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Nei primi otto mesi 2026 i quadricicli calano dell’1,3%, ma dietro la stabilità del mercato cresce l’ICE e arretra nettamente il BEV.

Il mercato italiano dei quadricicli arriva alla fine di agosto 2026 con volumi complessivamente stabili, ma con equilibri profondamente diversi rispetto a un anno fa. Nei primi otto mesi sono state immatricolate 12.393 unità, contro le 12.562 dello stesso periodo del 2025, per una flessione limitata all’1,3%.Il dato aggregato, tuttavia, racconta solo una parte della storia. Dietro una domanda che nel complesso tiene si sta infatti verificando una profonda ricomposizione del mercato: crescono i quadricicli leggeri, arretrano quelli pesanti e, soprattutto, l’elettrico perde rapidamente quota mentre le motorizzazioni termiche tornano protagoniste.Secondo i dati Dataforce, i quadricicli L6 raggiungono 10.077 immatricolazioni, con una crescita del 2,7%, mentre gli L7 scendono a 2.316 unità, perdendo il 15,8% rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno.Una divergenza che diventa ancora più evidente osservando le alimentazioni.

L’elettrico perde oltre il 22%, il termico cresce del 79%Da gennaio ad agosto 2026 i quadricicli elettrici a batteria hanno totalizzato 7.662 immatricolazioni, contro le 9.924 registrate un anno prima. Il calo è del 22,8%.Nello stesso periodo il mercato ICE ha percorso la strada opposta: 4.731 unità, contro le 2.638 del 2025, equivalenti a un incremento del 79,3%.Il risultato è un deciso cambiamento nel peso delle alimentazioni. I BEV, che nei primi otto mesi del 2025 rappresentavano circa il 79% del mercato, scendono nel 2026 a poco meno del 62%.

Il termico torna così a rappresentare oltre un terzo delle immatricolazioni complessive.Più che una semplice variazione dei volumi, i numeri indicano quindi un cambiamento del mix tecnologico all’interno di uno dei segmenti che negli ultimi anni era stato maggiormente associato alla mobilità elettrica urbana.

L6 in crescita, L7 ancora in difficoltà

Anche analizzando separatamente le due categorie emergono dinamiche molto diverse.I quadricicli leggeri L6 elettrici chiudono il periodo a 6.398 unità, perdendo il 20%, mentre gli L7 BEV scendono a 1.264 immatricolazioni, con una contrazione ancora più significativa del 34,4%.Sul fronte termico accade esattamente il contrario.Gli L6 ICE raggiungono 3.679 immatricolazioni, più del doppio rispetto alle 1.814 unità di un anno prima: l’incremento è del 102,8%.Positivo anche l’andamento degli L7 termici, che salgono a 1.052 unità con una crescita del 27,7%.Secondo Dataforce, il quadro non rappresenta necessariamente una trasformazione strutturale del mercato, quanto piuttosto un ritorno verso condizioni più vicine alla fase precedente agli incentivi, in uno scenario caratterizzato anche da minore disponibilità di alcuni prodotti e dall’uscita di alcuni marchi.

Luglio e agosto riportano crescita sul mercato

I dati più recenti mostrano comunque segnali di recupero.Nel bimestre luglio-agosto 2026 sono stati immatricolati complessivamente 3.014 quadricicli, contro i 2.359 dello stesso periodo del 2025. La crescita raggiunge così il 27,8%.A trainare la ripresa sono ancora una volta i modelli leggeri, con gli L6 in aumento del 47,1%.Gli L7 restano invece in difficoltà anche nell’ultima parte dell’estate, registrando un calo del 19,6%.Il miglioramento del mercato nella parte finale del periodo riduce quindi il passivo accumulato nei mesi precedenti, ma non modifica il divario crescente tra i due segmenti.

Fiat Topolino resta leader tra le elettriche

Nel mercato dei quadricicli elettrici leggeri la Fiat Topolino continua a occupare il primo posto.Tra gennaio e agosto ne sono state immatricolate 2.698, rispetto alle 3.152 dello stesso periodo del 2025. La flessione è del 14,4%, inferiore al calo complessivo del comparto BEV.Alle sue spalle la Citroën Ami raggiunge 1.821 unità, con una diminuzione del 38%, mentre la Aixam e-City chiude il podio con 795 immatricolazioni e un arretramento del 31%.Il segmento L6 elettrico ha però mostrato un’importante accelerazione durante l’estate. Tra luglio e agosto le immatricolazioni sono state 1.726, in crescita del 60,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.Un recupero significativo che non è però ancora sufficiente a compensare completamente la debolezza registrata nella prima parte dell’anno.

