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Ci siamo, ricomincia il torneo per club più prestigioso d’Europa e del mondo. La Champions League riparte e con Affaritaliani analizziamo le avversarie delle italiane: forma, numeri, uomini chiave, punti di forza e debolezze da sfruttare. Dal Real Madrid all’Arsenal, passando per Fenerbahçe e Leipzig, ecco cosa aspettarsi dalle prime sfide.
Real-Inter: Mourinho ritrova i nerazzurri e Dumfries subito contro il suo passato. E poi c’è il Bernabeu…
Ci siamo, ricomincia il torneo più importante del mondo. La Champions league riparte e con affaritaliani
Il primo ostacolo dell’Inter è anche quello con più intrecci, alcuni più recenti altri molto romantici. José Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid e ritrova il club con cui nel 2010 conquistò l’incredibile “triplete”. Da allenatore avversario ha già incrociato i nerazzurri sei volte con la Roma, vincendo una partita e perdendone cinque.
Accanto a Mourinho c’è soprattutto l’ex più recente Denzel Dumfries. Il Real lo ha acquistato dall’Inter a luglio dopo aver attivato la clausola rescissoria. L’olandese ha chiuso l’esperienza nerazzurra con 207 presenze, 27 gol, 28 assist e otto trofei e ha già giocato da titolare tre partite di Liga con la nuova maglia. Il mercato del Real è andato molto oltre Dumfries. Ibrahima Konaté, Marc Cucurella, Bernardo Silva, Yan Diomande e Carlos Espí, sei acquisti che hanno debuttato tutti nella vittoria per 2-1 contro l’Espanyol.
Il Real ha cominciato la Liga con tre vittorie consecutive contro Espanyol, Real Sociedad e Málaga, segnando 10 gol, prima della sconfitta per 0-1 contro il Betis. Anche nella sconfitta di Siviglia i Blancos hanno colpito tre legni, sbagliato un rigore con Mbappé e costruito diverse occasioni da gol. Mourinho utilizza prevalentemente un 4-2-3-1 nel quale Bellingham e gli esterni lavorano alle spalle di Mbappé.
Kylian Mbappé ha già segnato quattro volte nelle prime quattro giornate di campionato e arriva alla Champions con 70 gol nella competizione. Una rete contro l’Inter gli permetterebbe di raggiungere Raúl González al quinto posto della classifica marcatori all-time. Thibaut Courtois, toccherà invece quota 100 presenze in Champions.
Camavinga, Bernardo Silva e Arda Güler sono squalificati per l’esordio europeo. Il Real mantiene una quantità enorme di soluzioni offensive, ma Mourinho perde tre alternative nella costruzione e sulla trequarti. I nerazzurri invece dovranno fare a meno del recordman di assist in Serie A Federico Dimarco, che rimarrà a milano per un problema rimediato nella partita contro il Napoli.
Il precedente storico collega la storia nerazzurra al Bernabéu. L’Inter ha vinto una sola partita ufficiale sul campo del Real, lo 0-2 del 1967 nei quarti di Coppa dei Campioni. Da allora i Blancos hanno conquistato sette successi casalinghi consecutivi contro i nerazzurri. Lo stesso stadio resta però legato al 22 maggio 2010, quando l’Inter proprio con Mourinho in panchina ha sconfitto il Bayern nella finale della Champions del Triplete. L’attuale allenatore dei nerazzurri, Cristian Chivu, partì titolare quella sera.
Il Real arriva alla sfida da favorita con più qualità individuale e profondità, ma la prima fase della stagione ha già mostrato qualche passaggio meno fluido nella pressione. Mourinho stesso ha spiegato dopo il 4-1 sulla Real Sociedad che nel primo tempo il pressing non funzionava come previsto. Per l’Inter superare quella prima pressione e impedire a Mbappé, Vinicius e Bellingham di ricevere con campo davanti sarà una delle chiavi dell’incrocio.
Napoli-Arsenal: Arteta arriva con tre vittorie su tre e una difesa quasi inattaccabile
Il Napoli trova la squadra più continua tra le quattro rivali. L’Arsenal ha vinto la Premier League 2025/26 ed è stata la finalista della scorsa edizione, persa ai rigori contro il Paris Saint-Germain. Nella scorsa edizione europea i Gunners hanno subito appena 7 gol in 15 partite e collezionato 9 clean sheet, i dati migliori della competizione.
