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Riaprirà presto al pubblico uno dei monumenti più noti dell’antica città romana di Formia. Si tratta della famosissima tomba di Cicerone, il grande mausoleo che sorge lungo il vecchio tracciato della Via Appia e che, dopo una lunga chiusura, tornerà ad accogliere visitatori. La riapertura, che avverrà il 6 settembre, arriva dopo una serie di interventi di adeguamento degli impianti e il passaggio dell’amministrazione della struttura alla Direzione regionale Musei nazionali Lazio. Il sepolcro resterà accessibile fino a novembre, con ingresso gratuito e visita completamente libera.
Il mausoleo che domina l’antica Via Appia

Il mausoleo risalirebbe alla tarda età repubblicana, il periodo in cui Roma stava cambiando rapidamente e le grandi famiglie sceglievano spesso le principali vie di comunicazione per costruire tombe monumentali destinate a rendere visibile il prestigio dei propri defunti. La Via Appia collegava infatti l’Urbe al Mezzogiorno e attraversava territori in cui ville, edifici e luoghi di sepoltura erano dislocati lungo tutto il percorso. Quella di Formia, in particolare, è alta ben 24 metri e circondata da una recinzione dell’area funeraria, perciò era davvero impossibile non notarla. La struttura conserva due camere sepolcrali sovrapposte, con la parte inferiore che presenta sei nicchie rivestite in laterizio ed era probabilmente destinata alla deposizione delle ceneri.
Oggi, naturalmente, è circondata in prevalenza dal verde e non ha perso nulla del suo fascino originario. Ciò nonostante, quella che per secoli è stata ammirata come la possente dimora dei resti di Marco Tullio Cicerone potrebbe, di fatto, non appartenere a lui. L’oratore, politico e scrittore romano aveva una villa a Formia, il suo Formianum, dove amava trascorrere periodi di riposo lontano dalla vita politica della Capitale, e lì avrebbe trascorso anche l’ultimo periodo della sua vita.
L’ultimo viaggio di Cicerone
Era il 43 a.C., poco dopo l’assassinio di Giulio Cesare. Roma era precipitata nuovamente nel caos e Cicerone decise di attaccare apertamente Marco Antonio, contro il quale pronunciò le celebri Filippiche. La sua posizione politica gli costò cara, poiché venne inserito nelle liste di proscrizione divenendo uno di quegli uomini “sgraditi” che dovevano essere eliminati. E così, il 7 dicembre dello stesso anno, proprio mentre cercava di allontanarsi dalla regione formiana, venne raggiunto dagli uomini di Antonio e venne ucciso. Furono probabilmente questi eventi ad alimentare la leggenda secondo la quale il mausoleo ospiterebbe il suo corpo, benché non se ne abbia la certezza.
Comunque, nel corso dei secoli l’edificio cambiò funzione più volte. Nel Medioevo, ad esempio, venne utilizzato come torre di avvistamento, sfruttando la sua posizione e l’altezza, e durante l’assedio di Gaeta venne occupato dai sabaudi, che lo trasformarono in un ospedale da campo. Fu solamente più tardi, nel Novecento, che tornò ad essere considerato per il suo valore archeologico originario, con un restauro del 1956 che contribuì alla rimozione delle aggiunte medievali.
Tornando ai giorni nostri, le aperture straordinarie partiranno questa domenica si protrarranno fino al 1° novembre. Il mausoleo sarà visitabile il 6 settembre dalle 14.30 alle 18.30, il 13 settembre dalle 14.30 alle 18.30, il 27 settembre dalle 9.30 alle 13.30, il 18 ottobre dalle 14.30 alle 18.30 e infine il 1° novembre dalle 9.30 alle 13.30. Svariate occasioni, dunque, per riscoprire tutte le storie che quel luogo ha da raccontare.
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