L7 elettrici, il segmento più debole

Più complessa la situazione tra i quadricicli pesanti elettrici.La DR Birba sale al primo posto con 274 immatricolazioni, quasi quadruplicando le 70 unità registrate nei primi otto mesi del 2025.La XEV YOYO, uno dei modelli di riferimento del segmento durante lo scorso anno, scende invece a 251 unità, accusando una flessione del 73,6%Terza la Mobilize Duo, con 170 immatricolazioni e un calo del 40,4%.Complessivamente il segmento L7 BEV perde 663 unità rispetto all’anno precedente e non mostra segnali di inversione neppure durante l’estate: nel bimestre luglio-agosto la contrazione è stata infatti del 42%.

Ligier e Aixam trainano il ritorno del termico

Il quadro cambia completamente osservando le microcar con motore termico.Nei primi otto mesi dell’anno la Ligier JS50 raggiunge 1.414 immatricolazioni, con un balzo del 91,1% rispetto alle 740 unità del 2025.Subito dietro si posiziona Aixam City, con 1.323 unità e una crescita ancora superiore, pari al 107,7%.Terza posizione per Aixam Easy, che entra nel ranking con 311 immatricolazioni.Il recupero delle motorizzazioni tradizionali prosegue anche nella parte più recente dell’anno. Tra luglio e agosto i quadricicli ICE hanno aumentato le immatricolazioni del 23,8%.Nel comparto L7 termico, invece, il mercato rimane più frammentato e strettamente collegato alle nicchie ATV e UTV, con CFMOTO, VOGE e AODES tra i marchi che si contendono le posizioni principali.

Privati oltre quota 9.200, cala il peso dei dealer

Dal punto di vista economico, un’altra indicazione importante arriva dai canali di vendita.I clienti privati restano il principale motore del mercato con 9.238 immatricolazioni, il 2,2% in più rispetto alle 9.040 dello scorso anno. Il canale rappresenta così oltre tre quarti delle registrazioni complessive.Positivo anche il Fleet, che raggiunge 1.360 unità con un incremento del 4,9%.Il noleggio a lungo termine cresce invece del 46,8%, passando da 248 a 364 immatricolazioni. In termini assoluti il suo peso rimane contenuto, ma l’aumento indica una maggiore apertura del settore verso formule alternative alla proprietà.Decisamente negativo il breve termine, che passa da 344 a 161 unità, perdendo il 53,2%.

Diminuiscono le autoimmatricolazioni

Particolarmente significativo è il dato relativo a Manufacturer & Dealer.Le immatricolazioni effettuate da costruttori e concessionari scendono da 1.634 a 1.270 unità, con una diminuzione del 22,3%.La riduzione del peso delle autoimmatricolazioni rende il risultato complessivo del mercato particolarmente interessante: a fronte di minori registrazioni tattiche da parte della filiera, le vendite ai clienti privati risultano infatti in crescita.È uno degli elementi che suggeriscono come il mercato stia attraversando una fase di normalizzazione dopo le distorsioni che avevano caratterizzato parte del 2025.

Il mercato delle microcar cerca un nuovo equilibrio

Il quadro dei primi otto mesi del 2026 restituisce quindi un settore apparentemente stabile nei volumi, ma interessato da cambiamenti importanti sotto la superficie.La crescita degli L6 compensa parte della debolezza degli L7, mentre il ritorno delle motorizzazioni termiche ridisegna un mercato che solo un anno fa appariva nettamente orientato verso l’elettrico.Il dato forse più rilevante riguarda proprio questa inversione: BEV -22,8% e ICE +79,3% nello stesso arco temporale.Non significa necessariamente che la transizione elettrica delle microcar sia entrata in una fase irreversibile di arretramento. Il recupero registrato dagli L6 BEV nel bimestre luglio-agosto mostra infatti che la domanda può reagire rapidamente alla disponibilità di prodotto e alle condizioni del mercato.I prossimi mesi serviranno quindi a capire se il ritorno del termico rappresenti una fase temporanea di normalizzazione dopo il periodo degli incentivi oppure l’inizio di un equilibrio più duraturo tra elettrico e motorizzazioni tradizionali.Per costruttori e distributori la questione centrale diventa a questo punto il prodotto: disponibilità, posizionamento e prezzo saranno determinanti per capire quale tecnologia riuscirà a intercettare la crescita futura del mercato italiano dei quadricicli.

“Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti”.

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