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Il giallo di Garlasco si fa sempre più intricato. Dopo quasi 19 anni, infatti, non c’è nessuna certezza sul killer di Chiara Poggi. Alberto Stasi rischia addirittura una revisione del processo, in base alla nuova perizia non era neanche presente sulla scena. Totalmente ribaltata (per l’ennesima volta) la dinamica del delitto. I pm collocano solo Andrea Sempio nella villetta dei Poggi in quel drammatico 13 agosto 2007. Gli inquirenti sostengono di aver individuato 21 punti per accusare Sempio, quattro di questi sarebbero legati al movente, il presunto approccio sessuale rifiutato da Chiara. Ma di concreto nei confronti dell’indagato c’è proprio poco: i soliloqui, il Dna sotto le unghie appartenente al suo ceppo familiare e l’impronta 33. Oltre al famoso video intimo di Alberto e Chiara, di cui sarebbe venuto in possesso e che avrebbe scatenato tutto questo, ma senza riscontri reali.
Sulla questione interviene la criminologa Roberta Bruzzone: “Credo che questo sia stato l’esito di questa nuova strategia nel tentativo di scagionare Alberto Stasi. Non ce lo nascondiamo, – dice Bruzzone a La Vita in Diretta – questa è un’inchiesta in cui a livello di elementi oggettivi a carico di Sempio c’è il nulla, sottovuoto spinto, e voglio essere generosa. Se ci attacchiamo a frasi interpretabili, a parole più o meno udibili, a seconda di chi le ascolta, addirittura parole che compaiono e scompaiono a seconda dell’accertamento, a un movente sessuale che è tutto tranne che qualcosa di consolidato. C’è una richiesta di consulenza psichiatrica che arriva dopo l’emissione dell’articolo 415 bis, che di fatto sancisce la chiusura dell’inchiesta, io non l’ho mai visto in 30 anni di attività”.
Ma per la prima volta parlerà anche davanti alle telecamere Marco Poggi, il fratello della vittima racconterà tutta la sua verità a Quarto Grado. L’annuncio arriva direttamente da Gianluigi Nuzzi: “Per venerdì la redazione firma un’esclusiva pazzesca. Su Marco tante nuvole, tante fake news e lui racconterà il suo rapporto con Andrea Sempio: cosa è successo quel giorno, era davvero in montagna?“. Novità anche sull’altra inchiesta parallela, quella relativa alla presunta corruzione di cui è accusato l’ex procuratore Mario Venditti, relativa al biglietto scritto dal padre di Sempio e trovato a casa dei genitori dell’indagato. Si va verso l’archiviazione. Non sarebbe emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione a suo carico. Ma sarebbero emersi elementi – lo riporta il Tg1 – che aggravano le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri.
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