Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

image

                <span>Il viaggio de “<strong>Il Leudo racconta</strong>” ha fatto tappa <strong>lunedì 8 giugno</strong> a La Spezia con una giornata dedicata al mare, all’innovazione tecnologica, al monitoraggio ambientale e alla tradizione marinara, coinvolgendo istituzioni, enti di ricerca, operatori del settore marittimo e cittadini negli spazi del <strong>La Spezia &amp; Carrara Cruise Terminal</strong>.</span>

Dopo le tappe inaugurali di Albenga, Bergeggi, Genova e Santa Margherita Ligure, il percorso itinerante è proseguito nel Levante ligure portando nel Golfo della Spezia nuove attività dedicate alla cooperazione europea, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione applicata al mare.

L’iniziativa rientra nel progetto NEPTUNE EVOLUTION, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021–2027, che “Zigoela”, compagnia della vela latina, come spazio itinerante di divulgazione e confronto dedicato al Mediterraneo, alla tutela dell’ambiente marino e alla valorizzazione della cultura marinara.

Istituzioni, ricerca e innovazione al centro della giornata

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Maria Grazia Frijia, Vice Sindaco del Comune della Spezia, e Federica Montaresi, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.

Nel suo intervento il Vice Sindaco Maria Grazia Frijia ha sottolineato il valore simbolico del Leudo come elemento capace di raccontare il rapporto storico tra uomo e mare, ricordando come questa storica imbarcazione rappresenti ancora oggi un patrimonio culturale e identitario del Mediterraneo.

Il viaggio del Leudo racconta in modo molto concreto il legame profondo che esiste tra uomo e mare. Il Leudo nasce come mezzo di trasporto, di lavoro e di relazione tra territori e comunità e rappresenta una parte importante della nostra tradizione marinara e dell’economia del Mediterraneo. Iniziative come questa aiutano a comprendere quanto il mare sia un elemento prezioso da conoscere, valorizzare e tutelare, mettendo insieme cultura, sostenibilità e identità dei territori.”

Federica Montaresi ha invece sottolineato il valore della progettazione europea nello sviluppo di strategie condivise dedicate alla sostenibilità ambientale, all’innovazione portuale e al rapporto tra porto e città.

Quando parliamo di questi progetti non parliamo mai di iniziative singole, ma di percorsi costruiti insieme da istituzioni, enti, università e territori. Questa collaborazione rappresenta uno degli elementi di forza del nostro sistema e ci permette di portare avanti progettualità concrete, con risultati tangibili per il territorio. Molte delle attività che oggi stiamo sviluppando sulla sostenibilità ambientale, sul monitoraggio delle aree portuali, sull’elettrificazione delle banchine, sulla riduzione del rumore e sulla digitalizzazione nascono proprio grazie alla progettazione europea e alla capacità di lavorare insieme come sistema territoriale.”

Tecnologia, formazione e futuro della blue economy

Uno dei momenti centrali della mattinata è stata la tavola rotonda “FABIS racconta: ricerca, tecnologia e mestieri nel mondo della subacquea”, dedicata all’evoluzione tecnologica delle attività subacquee e alle nuove competenze legate all’economia del mare.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Patrizia Saccone, Assessore allo Sviluppo Economico del Comune della Spezia, Giovanni Indiveri dell’Università di Genova, Nicola Di Luca di Ecodrone Srl e Fabrizio Forma di CNA La Spezia – Formimpresa Liguria.

Durante gli approfondimenti è stato illustrato il progetto FABIS, iniziativa dedicata allo sviluppo di competenze innovative, tecnologie avanzate e nuove professionalità nel settore della subacquea e delle attività marittime.

Nel suo intervento l’Assessore Patrizia Saccone ha evidenziato il legame storico tra la Spezia, il mare e l’innovazione, sottolineando il percorso di trasformazione della città da polo manifatturiero e industriale a centro di ricerca, formazione e sviluppo della blue economy.

Dal dopoguerra la Spezia ha saputo trasformarsi da città manifatturiera, orgogliosa della sua tradizione nel lavoro del ferro e nella cantieristica, a città dell’innovazione. Oggi la nostra città guarda avanti con la stessa tensione al futuro: innovazione digitale, economia circolare, sostenibilità ambientale e valorizzazione del patrimonio naturale.

L’assessore ha inoltre posto l’attenzione sul ruolo crescente della formazione universitaria e della ricerca scientifica nel sistema mare spezzino, evidenziando il percorso sviluppato negli ultimi anni dalla città nel campo della blue economy e delle tecnologie marine.

