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Nazionale nel caos. Si cambia ancora. Andrea Pirlo, ct in pectore sino al weekend, è fuori dalla corsa per diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia. A far saltare il banco, ufficialmente, il caso esploso attorno ai rapporti con un sito russo di scommesse: la sensazione è che il dietro-front della FIGC sia stato dettato anche da scelte di opportunità.

Pirlo rinuncia alla panchina: politicamente insostenibile

Dalla Russia con clamore: Pirlo silurato, Maldini vicino all’addio

Il dossier è finito direttamente sulla scrivania del presidente federale. L’avvocato Giancarlo Viglione, responsabile delle Relazioni istituzionali della Figc, ha trascorso l’intero weekend a passare al setaccio i rapporti fra Pirlo e il sito Fonbet. Giovanni Malagò ne ha preso atto: Andrea Pirlo non guiderà gli azzurri.  Impossibile immaginare uno scenario diverso alla luce delle implicazioni istituzionali e politiche. Dopo l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni nei confronti di Mosca, affidare la Nazionale italiana a un ambasciatore di una delle società russe di scommesse è politicamente insostenibile: è una polemica destinata a finire in parlamento, meglio di no. La Figc ha deciso di chiudere prima ancora dell’annuncio ufficiale.

Terremoto in FIGC: Maldini potrebbe lasciare, Malagò prova a ricucire

Dalla Russia con clamore: Pirlo silurato, Maldini vicino all’addio

Il vero problema, però, adesso si chiama Paolo Maldini. È sua la scelta, da direttore tecnico federale di puntare con decisione su Pirlo. Una decisione ferma, difesa al limite dell’ostinato, anche davanti allo scetticismo dell’opinione pubblica ma anche di diversi addetti ai lavori e che adesso potrebbe portare alle dimissioni. Al netto di manifesti programmatici e voci, Maldini è irremovibile: ritiene che la scelta del commissario tecnico rientri nella sua sfera di autonomia. Inevitabile il faccia a faccia con Giovanni Malagò, che spera tuttavia di ricucire. Un addio dopo neanche due settimane e oltre un mese di corteggiamento, del resto, rappresenterebbe un altro durissimo colpo all’immagine del calcio italiano.

Tornando di moda Conte e Mancini, occhio a Chiellini dt

Al netto degli eventi, la sensazione è che il caso legato al sito di scommesse russo sia stato tutto sommato risolutivo per uscire dall’impasse generato dalla scelta di Andrea Pirlo che (eufemismo) non ha mai pienamente convinto i vertici di Via Allegri a Roma e via Rosellini a Milano. Il calcio italiano ha un plafond risicatissimo di fiducia e il residuale non può rischiare di essere spazzato via dall’ennesimo salto nel buio che, con tutto il rispetto Pirlo incarna. Fra l’altro anche i battiscopa delle stanze della FIGC, fra l’altro, sanno che in cima alla lista dei desideri di Malagò ci sia Mancini, mentre in quelli della Serie A, Antonio Conte. E se Maldini dovesse lasciare, in Federazione se ne faranno una ragione. È già pronto Chiellini.

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