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Riccardo Orcel ha lavorato come consulente indipendente nell’operazione che deve portare Unicredit a ridurre ancora la presenza in Russia. Il fratello minore dell’amministratore delegato Andrea Orcel ha contribuito alla proposta sfociata nell’accordo annunciato a maggio dalla banca.
Unicredit, il ruolo di Riccardo Orcel nella vendita in Russia
Riccardo Orcel entra nel percorso di disimpegno di Unicredit dalla Russia. Secondo Reuters, il fratello minore di Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo, ha avuto un ruolo nell’individuazione e nella costruzione dell’operazione annunciata a maggio dalla banca milanese.
Unicredit ha confermato all’agenzia che Riccardo Orcel ha presentato una proposta sulle attività russe ed è stato poi nominato consulente indipendente dal consiglio di amministrazione. La banca ha spiegato che “la transazione annunciata il mese scorso è stata il risultato positivo di questo lavoro”.
L’accordo riguarda la cessione di una parte della controllata russa a un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti. Il nome dell’acquirente non è stato comunicato. La banca manterrà il business dei pagamenti internazionali, riducendo il resto della propria esposizione nel Paese.
La scelta degli Emirati non passa inosservata. Dubai e Abu Dhabi sono diventate negli ultimi anni piazze sempre più frequentate da capitali, società e professionisti collegati alla Russia, dopo le sanzioni occidentali seguite all’invasione dell’Ucraina.
Unicredit: la presenza in Russia pesa ancora sui conti
Unicredit è rimasta tra i principali gruppi bancari occidentali ancora attivi in Russia. Dal 2022 la banca ha progressivamente ridotto prestiti, esposizione e nuove attività, ma l’uscita completa si è rivelata più difficile del previsto.
Le autorità europee hanno spinto gli istituti ancora presenti nel Paese a tagliare il rischio. Anche il governo italiano, nel provvedimento Golden Power del 2025 sull’offerta di Unicredit per Banco Bpm, aveva indicato la presenza a Mosca tra gli aspetti da affrontare.
L’operazione annunciata a maggio resta non vincolante. Il percorso richiede autorizzazioni in Russia, tra cui il via libera della banca centrale e un decreto presidenziale. Mosca ha irrigidito le condizioni per l’uscita degli investitori occidentali, imponendo sconti, permessi e controlli sulle cessioni.
Riccardo Orcel, l’esperienza in Vtb e i controlli sui conflitti
Riccardo Orcel conosce il mercato russo. In passato è stato vice amministratore delegato di Vtb, il secondo gruppo bancario russo, controllato dallo Stato, e vicepresidente di Vtb Capital. Ha lasciato il Paese nel 2022, dopo l’inizio della guerra in Ucraina, continuando la propria attività come manager e consulente internazionale.
Il suo incarico apre inevitabilmente il capitolo dei potenziali conflitti di interesse, vista la parentela con Andrea Orcel. Secondo Stefano Gatti, professore di Finanza all’Università Bocconi citato da Reuters, le regole della Banca d’Italia sulle operazioni con parti correlate prevedono verifiche del consiglio, dei comitati competenti e degli organi di vigilanza. Lo stesso docente ha però indicato un rischio limitato, perché Riccardo Orcel non ha incarichi esecutivi nella banca e ha operato come consulente indipendente.
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