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Meloni promossa, il governo bocciato. Il “campolargo” sorpassa il centrodestra

C’è un dato che salta subito all’occhio nell’ultima rilevazione dell’Istituto Demoscopico Lab21 per Affaritaliani, condotta tra il 28 giugno e il 3 luglio 2026: gli italiani distinguono nettamente tra Giorgia Meloni e il suo governo. E il giudizio va in due direzioni opposte.

Meloni sì, governo no

Alla domanda su come valutano complessivamente l’operato del primo ministro, il 54,3% degli intervistati promuove Giorgia Meloni, contro un 45,7% che la boccia. Un consenso personale che resta solido e maggioritario. Il quadro si ribalta però quando si passa dal giudizio sulla premier a quello sull’esecutivo nel suo insieme: il governo guidato da Meloni viene bocciato dal 55,8% degli italiani, mentre solo il 44,2% lo promuove. Uno scarto di oltre dieci punti tra la valutazione della leader e quella della sua squadra, che segnala come la figura della presidente del Consiglio continui a reggere meglio dell’azione complessiva dell’esecutivo.

Intenzioni di voto: il “campolargo” davanti di sette decimi

Sul fronte delle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia si conferma di gran lunga il primo partito con il 30,0%, in lievissima flessione (-0,1%) rispetto alla rilevazione precedente. Seguono, nel centrodestra, Forza Italia al 6,7% (-0,1%), la Lega al 5,5% (-0,1%) e Noi Moderati allo 0,9% (-0,1%). Il totale della coalizione di governo si attesta così al 43,1%, in calo di quattro decimi.

Nel campo opposto, il Partito Democratico è stabile intorno al 20,1% (-0,1%), mentre il Movimento 5 Stelle cresce leggermente al 13,7% (+0,1%). Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 5,7% (-0,2%), Italia Viva al 2,3% (-0,1%) e Più Europa al 2,0% (+0,1%). Il totale del “campolargo” raggiunge il 43,8% (-0,2%): sette decimi sopra il centrodestra, che pur in un quadro di sostanziale equilibrio conferma il sorpasso dell’area di opposizione.

Fuori dai due schieramenti principali, si segnala la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 5,9% (+0,3%) e si conferma la forza più consistente tra quelle non collocate nelle due coalizioni. Azione è al 3,1% (-0,1%), Sud Chiama Nord all’1,6% (+0,1%), mentre gli altri partiti raccolgono complessivamente il 2,5% (+0,3%).

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