Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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L’inflazione rallenta rispetto a giugno, ma partire costa di più. Carburanti, pernottamenti e trasporti aumentano il budget delle ferie, mentre milioni di italiani rinunciano alle vacanze per ragioni economiche.

Gasolio +18,8%, voli nazionali +6,2% e hotel +3%: quanto costa partire in Italia

Benzina +8%, gasolio +18,8%, voli nazionali +6,2% e alberghi +3% rispetto allo scorso anno. L’estate porta rincari su molte delle spese che accompagnano una vacanza in Italia, proprio mentre l’Istat rivede al rialzo il dato definitivo sull’inflazione di luglio.

L’indice dei prezzi al consumo cresce del 2,9% su base annua, un decimo in più rispetto al 2,8% indicato nella stima preliminare. A giugno l’inflazione era al 3%. Il rallentamento complessivo convive quindi con aumenti più marcati per alcune delle voci che incidono sugli spostamenti e sui soggiorni estivi. Gli alloggi e la ristorazione aumentano in media del 3,4%. Gli alberghi segnano un +3% rispetto al 2025, i villaggi vacanza il +2,9%, i traghetti il +2,5% e il noleggio auto il +3,4%. Per i collegamenti aerei la direzione cambia in base alla destinazione: i voli nazionali salgono del 6,2%, quelli internazionali scendono del 7,6%.

A pesare maggiormente sugli spostamenti in automobile sono i carburanti. La benzina costa l’8% in più rispetto a un anno fa, mentre il gasolio registra un aumento del 18,8%. Gli aumenti si trasferiscono direttamente sul budget di chi raggiunge in macchina le località di villeggiatura. Una parte degli italiani ha rinunciato del tutto alla partenza. Secondo un’indagine di Facile.it realizzata da Emg, 4,4 milioni di persone resteranno a casa per motivi economici e circa la metà indica direttamente il caro-vita tra le ragioni della rinuncia.

L’Unione Nazionale Consumatori calcola che una coppia con due figli debba spendere 252 euro in più per i trasporti rispetto alla scorsa estate e altri 115 euro in più per alloggi e ristorazione. Per una coppia con un figlio gli aumenti sono rispettivamente di 234 e 92 euro. Considerando l’intero costo della vita, l’aggravio raggiunge 1.020 euro per una famiglia di quattro persone e 946 euro per un nucleo di tre.

Anche il Codacons calcola un aumento della spesa annua di 959 euro per la famiglia tipo, che arriva a 1.324 euro per un nucleo con due figli. I rincari estivi interessano anche chi rimane a casa. Sul mercato tutelato l’elettricità aumenta del 9,7% rispetto allo scorso anno, mentre sul mercato libero la crescita raggiunge il 13,9%, nel periodo in cui l’utilizzo dei condizionatori fa salire i consumi domestici.

Le differenze territoriali sono ampie. Secondo le elaborazioni dell’Unc, Ferrara registra un aumento del costo della vita di 1.042 euro per la famiglia media, pari al +3,6%, con i servizi di alloggio in crescita del 23,5%. Seguono Mantova, Como e Roma. Tra le regioni il Lazio registra un +3,1%, equivalente a 848 euro in più, davanti a Lombardia e Trentino. In Basilicata l’aggravio si ferma a 516 euro.

Per gli alloggi destinati alle vacanze, la Liguria segna +9%, la Sardegna +7,6% e la Sicilia +5,4%. La Toscana si muove nella direzione opposta, con prezzi dei pernottamenti inferiori dello 0,6% rispetto a un anno fa. Il carrello della spesa registra invece un rallentamento. I prezzi dei prodotti alimentari e per la cura della casa crescono dell’1%, contro l’1,3% indicato nella stima preliminare. La frutta scende dello 0,7% su base annua e del 4,8% rispetto a giugno.

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