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L’affondo di Meloni sull’Europa: “Serve flessibilità e una riforma radicale dei crediti di carbonio”

“Il sistema dello scambio delle quote di emissione ha assolutamente bisogno di essere rivisto profondamente” e la proposta di revisione avanzata dalla Commissione europea “è totalmente insufficiente”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista in video-collegamento con ‘Il Gazzettino’, tornando sul tema degli Ets.

“Non ce lo possiamo più permettere in una fase particolare come quella nella quale stiamo vivendo, perché noi non possiamo continuare a gravare con un’extra tassazione ambientale sulle nostre imprese manifatturiere, danneggiandole ulteriormente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli”, ha affermato la premier.

“Non capirlo significa banalmente condannare l’Europa alla deindustrializzazione, ed è una scelta alla quale io personalmente non mi arrendo”, ha aggiunto Meloni, spiegando che il governo italiano sta lavorando per “allargare il fronte dei Paesi che chiedono interventi molto più radicali sugli Ets, a difesa della nostra industria e della competitività europea“.

La premier ha quindi annunciato un pacchetto di proposte elaborato insieme al primo ministro ceco Andrej Babiš, che comprende “la modifica del funzionamento della Market Stability Reserve, una maggiore tutela dei settori più esposti e il tema dell’entrata in vigore dell’Ets 2”. L’obiettivo, ha concluso, è “portare punti concreti, idee concrete al prossimo Consiglio europeo” e “cercare di costruire un consenso più ampio sulla necessità di intervenire rapidamente”.

Meloni: ‘Chiediamo flessibilità aggiuntiva per famiglie e imprese’

“Noi crediamo che, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese”. Con queste parole Giorgia Meloni ha anticipato i contenuti di una lettera che invierà alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere maggiore flessibilità sulle misure a sostegno di famiglie e imprese alle prese con il caro energia.

“Sono molte le cose sulle quali l’Europa può dare molto di più una mano, in un momento come quello che stiamo attraversando, e sono molti i fronti sui quali lavoriamo a livello europeo, anche con un’interlocuzione con i colleghi che, come si è visto appunto con la maggiore flessibilità, ci consente di portare a casa dei risultati”, ha aggiunto la premier.

Meloni ha quindi richiamato i prossimi appuntamenti europei, a partire dalla riunione in Lussemburgo della prossima settimana e dal Consiglio europeo in programma tra due settimane. “Chiaramente non è facilissimo, perché sono molte le persone che bisogna mettere d’accordo, ma sono, se non altro, contenta del fatto che questioni che l’Italia ha posto per prima oggi siano condivise e poste anche da altri colleghi, che si sono resi conto che effettivamente si trattava di questioni prioritarie“, ha concluso.

Ai: “Tema vero è quello della responsabilità’

La premier è poi intervenuta sulla questione, sempre più delicata, dell’intelligenza artificiale:”Il tema vero, che mi pare non si stia adeguatamente affrontando nell’approccio all’intelligenza artificiale, è quello della responsabilità“.

“È un tema che mi sono permessa di porre al tavolo con i maggiori sviluppatori di intelligenza artificiale durante l’ultimo G7”, ha ricordato Meloni, interrogandosi su chi debba rispondere nel caso in cui qualcosa vada storto nel funzionamento di sistemi autonomi: “Di chi è la responsabilità? Di chi ha dato l’ordine, cioè l’input? Dello sviluppatore? Della piattaforma? Di chi?”.

“Queste sono le domande a cui noi non siamo ancora stati in grado di dare delle risposte e che portano con sé dei rischi enormi”, ha aggiunto, mettendo in guardia anche dall’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e sulle democrazie, in un mondo nel quale “rischiamo di non distinguere più che cosa sia vero da quello che non lo è”.

Meloni: ‘Mio futuro? Dipende dagli italiani’

Attualmente “nel mio futuro c’è sempre la stessa cosa, cercare di fare il massimo per la mia nazione, onorare il mandato che gli italiani mi hanno dato, fino a quando gli italiani si fideranno di me e di noi. Alla fine, è sempre e solo questo che mi muove, cioè cercare di fare del mio meglio”, ha risposto la presidente del Consiglio a una domanda sul suo futuro politico.

“Sono concentrata sul portare a termine il lavoro di questi cinque anni, nei quali abbiamo cercato di proteggere al meglio gli italiani, i cittadini, le famiglie, le imprese, i lavoratori, i loro risparmi, la loro sicurezza, in un mondo sempre più instabile in cui le minacce si moltiplicano”, ha aggiunto la premier. “Il futuro di Giorgia Meloni dipende, temo, dagli italiani e non da Giorgia Meloni”, ha concluso.

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