La Spezia sta portando avanti un percorso molto importante come polo di eccellenza internazionale della blue economy. Siamo sede del Polo Nazionale della Subacquea e Città Creativa UNESCO per il Design. Il nostro polo universitario conta oggi oltre 1.100 studenti, con una crescita significativa delle immatricolazioni e una forte presenza di studenti provenienti da fuori provincia e dall’estero. Un ecosistema in cui università, ricerca, imprese e istituzioni collaborano quotidianamente.”

L’assessore ha infine evidenziato il valore del progetto FABIS nel creare connessioni tra ricerca, imprese e nuove competenze professionali dedicate al mondo della subacquea e delle tecnologie marine.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Fabrizio Forma di CNA La Spezia e Formimpresa Liguria, che ha approfondito il tema della formazione specialistica legata al mondo della subacquea e delle professioni del mare.

“Come Formimpresa Liguria, insieme a CNA Nautica e alle imprese del territorio, stiamo portando avanti un percorso formativo dedicato agli operatori tecnici subacquei. Si tratta di un corso di 600 ore che stiamo sviluppando per il secondo anno consecutivo qui alla Spezia e che ogni anno permette a 10-12 ragazzi di entrare rapidamente nel mondo del lavoro grazie alla forte richiesta di professionalità specializzate nel settore.”

Porto, città e monitoraggio ambientale

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra porto e contesto urbano attraverso l’incontro “Il Porto in città: attività, impatto e monitoraggio ambientale”, con gli interventi di Simone Pacciardi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e Davide Borelli dell’Università di Genova.

Nel corso della mattinata sono stati approfonditi i temi del monitoraggio ambientale delle aree portuali, dell’impatto delle attività marittime sul territorio urbano e delle strategie dedicate alla sostenibilità delle infrastrutture portuali.

Tra i progetti presentati anche CLASTER, iniziativa focalizzata sul miglioramento del clima acustico nelle aree urbane vicine ai porti attraverso sistemi innovativi di monitoraggio e pianificazione ambientale. Durante gli interventi è stato illustrato il lavoro sviluppato per ridurre l’impatto del rumore portuale grazie a campagne di rilevazione acustica, installazione di sensori e sperimentazione di strumenti digitali dedicati alla governance e alla gestione sostenibile delle aree portuali.

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività sviluppate nell’area portuale della Spezia, dove sono in corso studi e interventi dedicati alla mitigazione del rumore e al monitoraggio ambientale.

Biodiversità, territori e sviluppo sostenibile

Nel corso della giornata sono stati inoltre approfonditi alcuni progetti dedicati alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione sostenibile dei territori.

Tra questi CAMBIO VIA PRO, iniziativa che promuove la tutela attiva della biodiversità attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e la valorizzazione delle aree rurali mediterranee. Durante gli interventi è stato raccontato il lavoro sviluppato per integrare agricoltura sostenibile, turismo esperienziale, produzioni locali e tradizioni culturali in un modello di sviluppo territoriale attento alla tutela ambientale e alla valorizzazione delle identità locali.

Spazio anche a Central-BIC, progetto europeo coordinato da Regione Liguria dedicato allo sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile degli ecosistemi e la tutela della biodiversità. Nel corso della giornata è stato evidenziato il lavoro svolto insieme a parchi naturali, enti scientifici e comunità territoriali per promuovere pratiche replicabili dedicate alla protezione degli habitat, alla valorizzazione delle produzioni locali e al rafforzamento delle comunità custodi della biodiversità.

Tradizione marinara e valorizzazione del territorio

La giornata è proseguita con un lunch didattico dedicato alle produzioni del territorio e alla valorizzazione delle eccellenze locali, con la partecipazione di Daniela Minetti di Regione Liguria e Michela Marcone, Presidente del Biodistretto Val di Vara.

Nel pomeriggio spazio alla cultura marinara con l’incontro “Gli ultimi velieri del Tirreno: storia, tradizione e prospettive delle imbarcazioni di valore storico in Italia”, a cura della Federazione Italiana Barche Storiche.

La giornata si è infine conclusa con il giro del Golfo della Spezia a bordo di “Zigoela”, accompagnato da imbarcazioni storiche, offrendo ai partecipanti un’esperienza immersiva dedicata alla navigazione tradizionale e alla scoperta del territorio dal mare.

Il viaggio continua nel Golfo della Spezia

Conclusa la tappa spezzina, il viaggio de “Il Leudo racconta” proseguirà nei prossimi giorni con le successive tappe di Portovenere, Lerici e Monterosso. 

Per restare aggiornati sul progetto e seguire le diverse tappe del viaggio è possibile consultare la pagina dedicata di Regione Liguria e seguire la pagina Facebook Interreg Liguria.

Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet