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Il tredicenne che ha aggredito con un coltello una professoressa in una scuola media di Roma non può essere condannato penalmente, perché in Italia chi non ha ancora compiuto 14 anni non è imputabile. Questo non impedisce agli inquirenti di ricostruire i fatti né esclude eventuali misure disposte dal Tribunale per i minorenni.
Le indagini dei carabinieri proseguono soprattutto sui contatti online del ragazzo e sulla diffusione del filmato dell’aggressione. Il tredicenne aveva ripreso l’azione con un telefono collegato a Telegram.
Prof accoltellata a Roma: perché a 13 anni non può essere condannato
Il Ministero della Giustizia chiarisce che per chi non ha ancora compiuto 14 anni il giudice pronuncia una sentenza di non luogo a procedere per non imputabilità. Sotto quella soglia l’ordinamento non richiede una valutazione individuale della capacità di intendere e di volere come avviene invece tra i 14 e i 17 anni.
Questo significa che il ragazzo non rischia una pena detentiva conseguente a una condanna penale per l’aggressione alla docente.
La legge consente però l’applicazione di misure di sicurezza quando il minore non imputabile ha commesso un fatto previsto come delitto e viene concretamente accertata una condizione di pericolosità sociale. Non è una conseguenza automatica e la valutazione spetta all’autorità giudiziaria minorile.
Tra gli strumenti previsti rientrano l’affidamento ai servizi sociali e, nei casi indicati dalla legge, il collocamento in comunità. Il Tribunale per i minorenni valuta la situazione ascoltando il ragazzo, chi esercita la responsabilità genitoriale e i servizi competenti.
Prof accoltellata a Roma: cosa stanno cercando gli investigatori
La professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, è stata colpita tre volte. Le indagini si stanno concentrando anche sul telefono del ragazzo e sulle persone che erano collegate al suo profilo Telegram mentre avveniva l’aggressione.
Gli investigatori vogliono individuare chi abbia successivamente pubblicato in rete il filmato. ANSA riferisce che quattro utenti risultavano collegati al profilo durante l’azione e che sono in corso verifiche per ricostruire la rete di contatti.
I genitori del tredicenne hanno inviato una mail di scuse alla docente. Il ragazzo resta seguito in una struttura sanitaria, ma gli accertamenti medici in corso non consentono di formulare valutazioni pubbliche sulle sue condizioni o sulle motivazioni dell’aggressione.
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