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Auto aziendali, verso l’aumento della tassazione sui fringe benefit

Si profilano nuove regole per la tassazione dei fringe benefit legati alle auto aziendali. Dopo il via libera della Ragioneria dello Stato, il decreto Omnibus approda in Parlamento per l’esame da parte delle commissioni competenti. Tra le misure contenute nel quarto decreto correttivo approvato dal governo per intervenire sui decreti attuativi della delega fiscale figura anche una stretta sui veicoli assegnati ai dipendenti per uso promiscuo con più di cinque anni dalla prima immatricolazione: per questi mezzi scatterebbe un aumento del 50% della base imponibile.

Fringe benefit, cosa cambia per le vetture più datate

La modifica è stata integrata nel decreto Omnibus con l’obiettivo di favorire il rinnovo delle flotte aziendali e incentivare la sostituzione dei veicoli più vecchi. La norma punta inoltre a chiarire alcune incertezze interpretative emerse dopo le disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2025.

La maggiorazione del 50% non riguarderà direttamente l’Irpef, ma il valore convenzionale del fringe benefit che viene sommato al reddito imponibile del lavoratore, sul quale vengono poi calcolate tasse e contributi.

Auto aziendali, il rincaro scatterà dopo cinque anni

L’incremento della tassazione scatterà dal 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione del veicolo e coinvolgerà tutte le tipologie di alimentazione. La misura riguarderà quindi auto a benzina e diesel, ma anche ibride, plug-in e completamente elettriche.

Resta invece confermato il meccanismo introdotto dalla legge di Bilancio 2025 per le nuove assegnazioni: il fringe benefit continuerà a essere determinato sulla base delle percentuali applicate al costo chilometrico indicato nelle tabelle Aci, considerando una percorrenza annua convenzionale di 15mila chilometri.

Le aliquote resteranno fissate al 10% per le auto elettriche, al 20% per le ibride plug-in e al 50% per benzina, diesel, Gpl, metano e ibride non ricaricabili. L’impatto della nuova maggiorazione sarà quindi più significativo soprattutto per i veicoli con motori tradizionali, compresi gli ibridi non plug-in.

Decreto Omnibus, il testo passa ora al Parlamento

La disposizione dovrà ora seguire l’iter parlamentare insieme all’intero decreto Omnibus: dopo il passaggio nelle commissioni competenti, il provvedimento dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri, probabilmente a settembre.

Il decreto interviene anche sulla disciplina dei familiari fiscalmente a carico nell’ambito del welfare aziendale, cancellando il vincolo della convivenza o della percezione di assegni alimentari per accedere ad alcune agevolazioni.

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