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Ci sono i commercianti delle storiche botteghe, i tavoli da gioco improvvisati a Piazza San Callisto, i graffiti sui muri, i panni stesi su fili che collegano le finestre di palazzi nel vecchio vicolo del Leopardo. Nella raccolta fotografica Anima di Trastevere – la mostra curata di Alessandro Lisci – c’è l’omaggio ad uno dei rioni suggestivi della Città Eterna. Nella collettiva, allestita a Lettere Caffè in via di San Francesco a Ripa, si intrecciano sentimenti diversi: amore e amicizia, ma anche povertà, ricchezza, diversità, condivisione ed isolamento. La mostra dedicata al rione Trastevere svela uno dei quartieri più identitari della Capitale, una città nella città con le sue caratteristiche, le sue contraddizioni, le sue luci e le sue ombre.

Rione di storie e leggende
Dalla Fornarina amata da Raffaello Sanzio, alla Pimpaccia – soprannome di Donna Olimpia Maidalchini, donna potentissima cognata di papa Innocenzo X – ed all’alchimista Conte di Cagliostro, che che visse a Romaprima di essere arrestato ed imprigionato a Castel Sant’Angelo. Trastevere trasuda di storie di personaggi leggendari e popolari come quella del bullo romano più famoso della storia della città – Romeo Ottaviani,detto er Tinea, er più de Trastevere, che faceva le sue scorribande tra i vicoli stretti del rione agli inizi del secolo scorso. L’area ai piedi del Gianicolo – a due passi da San Pietro – è uno scrigno della memora, custode delle gesta di personaggi che hanno fatto la storia della Città Eterna, diventati mito e rappresentanza della romanità verace. Tanti i grandi nomi del cinema e della musica che hanno portato nella loro arte l’essenza trasteverina, ci sono il cantante romano Lando Fiorini – patron dello storico locale il Puff – il regista Sergio Leone – cresciuto nel centro del rione – e Gabriella Ferri, vera anima di Roma.

Aneddoti e usanze su carta fotografica
Colori e morbido bianco e nero nei sedici scatti in mostra di Mariana Barros, Giuliano Bertazzoni, Maria Letizia Ciferri, Daria Collacchi, Pietro Coppa, Maria Di Lella, Federica Mastrodonato, Francesca Pacini, Claudio Polvanesi, Roberta Vitali.
Sono rimasti in pochi i rioni capitolini che hanno saputo conservare l’anima di un tempo. Trastevere – come il quartiere Monti, ad esempio – è stato in grado di mantenere quell’atmosfera, seppur sia un luogo in continuo divenire, invaso da turisti, locali sempre aperti e venditori ambulanti. Ogni scatto in mostra rappresenta un mezzo per ritrovare l’anima del quartiere. “L’esposizione vuole essere un tributo ad uno dei rioni più suggestivi della Città Eterna” – spiega il curatore – “Trastevere ha dato i natali alla mia linea materna, i Siani, ancora residenti e depositari di una cultura popolare legata al dialetto, alla cucina, alla canzone ed alla letteratura. Trastevere conserva la memoria, difende le sue storie, le sue tradizioni, i suoi aneddoti”. Con il supporto dell’associazione culturale Target Lab Ets, la mostra ha l’intento di valorizzare questo territorio e riscoprire il rapporto tra abitanti e rione. “Non a caso, anni fa, organizzai una rassegna in memoria di Gabriella Ferri che ho dedicato a mia madre Ivana Siani, sua grande amica ed appassionata seguace”, rivela Lisci.

La piazza gremita e il vicolo silenzioso
La piazza sempre viva di Santa Maria in Trastevere è un teatro senza sipario, una scena aperta dove gravitano – giorno e notte – vite di uomini e donne. Il quartiere è un crogiolo di razze, uno spazio dove convivenze apparentemente impossibili si intrecciano. Alla piazza rumorosa si contrappone il vicolo stretto e silenzioso dove ci si può ancora sedere fuori dalla porta della propria casa per chiacchierare con i vicini. Gli scatti della mostra svelano questa Trastevere ricca di simboli e dettagli, come la foto in cui campeggia il bacio appassionato tra due amanti catturato dall’obiettivo di Giuliano Bertazzoni: lo scatto racconta la passione di una coppia, ma anche la vita del rione: lo scarico delle merci da consegnare nelle attività di quartiere e la gente che passa accanto agli invisibili.

La vita che resiste all’invasione
Sotto assedio dal turismo di massa, Trastevere è diventato negli anni uno dei quartieri più amati dai giovani di tutto il mondo che la sera si ritrova nei pub dei vecchi vicoli. Nel gran via vai si collocano le storie di vita che la macchina fotografica riesce a cristallizzare: c’è il clochard ritratto da Daria Collacchi che riceve una porzione di cibo in dono da un volontario, la giovane che passeggia lungo la strada dove si vendono le foto iconiche dei film di Alberto Sordi immortalata da Pietro Coppa, la strada che si trasforma in sala da gioco nello scatto di Federica Mastrodonato, nel campo di battaglia dove la vecchia guardia resiste all’invasione.

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