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Grazie alle interlocuzioni tra Roma Capitale e lo Sportello di tutela sociale di Spin Time, è stato individuato un alloggio temporaneo per 81 persone ma le polemiche legate al no di Investire SGR, società proprietaria dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme, alla proposta di acquisto avanzata dal Comune di Roma, continuano a far discutere.
Spin Time accusa: “Sul no all’acquisto versioni contraddittorie”

L’acquisto dell’immobile avrebbe consentito, secondo quanto sostenuto da Spin Time, il rientro di circa 400 persone rimaste senza una sistemazione dopo lo sgombero. La proprietà ha motivato il rifiuto in riferimento al sopralluogo che ha evidenziato condizioni di inagibilità dello stabile. Ricostruzione che Spin Time Labs contesta, mettendola a confronto con le dichiarazioni di Marco Perissa, deputato e presidente romano di Fratelli d’Italia: «Il Viminale e il governo Meloni hanno fatto sapere che non c’erano i presupposti di legalità e sicurezza per rientrare nell’immobile», ha dichiarato. Quanto basta per l’affondo della comunità che si interroga sul perché la scelta si attribuisca al Viminale essendo, secondo la proprietà, legata al sopralluogo.
Il Comune: danni minimi, ma resta l’emergenza abitativa
Spin Time sostiene che Roma Capitale avrebbe successivamente confermato la presenza di danni minimi, tali da non determinare responsabilità a carico della proprietà. Una ricostruzione che alimenta ulteriormente il confronto politico. Da una parte il governo e il centrodestra, che insistono sulla necessità di garantire legalità e sicurezza; dall’altra il Comune e la comunità di Spin Time, che chiedono una soluzione per le centinaia di persone rimaste senza un alloggio. «Di fronte al silenzio del Viminale sulle persone in strada, c’è da chiedersi a questo punto chi è che mente», attacca Spin Time Labs, che denuncia quella che definisce una «connivenza tra estrema destra e speculazione edilizia». Poi la promessa: «Il tempo di Spin Time non è ancora finito».
Una comunità che rischia di disunirsi

Mentre continua il braccio di ferro politico sull’immobile, dunque, resta sul tavolo la questione più urgente: trovare una sistemazione dignitosa alle persone rimaste senza casa. Le centinaia di famiglie rimaste, supportare dalla Protezione Civile e dalla solidarietà dei romani, devono resistere al caldo torrido di queste ore e alle temperature da record previste nella settimana di ferragosto. Persone che attendono una soluzione, se non sul canovaccio dell’esperienza (ormai evidentemente conclusa) di Spin Time, perlomeno dignitosa: il comune ha in programma un percorso di assistenza e la collocazione in strutture convenzionate ma, al netto del dibattito fra proprietà privata ed emergenza abitativa, queste persone hanno bisogno di una casa.
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