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Una turista inglese di 20 anni è stata rintracciata nella serata di lunedì 18 maggio a Milano dalle autorità sanitarie lombarde, dopo una segnalazione arrivata dal Ministero della Salute in seguito alle indicazioni del Regno Unito. La giovane è considerata un contatto di caso di Hantavirus perché si trovava a bordo del volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile scorso, lo stesso sul quale era salita, per poi sbarcare a causa delle gravi condizioni di salute, la donna olandese contagiata sulla nave da crociera Hondius e successivamente deceduta nell’ospedale della città sudafricana.
La ragazza non ha sintomi e finora non ne ha mai avuti. Questo esclude la possibilità di contagio di altre persone e non desta allarme per la popolazione. Sottoposta al test non appena rintracciata e posta in isolamento, è risultata negativa.
La quarantena fino al 6 giugno
Nonostante l’esito negativo degli accertamenti virologici, la ventenne resterà in quarantena fino al prossimo 6 giugno, in base ai protocolli stilati dal Ministero della Salute per i contatti di casi confermati. La giovane si trova all’Ospedale Sacco di Milano, dove è stata trasportata dopo essere stata rintracciata. A differenza di altri casi posti in isolamento domiciliare, la turista inglese, essendo in Italia per turismo e non avendo un’abitazione a disposizione nel Paese, dovrà trascorrere la quarantena nella struttura ospedaliera milanese.
Il viaggio in Gran Bretagna prima dell’arrivo in Lombardia
Secondo le prime ricostruzioni, dopo l’atterraggio del volo dal Sudafrica ad Amsterdam, la giovane sarebbe rientrata in Gran Bretagna, a Londra. Nei giorni successivi è partita in treno insieme a un’amica per un tour in Francia. Le due sono arrivate a Parigi e da lì si sono spostate in treno a Lione, Marsiglia e Nizza. Da Nizza, sempre in treno, sono poi arrivate in Italia, in Lombardia, il 16 maggio scorso. Le due giovani hanno preso una stanza in un bed&breakfast in provincia di Milano. Resta ancora da capire se, durante il soggiorno nel capoluogo lombardo, la turista si sia spostata e abbia fatto altre gite in Italia, come avvenuto per l’altro paziente inglese in isolamento dalla scorsa settimana al Sacco, oppure se abbia visitato solo la città.
Con la ventenne si trovava anche un’accompagnatrice, sua coetanea. L’amica non era però a bordo dello stesso volo Johannesburg-Amsterdam preso dalla ragazza ora in isolamento. Anche lei è stata presa in carico secondo le procedure previste e sottoposta a test a Milano, risultato negativo. Non dovrebbe essere sottoposta a isolamento precauzionale perché considerata un “contatto di contatto”: non ha avuto contatti diretti con chi è stato infettato dall’Hantavirus e quindi non dovrebbe essere a rischi
Bertolaso: “Anche questa volta abbiamo agito tempestivamente”
“In applicazione dei protocolli sanitari previsti per i contatti di casi confermati, la turista è stata sottoposta agli accertamenti virologici, risultati negativi, e posta in quarantena presso l’Ospedale Sacco di Milano per il periodo di osservazione sanitaria”, ha confermato l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso. “Anche questa volta, a seguito della segnalazione che ci è pervenuta dal Ministero della Salute, abbiamo agito tempestivamente e raggiunto la turista indicata dal Regno Unito come contatto di caso di Hantavirus”, ha aggiunto Bertolaso.
L’assessore ha poi ringraziato “il personale sanitario regionale e dell’Ats di Milano che si è occupato di rapportarsi con le due turiste spiegando loro le necessità sanitarie, che loro hanno pienamente compreso e verso le quali si sono mostrate collaborative, oltre che i professionisti del Sacco, sempre pronti a gestire casi infettivologici complessi con competenza e tempestività”.
Gli altri casi collegati al volo e alla nave Hondius
Il caso della turista inglese è analogo a quello di Federico Amaretti, il marittimo 25enne che si trova in isolamento precauzionale nella sua casa a Villa San Giovanni, perché anche lui era a bordo dello stesso volo Johannesburg-Amsterdam. La giovane era sullo stesso volo preso anche dalla moglie del “paziente zero” della nave Hondius, l’ornitologo olandese poi deceduto a bordo dell’imbarcazione.
Sempre a Milano, dalla scorsa settimana, resta ricoverato al padiglione 17 dell’Ospedale Sacco anche il primo paziente inglese rintracciato in Italia perché entrato in contatto con la moglie del paziente zero del focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave Hondius. Si tratta di un uomo di 60 anni, anche lui di nazionalità britannica e proveniente dall’isola di Sant’Elena. Con la donna poi deceduta aveva condiviso, il 25 aprile scorso, il volo da Sant’Elena a Johannesburg. Anche lui è risultato negativo. Finora è sempre stato asintomatico, salvo qualche linea di febbre poi rivelatasi causata da un semplice raffreddore. Resta in isolamento in ospedale secondo le prescrizioni del Ministero della Salute. Anche per lui la quarantena scadrà il prossimo 6 giugno.
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