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Roma Capitale, primo sì alla riforma costituzionale
La Camera ha dato oggi il primo sì alla riforma costituzionale sui poteri di Roma Capitale, che ora passa al Senato. Il provvedimento modifica l’articolo 114 della Costituzione inserendo Roma Capitale tra i livelli di governo di cui si compone la Repubblica e stabilendo le materie di competenza legislativa del nuovo ente.
L’elemento chiave della riforma e’ l’approvazione di una legge ad hoc per stabilire forme e principi del decentramento. Comunque, alla Capitale vengono attribuite autonomia amministrativa e finanziaria e ulteriori funzioni amministrative, stabilendo che il territorio dell’ente Roma Capitale si trova all’interno della città metropolitana.
In quest’area, Roma Capitale avrà una potestà legislativa concorrente sul governo del territorio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali e potestà residuale su trasporto pubblico locale; turismo; commercio; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; polizia amministrativa locale; organizzazione amministrativa di Roma Capitale. La potestà legislativa di Roma Capitale viene equiparata a quella delle Regioni.
Con la nuova legge, di soli due articoli, la prima parte dell’articolo 114 recita: ”La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, da Roma Capitale, dalle Regioni e dallo Stato”.
Il commento della premier Meloni, la nota di Palazzo Chigi
È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l’interesse dell’Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell’intera Nazione. Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi. È una scelta che colpisce molto perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
Oggi, però, il Partito Democratico decide di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, e che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio e che aveva trovato maturazione in Parlamento. È impossibile accogliere l’invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani. Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il Sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini.
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