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Patrono d’Italia, degli animali, dell’ecologia e di molte altre realtà legate alla natura e alla pace, è fondatore dell’Ordine francescano e proclamato santo nel 1228 da papa Gregorio IX. Patrono d’Italia insieme a santa Caterina da Siena, è ricordato come il “Poverello di Assisi” per la sua scelta radicale di povertà evangelica e per un messaggio di amore, umiltà e fraternità che ha attraversato i secoli.

Nato ad Assisi con il nome di Giovanni di Pietro di Bernardone, era figlio di un ricco mercante di stoffe, Pietro, e di donna Pica, originaria della Provenza. La sua giovinezza fu agiata, segnata da feste, sogni di gloria cavalleresca e partecipazione alla guerra contro Perugia, durante la quale fu fatto prigioniero. Proprio in prigione e negli anni successivi visse una profonda crisi interiore che lo portò a rivedere completamente la propria vita. Tornato ad Assisi, Francesco compì una scelta radicale: rinunciò alle ricchezze familiari, si spogliò simbolicamente degli abiti davanti al vescovo e abbracciò una vita di povertà, preghiera e servizio ai poveri e ai malati.

San Francesco, il “piccolo” che parla al presente; a Roma la mostra sull’eredità francescana
Maria Lai, Bisbigli 1996-Photo Giorgio Dettori, Collezione MAXXI Courtesy Foundation MAXXI SIAE

Roma gli dedica, sino al 20 settembre, “Creature, Creatori – San Francesco e l’arte contemporanea”

La mostra, a cura di Beatrice Buscaroli, è promossa e prodotta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dalla Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi.

“Creature, Creatori” va oltre l’immagine iconografica di San Francesco per raccontarne il modo di guardare il mondo e il valore etico del suo pensiero. La sua visione, espressa nel Cantico delle Creature, diventa un punto di partenza per rileggere l’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi. San Francesco non è soltanto soggetto di rappresentazione, ma presenza capace di orientare lo sguardo e suggerire nuove possibilità di relazione tra uomo, natura e sacro.

San Francesco, il “piccolo” che parla al presente; a Roma la mostra sull’eredità francescana
Davide Rivalta, Lupo, 2024, Collezione privata

Alcune opere della collezione del museo – di Stefano Arienti, Paolo Canevari, Bruna Esposito, Maria Lai, Piero Manzoni, Ettore Spalletti – dialogano con lavori storici e contemporanei che spostano l’attenzione dalla figura del Santo alle sue intuizioni, ai suoi gesti e alla sua visione del mondo. L’eredità del Cantico attraversa così il linguaggio artistico contemporaneo, costruendo un ponte ideale tra memoria storica e sensibilità del presente.

San Francesco, il “piccolo” che parla al presente; a Roma la mostra sull’eredità francescana
Jacopo Benassi, Cristo morto, courtesy Jacopo Benassi e Francesca Minini, photo Jacopo Benassi

Se le opere di Pier Paolo Calzolari, Stefano Arienti e Bruna Esposito definiscono un paesaggio simbolico attraversato da segni naturali e fragili presenze, quelle di Alberto Burri, Mario Giacomelli, Giorgio Morandi ed Ennio Morlotti riflettono sulla materia, sul tempo e sulla dimensione essenziale dell’esistenza. Il percorso prosegue con le visioni di Mario Schifano, Maria Lai, Antonio Del Donno e Paolo Canevari, fino ai lavori di artisti delle generazioni più recenti che reinterpretano il tema francescano tra simbolo, figura e metamorfosi del vivente.

L’esposizione è ulteriormente impreziosita dalla presentazione in anteprima di opere inedite di Jacopo Benassi, Chiara Calore, Aron Demetz, Fulvio Di Piazza, Marco Cingolani, Andrea Mastrovito, Alessandro Pessoli, Nicola Samorì, commissionate appositamente per questa mostra che interpretano lo sguardo francescano attraverso simboli, figure, paesaggi e riferimenti alla natura.

San Francesco, il “piccolo” che parla al presente; a Roma la mostra sull’eredità francescana
Luca Bertolo, San Francesco parla agli uccelli

La mostra vuole infine restituire la dimensione più profonda della figura di Francesco – il parvolus, il “piccolo” – creatura tra creature, invitandoci a guardare il mondo con i suoi occhi: i luoghi, il vivente, la scelta della povertà, il rispetto per il prossimo. L’esposizione è accompagnata dal catalogo Creature, Creatori, San Francesco e l’arte contemporanea.

San Francesco, il “piccolo” che parla al presente; a Roma la mostra sull’eredità francescana
Lorenzo Bonechi, San Francesco che predica agli uccelli, 1986, Collezione Cattellani, Modena, photo Pugnaghi

L’esposizione è accompagnata dal catalogo, curato da Beatrice Buscaroli, edito da Dario Cimorelli Editore e realizzato grazie al contributo di Aeroporti di Roma.

“Con questa iniziativa, la Direzione Generale Creatività Contemporanea conferma il proprio impegno nel sostenere progettualità capaci di attivare un confronto vivo tra patrimonio culturale, ricerca artistica e sensibilità del presente”-dice Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura”-Creature, Creatori offre un’occasione unica per rileggere la figura di San Francesco non solo come soggetto della tradizione iconografica, ma come principio generativo di pensiero e visione, in grado di orientare ancora oggi il rapporto tra uomo, natura e dimensione etica. Il dialogo tra artisti del secondo Novecento e del contemporaneo restituisce la vitalità di un’eredità che continua a produrre significati, confermando il ruolo delle istituzioni nel promuovere una cultura aperta, inclusiva e capace di interrogare il presente”.

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