Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Dal 1° ottobre cambia il prezzo della luce per circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora in Maggior Tutela: Arera ha disposto un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Il prezzo di riferimento sale a 43,43 centesimi al kWh, tasse comprese.

Sul gas la situazione è diversa. Non esiste un rincaro del 37,3% applicato a tutti: il costo della materia prima viene aggiornato mensilmente per i vulnerabili e continua a risentire delle elevate quotazioni internazionali. Dal 1° ottobre Arera riduce inoltre del 15% una componente della voce trasporto proprio per attenuare l’impatto dell’inverno.

Bollette, perché la luce aumenta del 37,3%

Arera spiega che la variazione deriva soprattutto dal costo di acquisto dell’energia elettrica. Le aspettative sui prezzi all’ingrosso del quarto trimestre sono aumentate e durante l’estate il mercato ha registrato prezzi più alti rispetto a quelli ipotizzati a giugno.

La materia energia sale così del 63,4% rispetto al trimestre precedente, mentre trasporto e oneri generali restano invariati e il costo di dispacciamento scende. L’aumento del 37,3% riguarda esclusivamente i clienti vulnerabili in Maggior Tutela.

Chi è sul mercato libero continuerà a pagare in base al proprio contratto, che può essere a prezzo fisso o indicizzato.

Bollette, cosa succede invece al gas

Per il gas dei clienti vulnerabili Arera utilizza il prezzo medio mensile del mercato italiano PSV. Ad agosto la materia prima era già salita a 64,15 euro al MWh, facendo aumentare del 6,9% la spesa dell’utente tipo rispetto a luglio. I prezzi internazionali sono rimasti elevati anche a settembre, aumentando il rischio di nuove pressioni sulle fatture durante i mesi freddi.

Il valore relativo a settembre viene però calcolato e pubblicato da Arera nei primi giorni di ottobre, quindi non è corretto attribuire oggi al gas un aumento percentuale già definitivo.

Bollette, dal 1° ottobre una voce del gas scende

Per limitare gli effetti del caro energia, Arera ha deciso di ridurre del 15% la componente CRVI dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027. Passa da 0,721 a 0,613 centesimi per metro cubo. La riduzione è piccola rispetto al costo complessivo della fornitura e non può compensare da sola un forte rialzo della materia prima.

Ottobre parte quindi con un aumento certo e consistente sulla luce per una platea precisa di consumatori e con forti pressioni sul gas, ma senza una maggiorazione unica e identica per tutte le famiglie italiane.

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