L’inizio della nuova Premier ha confermato quella solidità. La squadra di Mikel Arteta ha battuto Coventry 3-0, Aston Villa 1-0 e Chelsea 2-1. Sei gol segnati, uno subito e nove punti su nove. Contro il Chelsea ha incassato il vantaggio avversario dopo appena 77 secondi, poi Havertz e Ødegaard hanno ribaltato la partita. Arteta ha utilizzato il 4-2-3-1 in tutte le prime tre giornate, con Ødegaard incaricato di collegare centrocampo e attacco, Saka largo a destra e Havertz capace di giocare da riferimento centrale. Il nuovo acquisto Christos Tzolis ha aggiunto velocità e uno contro uno sul lato opposto, mentre il mercato ha portato altri innesti importanti Bruno Guimarães ed Ezri Konsa. L’Arsenal dispone di una linea centrale costruita su Rice, Ødegaard, Zubimendi e ora Bruno Guimarães. Dietro, Saliba, Gabriel, Calafiori, Timber e Konsa permettono ad Arteta di cambiare interpreti senza modificare l’assetto e perdere solidità.
I precedenti sono nettamente a favore gli inglesi. Arsenal e Napoli si sono incontrati quattro volte: tre vittorie dei Gunners e una degli azzurri. Nel 2013/14 entrambe vinsero 2-0 in casa, con l’attuale tecnico Arteta espulso al San Paolo; nei quarti di Europa League 2018/19 l’Arsenal vinse invece entrambe le partite, 2-0 a Londra e 1-0 a Napoli.
Il Napoli ha cominciato la Serie A battendo il Genoa, poi ha perso 2-1 con il Como e 3-2 contro l’Inter. L’Arsenal arriva al Maradona dopo tre vittorie consecutive.
L’Arsenal sembra non avere punti deboli. Aston Villa e Chelsea sono comunque riuscite a costruire alcune occasioni pulite, colpendo anche un legno a testa. Il Napoli dovrà quindi sfruttare con maggiore precisione le poche situazioni che la difesa inglese concede, evitando al tempo stesso di lasciare ai trequartisti dell’Arsenal spazio vicino all’area. Decisivo sarà togliere spazio a Rice e Ødegaard, impedendo all’Arsenal di sviluppare il gioco fin dalla prima costruzione.
Fenerbahçe-Roma: Lukaku e Skriniar in gruppo, l’ex Lazio Guendouzi squalificato
Il Fenerbahçe torna in Champions dopo 18 anni. L’ultima presenza nella fase finale risaliva al 2008/09 e il pass per questa edizione è arrivato attraverso tre turni preliminari, conclusi con il successo complessivo per 3-2 sul Lione.
Il mercato ha trasformato la rosa di İsmail Kartal in una collezione di nomi conosciuti anche dal pubblico italiano. Il colpo è Romelu Lukaku, ex di turno e uomo copertina della sfida. Il belga ha vestito anche le maglie di Napoli ed Inter. A luglio è arrivato anche Mason Greenwood dal Marsiglia per 39 milioni di euro. In rosa ci sono anche N’Golo Kanté, Marco Asensio, Milan Škriniar, Nathan Aké, Nélson Semedo, Vedat Muriqi e Matteo Guendouzi.
Kartal ha utilizzato soprattutto il 4-2-3-1 durante le qualificazioni europee. Contro il Lione ha schierato Kanté e Guendouzi davanti alla difesa, Greenwood sulla destra e Muriqi da centravanti, inserendo Lukaku nella ripresa. Nella gara di ritorno il Fenerbahçe ha segnato due volte in quattro minuti con Muriqi e Archie Brown e ha poi difeso il 2-1 fino al termine.
Il rendimento europeo è stato più solido di quello del campionato turco. Nei sei preliminari il Fenerbahçe ha ottenuto quattro vittorie, due pareggi e appena tre gol subiti. In Süper Lig ha invece cominciato con due sconfitte nelle prime quattro giornate, l’ultima per 2-1 nel derby con il Beşiktaş, incassando sei reti.
