Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

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Beppe Severgnini è una delle firme più autorevoli e note del giornalismo e della saggistica italiana contemporanea. La scelta del comitato promotore del Premio La Tore, da me immeritatamente presieduto, si inserisce perfettamente nella tradizione del riconoscimento che da sempre premia eccellenze della cultura, della letteratura e della comunicazione in Italia. Ci sono diversi motivi che rendono Severgnini un personaggio di altissimo livello nel panorama culturale: egli è una colonna storica del Corriere della Sera, per cui è stato inviato in tutto il mondo ed è vicedirettore ‘ad personam’. Ha collaborato per anni con prestigiose testate straniere, come il ‘The New York Times’ e ‘The Economist’, portando lo sguardo italiano all’estero e viceversa. I suoi libri (tra cui ‘Inglesi’, ‘Un italiano in America’, ‘La testa degli italiani’) sono bestseller che analizzano con intelligenza, ironia e acutezza i costumi, le manie e le virtù della nostra società e di quelle anglosassoni. Severgnini ha la rara capacità di spiegare la geopolitica, la politica interna e i mutamenti sociali con un linguaggio semplice, ironico e accessibile a tutti, senza mai perdere in profondità. Come opinionista e conduttore è un volto stimato per il suo equilibrio e per la capacità di stimolare dibattiti costruttivi, lontano dai toni urlati della televisione moderna. La sua assegnazione credo dia grande prestigio al premio e conferma Marciana Marina e l’Isola d’Elba come punti di riferimento culturali centrali durante la stagione estiva e non solo. La produzione letteraria di Beppe Severgnini è estremamente ricca e spazia attraverso una grande varietà di temi, analizzati sempre con il suo inconfondibile stile particolare. I suoi libri possono essere raggruppati in filoni tematici principali: il confronto culturale con il mondo anglosassone: È il tema che lo ha reso celebre. In libri come ‘Inglesi’ e ‘Un italiano in America’, mette a confronto i vizi e le virtù della società italiana con quelle britannica e statunitense, aiutando i lettori a capire i diversi modi di vivere, lavorare e pensare. Poi c’è l’analisi dei costumi e del carattere degli italiani: in bestseller internazionali come ‘La testa degli italiani’ o ‘La pancia degli italiani’, Severgnini analizza la psicologia e i comportamenti dei suoi connazionali attraverso i luoghi fisici (come le autostrade o il salotto di casa) e la politica, offrendo un ritratto ironico ma profondo del nostro Paese. Poi il tema del viaggio: il tema dello spostamento, del treno e della scoperta è centrale in opere come ‘La vita è un viaggio’ e ‘Neoitaliani’. Per il Nostro, viaggiare è uno strumento fondamentale per aprire la mente e comprendere il presente. Altro tema a lui caro è i giovani, il lavoro e il futuro: in libri come ‘Signori, si cambia’ e ‘Italiani di domani’, si rivolge alle nuove generazioni, offrendo consigli pratici su come orientarsi nel mondo del lavoro moderno, sull’importanza di imparare le lingue e sul coraggio di rischiare. Con ‘L’italiano. Lezioni semiserie’, ha inoltre affrontato il tema della comunicazione e dell’uso corretto della nostra lingua, spiegando come scrivere in modo chiaro ed efficace nell’era digitale. Infine essendo un grandissimo tifoso dell’Inter (e qui, ahi ahi, da milanista non praticante ho dei ‘dubbi’, ma solo qui), ha dedicato diversi libri ironici al mondo del pallone e alla psicologia del tifoso, come ‘Interismi e Infiniti interismi’. Tuttavia mi preme porre l’accento sul suo ‘lato inglese’ perché diciamocelo sono molti i giornalisti che negli ultimi decenni sono stati inviati o corrispondenti dal Regno Unito eppure egli ha saputo ‘guadagnarsi’ un titolo assai ambito. L’onorificenza di ‘Officer of the Most Excellent Order of the British Empire’ (OBE), conferita a Beppe Severgnini nel settembre 2001 direttamente dalla Regina Elisabetta II, si spiega con il valore straordinario del suo lavoro come corrispondente e mediatore culturale. Nel Regno Unito, i titoli dell’Ordine dell’Impero Britannico non vengono assegnati solo a funzionari pubblici o militari, ma anche a civili stranieri che hanno offerto contributi eccezionali nelle relazioni transnazionali, nella cultura e nella diplomazia. La motivazione alla base di questo prestigiosissimo riconoscimento poggia su tre pilastri principali: egli ha vissuto a lungo a Londra, lavorando come corrispondente per il Giornale e scrivendo per testate britanniche storiche come The Economist, The Sunday Times e The Financial Times. La Regina lo ha premiato proprio per lo sforzo costante di spiegare i britannici agli italiani e gli italiani ai britannici, riducendo le distanze culturali attraverso il giornalismo, i saggi, la radio e la televisione. Nel 1990, Severgnini ha pubblicato il già citato ‘Inglesi’, un libro diventato un vero e proprio ‘long-seller’. Con la sua tipica ironia e un’osservazione acuta dei dettagli (dalla politica di Margaret Thatcher fino alle bizzarrie quotidiane dei doppi rubinetti), ha generato un’enorme ondata di curiosità e simpatia dell’opinione pubblica italiana verso la società britannica. L’onorificenza ha riconosciuto lo spessore di un giornalista capace di scrivere con lo stesso acume e la stessa autorevolezza sia in italiano che in inglese, diventando una delle firme europee più rispettate (tanto da essere eletto “European Journalist of the Year” a Bruxelles pochi anni dopo, nel 2004). Quella del corrispondente, se vissuta a questi livelli, si trasforma in una vera e propria attività diplomatica parallela, in grado di incidere profondamente sui legami culturali tra due nazioni. Inoltre la sua popolarità e il suo ‘fairplay’ lo vediamo da anni in mille occasioni sulle reti nazionali: Beppe Severgnini viene spesso citato come un modello di fair play giornalistico all’interno del panorama televisivo nazionale. Mentre i talk show politici in Italia tendono frequentemente alla polarizzazione e ai toni urlati, la presenza di Severgnini si distingue per alcune caratteristiche che incarnano i valori della correttezza e del rispetto professionale. Nei suoi interventi televisivi (come a Otto e mezzo su La7 o nei programmi Rai), Severgnini privilegia l’analisi dei dati e dei fatti rispetto all’attacco personale o all’ideologia preconcetta. Utilizza l’ironia e l’autoironia come strumenti per smorzare le tensioni. Questo gli permette di esprimere opinioni anche molto nette e critiche senza mai scivolare nell’aggressività verbale. Egli ascolta le tesi altrui senza interrompere continuamente, un comportamento raro nei dibattiti televisivi odierni, rispondendo sempre nel merito delle questioni. Se, come per ogni opinionista di alto profilo, il giudizio del pubblico non è sempre unanime poiché, pur riconoscendogli l’educazione e lo stile, alcuni critici e spettatori ritengono talvolta che il suo approccio sia fin troppo moderato o istituzionale di fronte ad alcuni temi, a noi questo è il giornalismo che ci piace. Siamo quindi felici di celebrare la sua carriera la prossima estate a Marciana Marina che si conferma, anche con questa ultima scelta, la Capitale Culturale indiscussa dell’Elba.

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