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Roma e la sua area metropolitana si stanno preparando a diventare un po’ più verdi. Dal 2022 ad oggi, infatti, sono stati piantati ben 825mila alberi distribuiti su 825 ettari di territorio, nell’ambito della grande operazione di forestazione finanziata dal PNRR. Un intervento che coinvolge la Capitale e altri 18 comuni e che, una volta completato, porterà allo sviluppo di nuove superfici forestali. Un’autentica trasformazione, dunque, che potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione per contrastare le temperature sempre più alte, le isole di calore e la qualità dell’aria, e perché no, anche per creare nuovi spazi capaci di ospitare specie vegetali e animali. Un po’ sulla scia di quanto sperimentato a Medellin nei mesi scorsi, quando la Capitale decise di fare dietro marcia sul bioclimatico.

Non basta piantare alberi: la sfida è farli crescere

La forestazione finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede che le aree scelte per ospitare il nuovo verde vengano progettate con una densità di circa mille piante per ettaro e con una scelta delle specie legata alle caratteristiche del luogo. In altre parole, il principio è quello dell’albero giusto nel posto giusto, una formula semplice, ma tutt’altro che scontata quando si parla di interventi su larga scala. L’idea è quella di costruire nel tempo veri e propri ecosistemi, capaci di offrire ombra, assorbire anidride carbonica, contribuire a ripulire l’aria che respiriamo e attenuare gli effetti del caldo estremo. Proprio per questo, soprattutto nelle fasi iniziali, le piantine saranno circondate da opportune recinzioni per scongiurare il calpestio e proteggerle dalla fauna selvatica.

Più verde contro il caldo: nell’area metropolitana di Roma 825mila nuovi alberi per la grande forestazione
Un nuovo patrimonio verde che avrà bisogno di tempo e cure per trasformare le piantine di oggi nei boschi del domani, capaci di rendere il territorio più fresco e vivibile

Nel corso del tempo il progetto ha interessato zone piuttosto diverse fra loro. Nel primo avviso, ad esempio, avviato nel 2022, gli interventi hanno coinvolto Anguillara Sabazia, Capranica Prenestina, Civitavecchia, Fiumicino, Magliano Romano, Montelanico, Morlupo, Segni e Roma Capitale, con circa 302 mila alberi previsti. Il secondo avviso ha poi allargato il perimetro a Civitavecchia, Fiumicino, Ladispoli, Bracciano, Trevignano Romano, Campagnano di Roma, Pomezia, Cerveteri, Santa Marinella, Gallicano nel Lazio, Guidonia Montecelio, Mandela e Roma. Ad oggi, dunque, il processo è giunto all’80%, con 415mila alberi ancora da collocare per giungere al completamento del piano.

La vera sfida, però, arriverà solamente nei prossimi anni. Una volta ultimate le piantagioni, ci sarà una fase di monitoraggio e manutenzione della durata di un quinquennio, nel quale si procederà anche al collaudo. Si tratta di un passaggio fondamentale, poiché consentirà di procedere all’irrigazione mediante il riutilizzo delle acque reflue depurate, capire quante piante sopravvivranno, in che modo cresceranno, sostituire quelle che non attecchiranno e se l’area boschiva riuscirà effettivamente ad espandersi. Insomma, il lavoro da svolgere è ancora molto e la grande forestazione non fermerà di certo il cambiamento climatico, ma potrà, senza ombra di dubbio, contribuire a costruire, pezzo dopo pezzo, città un po’ più vivibili.

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