Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Poste-Tim, assemblea decisiva il 18 giugno
L’Opas lanciata da Poste su Tim (di cui ha già in portafoglio circa il 27%) del valore di oltre 10 miliardi di euro dovrà essere approvata dall’assemblea straordinaria degli azionisti della società guidata da Matteo Del Fante prevista per il 18 giugno prossimo. Del Fante ha promesso che la società ex-monopolista delle tlc resterà stand alone dopo l’operazione che vede il closing previsto per il quarto trimestre 2026.
Se tutto andasse per il meglio verrebbe creato un gruppo con ricavi per 27 miliardi di euro con 150mila dipendenti. Le sinergie tra le due società sono stimate in circa 700 milioni all’anno. La proposta era stata subito bollata dagli analisti come molto interessante dal punto di vista industriale ma poco generosa e la situazione in questo senso è peggiorata dato che il titolo Tim ha continuato a salire portandosi ai massimi a oltre 0,70 euro ad azione.
In effetti al momento del lancio dell’offerta, il 20 marzo scorso, il titolo Tim valeva 0,635 euro ad azione. L’offerta è composta in parte in azioni, 0,0218 nuove azioni ordinarie di nuova emissione per ogni azione Tim, e un conguaglio in 0,167 euro in contanti. Alle quotazioni attuali chi ha 500 azioni Tim pari a un controvalore di 358 euro aderendo all’opac otterrebbe circa 11 azioni Poste (che valgono circa 24 euro).
Il risultato è un controvalore di 268 euro. A questa somma vanno aggiunti 83 euro di conguaglio in denaro. Il che vuol dire che le 500 azioni del valore di 358 euro, dopo scambio e conguaglio, varrebbero 351 euro. Ovviamente, secondo gli analisti, dopo l’Opas il titolo Poste, pur diluito per l’emissione di nuove azioni, dovrebbe salire dato che l’eps (l’utile per azione) dovrebbe crescere a doppia cifra dal 2028. Gli esperti hanno anche sottolineato che l’ingresso di Poste offre maggiore visibilità sulle prospettive di remunerazione degli azionisti grazie alle sinergie possibili tra le due società.
Si tratta di una nuova fase di ampliamento e integrazione della strategia di lungo periodo con l’idea di creare un operatore sistemico leader nei servizi finanziari, assicurativi, logistici, telecomunicazioni e digitali, con sinergie a livello di costi e ricavi.
Una conseguenza per Borsa Italiana sarà il delisting del titolo Telecom Italia, che era stato quotato il 27 ottobre 1997 in concomitanza con la storica (e malriuscita a differenza di quella di Poste presente sul listino fin dal 2015) privatizzazione promossa dal governo italiano.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet