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Due turisti americani di origine araba vengono alleggeriti di un patrimonio mentre attendono il rimborso dell’Iva al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino. La Polaria identifica in pochi giorni i presunti responsabili, rintracciati fino in Veneto. Recuperata solo una parte del bottino, mentre il resto è già svanito nel mercato nero.

Al Terminal 3 il rimborso dell’Iva si trasforma in un salasso milionario

Dovevano recuperare qualche migliaio di euro di Iva sugli acquisti di lusso effettuati durante la vacanza romana. Alla fine, però, il conto è stato decisamente più salato. Per una coppia di turisti statunitensi di origine araba il passaggio allo sportello del tax refund dell’aeroporto di Fiumicino si è trasformato in un incubo da oltre un milione di euro.

Mentre attendevano il proprio turno, a poche ore dalla partenza per gli Stati Uniti, qualcuno ha approfittato di un momento di distrazione. Due carrelli colmi di valigie griffate sono scomparsi nel nulla in pochi istanti, portando con sé un vero tesoro: Rolex, Audemars Piguet, Cartier tempestati di diamanti, gioielli, contanti, profumi esclusivi e capi firmati Hermès, Louis Vuitton, Gucci e Dior. Un colpo studiato nei minimi dettagli, eseguito con una rapidità tale da non lasciare il tempo alle vittime nemmeno di accorgersi di quanto stava accadendo.

La fuga verso il Nord e il blitz della polizia

La denuncia ha immediatamente fatto scattare la macchina investigativa della Polaria di Fiumicino, coordinata dalla Procura di Civitavecchia. Le immagini delle telecamere del Terminal 3 hanno consentito agli investigatori di individuare rapidamente i presunti autori: una giovane coppia di origine bosniaca, specializzata, secondo gli inquirenti, in furti ad alto valore e con uno stile di vita itinerante.

Dopo il colpo, i due avrebbero lasciato l’aeroporto a bordo di un camper dirigendosi verso il Nord Italia. Durante il viaggio avrebbero consegnato parte della refurtiva a un ricettatore lungo il percorso, facendo poi perdere le tracce del bottino principale. La fuga si è interrotta in Veneto, dove una banale lite all’interno di un bar ha finito per tradirli. L’intervento delle Volanti ha permesso agli agenti di riconoscere i due ricercati e di perquisire il camper, recuperando soltanto una parte dei gioielli.

Gli orologi fantasma e il mercato nero del lusso

Il grosso della refurtiva, però, resta ancora disperso. Gli investigatori ritengono che i preziosi più ricercati, soprattutto gli esclusivi cronografi di lusso, possano essere già stati immessi nei circuiti internazionali della ricettazione, dove pezzi come Rolex, Cartier o Audemars Piguet spariscono in poche ore. L’inventario denunciato dalle vittime fotografa cifre impressionanti: trolley in pelle esotica da decine di migliaia di euro, diamanti, zaffiri, collane, bracciali e persino una semplice pochette il cui valore superava quello di molte automobili utilitarie.

Una vicenda che conferma come gli aeroporti internazionali, oltre a essere porte d’ingresso per milioni di passeggeri, siano diventati anche terreno di caccia privilegiato per bande altamente organizzate. E in questo caso, il rimborso dell’Iva è finito per trasformarsi nel pretesto involontario per uno dei furti più clamorosi degli ultimi anni al Leonardo da Vinci.

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