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Da giornalisti al centro sportivo Fulvio Bernardini al Roma Store: dalla produzione di contenuti legati alla prima squadra al lavoro fra maglie e scaffali degli esercizi commerciali. Una ricollocazione che ha acceso la protesta dentro l’AS Roma e rischia di aprire un caso sindacale senza precedenti nella gestione della proprietà americana.
Stampa Romana contro la AS Roma: la vicenda diventa un caso
La notizia, ripresa da varie testate e siti di informazione che seguono costantemente le vicende della AS Roma, ha scavalcato le mura del centro sportivo e da Trigoria è diventato un caso politico e mediatico dopo l’intervento dell’Associazione Stampa Romana. L’ente ha difeso i giornalisti coinvolti nella riorganizzazione. Nel comunicato si parla di scelta incomprensibile e inaccettabile. Secondo Stampa Romana, una scelta del genere danneggia non soltanto i lavoratori ma anche la stessa immagine del club. La sensazione è che la partita rischi di trasformarsi in una battaglia legale: da una parte la necessità della proprietà di ridisegnare la struttura interna, dall’altra i lavoratori pronti a scendere in campo con le carte bollate.
Una partita dentro Trigoria: i lavoratori attaccano, la Roma si difende

Una scelta che ha creato malumore. La Roma difende la propria strategia e sostiene di aver salvaguardato i posti di lavoro dopo la fusione di Soccer Srl e AS Roma srl. I lavoratori denunciano invece una vera e propria dequalificazione professionale. La nuova organizzazione ha previsto ruoli formalmente definiti. Supervisore, coordinatore o assistente, agli occhi dei lavoratori cambia poco: resta un cambio totale di professione che per alcuni dipendenti si è tradotto in un salto carpiato. Del resto il passaggio da Trigoria al Roma Store non deve essere stato indolore. Muoversi tra clienti, magazzino e registratori di cassa, non è esattamente equivalente al coordinare dirette, interviste, video e contenuti legati alla prima squadra
La linea Friedkin: niente licenziamenti, è una riorganizzazione

La linea della proprietà dei Friedkin è chiara. Niente licenziamenti, ma riorganizzazione. Chi ha ricevuto la lettera di nuovo incarico è diventato operativo, con il mantenimento dello stesso livello contrattuale e dello stesso stipendio. Secondo i dipendenti, però, la contraddizione è evidente: il nodo da sciogliere non riguarda la natura economica, ma si lega al rispetto della professionalità acquisite e sviluppate nel tempo. Le prime diffide si legano proprio al cambio sostanziale delle mansioni e la legittimità dei trasferimenti.La contestazione è che mantenere invariata la busta paga non compensi il passaggio da mansioni altamente qualificate a ruoli completamente diversi. La sensazione è che con ogni probabilità la partita si sposterà sul terreno legale.
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