Guendouzi è squalificato dopo la rissa seguita alla vittoria di Lione e salterà le prime due giornate europee. Il francese aveva giocato tutti i 540 minuti dei sei preliminari. Greenwood ha ricevuto invece una giornata con pena sospesa e sarà disponibile contro i giallorossi.
L’assenza di Guendouzi toglie al Fenerbahçe un titolare fisso nella zona centrale, mentre davanti Kartal può alternare Muriqi e Lukaku e utilizzare Greenwood partendo largo. La Roma dovrà evitare che i turchi possano attaccare l’area con molti uomini, ma avrà una possibilità concreta di forzare gli equilibri di un centrocampo che per la prima volta in questa stagione europea dovrà cambiare uno dei due titolari e soprattutto una difesa non così irresistibile.
Occhio però al fattore Istanbul. Il Fenerbahçe ha vinto le ultime tre partite casalinghe contro squadre italiane senza subire gol. La Roma risponde con cinque vittorie consecutive contro avversarie turche, quattro delle quali senza incassare reti.
Como-Lipsia: i lariani in casa nella prima storica partita europea contro un avversario non impossibile
Per il Como il 10 settembre sarà una data senza precedenti. La partita con il Lipsia sarà la prima gara europea nella storia del club, disputata al Sinigaglia dopo i lavori che hanno permesso allo stadio di ottenere l’approvazione UEFA.
Il Lipsia ha cambiato allenatore in estate. Martín Demichelis ha sostituito Ole Werner dopo il terzo posto della scorsa Bundesliga e ha impostato soprattutto un 4-3-3 basato su pressione aggressiva, ritmo alto e ricerca immediata della profondità. Un sistema molto attivo senza palla e più creativo in possesso, con i terzini autorizzati ad accompagnare l’azione.
Il colpo più vistoso del mercato è stato il ritorno di Christopher Nkunku, rientrato al Lipsia in prestito dal Milan con opzione per il riscatto. Sono arrivati anche Rocco Reitz dal Borussia Mönchengladbach, Maxime Estève dal Burnley e Ørjan Nyland dal Siviglia. Il club ha invece ceduto Yan Diomande al Real Madrid.
Il nuovo Lipsia è una squadra a due facce. Alla prima giornata ha battuto il Borussia Mönchengladbach 3-0, producendo 24 tiri, sei grandi occasioni e un dato di expected goals pari a 4,5, il migliore dell’intera Bundesliga nel turno inaugurale. Una settimana dopo è caduto 3-1 a Brema, trovando il gol soltanto al 95′ con Ridle Baku.
Antonio Nusa è uno dei giocatori più pericolosi, il Como deve stare attento a non farlo ricevere largo con spazio per puntare il difensore (chiedere alla Nazionale per informazioni). Nkunku aggiunge invece capacità di muoversi tra le linee e può occupare tutte le posizioni del tridente. Baku ha segnato nelle prime due giornate, mentre Raum accompagna con frequenza l’azione sul lato opposto.
La spinta dei terzini del Leipzig può lasciare spazio alle loro spalle, soprattutto quando i tedeschi perdono palla dopo essersi alzati con molti uomini. È lì che Baturina e Diao possono diventare due delle chiavi del Como, attaccando rapidamente gli spazi esterni e le zone intermedie prima che la difesa riesca a ricompattarsi. Una soluzione che la squadra di Cesc Fàbregas ha già sfruttato nell’ultima giornata di Serie A, vinta 4-1 sul campo del Genoa: Diao ha segnato due volte, mentre Baturina e Nico Paz hanno completato il tabellino. Il nuovo acquisto Moise Kean ha inoltre debuttato servendo l’assist per la seconda rete di Diao.
Tra l’altro, i tedeschi non mantengono la porta inviolata da 18 partite europee e hanno vinto soltanto una delle ultime dieci gare in Champions League. In Italia hanno però conquistato due delle tre trasferte disputate, perdendo l’ultima 1-0 contro l’Inter nel 2024/25.
Il Como troverà una squadra costruita per aumentare il ritmo e recuperare il pallone in avanti, ma che lascia qualcosa quando la prima pressione viene superata. Per Fàbregas la soluzione più concreta passa dalla qualità di Nico Paz e dalla velocità di Diao negli spazi che possono aprirsi alle spalle di Raum e Baku.
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