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Il Bosco dei Piloti di Monza cresce con 22 nuove piante per il GP d’Italia 2026, inserite nel programma ambientale dell’Autodromo.

L’Autodromo Nazionale Monza aggiunge 22 nuove piante al “Bosco dei Piloti” in occasione del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026, rafforzando il programma ambientale avviato quattro anni fa all’interno del Parco. Una pianta per ciascun pilota in gara: l’intervento interessa l’area “Bosco Bello”, nei pressi della Variante Ascari, e punta a incrementare nel tempo biodiversità e resilienza del patrimonio vegetale.Il progetto “Ogni pilota, un albero” è promosso dall’Automobile Club d’Italia e dall’Autodromo Nazionale Monza insieme al Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri. L’iniziativa rientra nel programma nazionale “Un albero per il futuro”, attraverso il quale sono state finora messe a dimora oltre 50.000 piante in Italia.Per Monza il tema ambientale assume un peso particolare perché il circuito è inserito all’interno di uno dei più estesi parchi recintati d’Europa. Motorsport e gestione del patrimonio naturale convivono quindi nello stesso territorio, rendendo necessaria una pianificazione che non riguardi soltanto pista, tribune e infrastrutture sportive, ma anche manutenzione e recupero delle aree verdi.

22 nuove piante vicino alla Variante Ascari

Le nuove essenze sono state fornite dal Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano. La scelta è ricaduta su specie autoctone considerate adatte alle caratteristiche dell’area e alla necessità di creare un impianto vegetale maggiormente resistente agli effetti del cambiamento climatico.Per la componente arborea sono stati utilizzati acero campestre, leccio, cerro e frassino meridionale – rispettivamente Acer campestre, Quercus ilex, Quercus cerris e Fraxinus angustifolia – mentre per quella arbustiva sono stati scelti Viburnum opulus e Cornus sanguinea.L’obiettivo dichiarato non è quindi una semplice operazione simbolica legata al Gran Premio. La selezione delle specie punta a rafforzare progressivamente la biodiversità dell’area e a creare una vegetazione più resiliente.Il “Bosco dei Piloti” cresce così per il quarto anno consecutivo, mantenendo il legame tra le presenze della Formula 1 e un intervento permanente sul territorio. Il numero delle nuove piante segue quello dei piloti iscritti al Gran Premio: 22 esemplari per l’edizione 2026.

Monza, oltre 700 ettari di verde da gestire

Il rapporto tra Autodromo e Parco va però oltre questa iniziativa. Il sindaco di Monza Paolo Pilotto ha ricordato che l’area comprende oltre 700 ettari di verde e più di 1,2 milioni di alberi, racchiusi da un muro storico lungo circa 14 chilometri.All’interno di questo sistema, ACI e SIAS intervengono sulla manutenzione del patrimonio arboreo presente nei 200 ettari concessi all’Autodromo. È un’attività diventata ancora più importante dopo gli eventi meteorologici estremi che hanno interessato Monza nel luglio 2023, quando una serie di violenti nubifragi provocò danni significativi anche alla vegetazione del Parco.Negli ultimi anni gli interventi sono stati quindi inseriti in un programma più coordinato, che coinvolge il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e, per alcune attività, la Regione Lombardia.È questo il contesto in cui assume maggiore significato il progetto del Bosco dei Piloti: non come compensazione generica dell’attività sportiva, ma come elemento di una gestione più ampia del territorio che ospita il Gran Premio d’Italia.

Formula 1 e sostenibilità, il tema entra nella gestione dei circuiti

La cerimonia di messa a dimora ha coinvolto il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, il presidente e CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, il sindaco di Monza Paolo Pilotto e i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.ACI collega l’iniziativa agli investimenti destinati al rinnovo dell’Autodromo, sostenendo che anche la tutela della biodiversità del Parco debba rientrare nella gestione e nell’evoluzione dell’impianto.Formula 1, attraverso Stefano Domenicali, ha invece inserito il progetto nel percorso di sostenibilità perseguito dal campionato. Si tratta di un tema diventato sempre più rilevante per i grandi eventi motoristici, dove l’attenzione non riguarda più soltanto le vetture e i carburanti, ma anche trasporti, infrastrutture, consumo delle risorse e impatto delle manifestazioni sui territori ospitanti.A Monza questo rapporto è particolarmente evidente. Il circuito inaugurato nel 1922 continua a ospitare uno degli appuntamenti più importanti della Formula 1, ma si trova contemporaneamente all’interno di un patrimonio ambientale che richiede tutela e manutenzione costanti.I 22 nuovi alberi del 2026 hanno quindi un peso quantitativo limitato rispetto agli oltre 1,2 milioni presenti nel Parco, ma si inseriscono in un programma continuativo. È proprio questa continuità, più del singolo evento celebrativo, a determinare l’effettivo valore dell’iniziativa nel lungo periodo.

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