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Il 30 giugno suona il gong del PNRR. Si chiude il più grande programma di investimenti pubblici degli ultimi decenni. La capitale arriva all’appuntamento con la consapevolezza di essere all’inizio di un percorso che apre una nuova fase: rendere gli interventi straordinari lavori strutturali, incanalati su una politica di sviluppo e manutenzione urbana.

Si chiude un ciclo storico: i numeri degli investimenti

Il futuro della programmazione europea e nazionale è già al centro del confronto tra istituzioni, imprese e amministrazioni locali. Durante l’incontro pubblico “Il futuro non è ordinario: Roma oltre il PNRR”, organizzato in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri e dalla Commissione Speciale PNRR, è emersa la necessità di capitalizzare l’esperienza maturata negli ultimi anni. Il dibattito politico è già orientato al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Tuttavia, la capitale non si è fatta trovare impreparata all’appuntamento: secondo i dati forniti, 500 milioni sono stati destinati alla mobilità sostenibile, 240 milioni alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico e culturale e 330 milioni agli interventi di rigenerazione urbana nelle periferie.

Il “metodo Giubileo” e il “metodo Roma”: esame superato

Questi anni sono stati caratterizzati dal cosiddetto “metodo Roma”, cavallo di battaglia prima e fiore all’occhiello poi, della giunta Gualtieri. Il sindaco ha sempre portato avanti il concetto che lo sviluppo della città va anteposto al colore politico, modello di condivisione di responsabilità e rischi tra le diverse amministrazioni coinvolte. Roma, fra l’altro, ha affrontato, e tutto sommato superato, una sfida ancora più complessa rispetto ad altri territori, dovendo rispettare contemporaneamente le scadenze del PNRR e quelle anticipate, legate al Giubileo. La gestione è stata premiata dal mondo delle imprese. Massimiliano Ricci, direttore generale di Unindustria, ha evidenziato l’importanza di conservare questo approccio operativo, mentre Francesca De Sanctis, presidente di Ance Roma-ACER, ha sottolineato il valore di fare sistema unendo dialogo, fiducia e orientamento ai risultati.

La vera sfida: la manutenzione della città

Sino al 30 giugno la priorità era rispettare le scadenze. Dal 1 luglio, sarà garantire sia la continuità degli interventi, sia la possibilità che i lavori messi a terra si conservino nel tempo. Cambiano due asset fondamentali: il volume di capitolati nonché quello dei fondi a disposizione.  In sintesi, come sottolineato dallo stesso Gualtieri, è necessario passare dalla logica emergenziale degli investimenti straordinari a una programmazione ordinaria e costante. Da un lato si chiudono gli ultimi adempimenti del PNRR e dall’altro si apre una nuova stagione di investimenti pubblici che eviti il rischio di abbandonare infrastrutture e opere appena realizzate o peggio, renderle cattedrali nel deserto. La vera sfida, adesso, si riassume in un solo termine:manutenzione.

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