la scelta di voltare le spalle ai vincitori durante la cerimonia di premiazione hanno contribuito a consolidare, nell’opinione pubblica internazionale, l’idea di una Nazionale che ha troppo spesso superato e calpestato il concetto di  rispetto dell’avversario.

L’eredità di Infantino: l’Argentina paga il conto della sfiducia

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La gestione della FIFA sul caso Balogun ha aperto il fronte delle polemiche

La sensazione è che l’Argentina abbia pagato per tutti il conto della sfiducia nei confronti del vertice del calcio mondiale. L’albiceleste, insieme alla nazionale statunitense, è stata associata all’idea e alle azioni, contestatissime, di Gianni Infantino. Il leader della FIFA ci ha messo del suo per alimentare una sorta di referendum di sfiducia sulla governance del calcio mondiale, tuttavia nessuno pensa davvero che l’Albiceleste meriti o possa essere esclusa dalla Coppa del Mondo. Tuttavia se 28 milioni di persone decidono di firmare la stessa richiesta, il messaggio è chiaro: una parte consistente dei tifosi ritiene che la credibilità della FIFA sia uscita pesantemente ridimensionata dall’ultimo Mondiale.

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