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Pirelli, depositate due liste per il rinnovo del cda

Sono due le liste depositate nei termini per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Pirelli & C. SpA, in vista dell’assemblea degli azionisti convocata in unica convocazione per il 25 giugno 2026. Lo ha reso noto la stessa società in un comunicato. All’ordine del giorno c’è il rinnovo dell’organo amministrativo per gli esercizi 2026, 2027 e 2028, ed è attorno a questo voto che si concentra il braccio di ferro che da mesi oppone i soci italiani al primo azionista cinese.

La prima lista porta la firma di Camfin S.p.A., presentata insieme a Camfin Alternative Assets S.r.l., Longmarch Holding S.r.l. e Marco Tronchetti Provera & C. S.p.A. I quattro veicoli, riconducibili al vicepresidente esecutivo del gruppo, detengono complessivamente il 26,18% del capitale e propongono una squadra ampia, composta da quindici nomi.

In cima alla lista figura Marco Tronchetti Provera, indicato come candidato con le competenze per la carica di presidente, la cui elezione resta demandata al Consiglio. Al secondo posto Andrea Casaluci, designato come profilo idoneo alla carica di amministratore delegato. Seguono, tra gli altri, Michele Carpinelli, Luca Rovati, Giovanni Tronchetti Provera, Claudia Parzani e Veronica Squinzi. La maggior parte dei candidati è in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 148, comma 3, del TUF e dal Codice di Corporate Governance.

Tre nomi della lista — Roberto Diacetti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini e Costanza Esclapon de Villeneuve — sono stati indicati a valle di un’istruttoria condotta dal Comitato dei Gestori con il supporto dell’advisor esterno e indipendente Crisci & Partners, per poi essere vagliati dai veicoli che fanno capo a Tronchetti Provera.

La seconda lista è stata presentata da Marco Polo International Italy S.r.l., la holding attraverso cui il gruppo Sinochem controlla il 34,1% del capitale di Pirelli, primo azionista del gruppo della Bicocca. La lista è molto più snella: appena tre candidati, con Zhang Haitao capolista, seguito da Xi Xiaohong e Wang Kun, questi ultimi due in possesso dei requisiti di indipendenza.

Lo squilibrio nel numero dei candidati — quindici contro tre — non è casuale e riflette il conflitto che da tempo divide l’azionariato. La scelta della cordata Camfin di schierare una lista lunga risponde alla necessità di poter coprire tutti e quindici i posti del board nel caso in cui il socio cinese rinunci a una rappresentanza piena.

La vicenda affonda le radici nel mancato rinnovo del patto parasociale tra i soci italiani e Sinochem, formalizzato a gennaio 2026. La scelta, ha spiegato Camfin, è stata assunta dopo aver preso atto dell’impossibilità di individuare con Sinochem soluzioni per adeguare la governance di Pirelli in tempo utile alle esigenze normative americane, consentendo alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre. Il nodo è proprio quello tecnologico: Pirelli rischia di vedere compromesso il proprio accesso al mercato statunitense, che vale circa un quinto dei ricavi, a causa della presenza di Sinochem nell’azionariato.

Il mancato rinnovo dell’intesa ha riaperto un procedimento Golden Power. Il decreto del governo ha, tra le altre misure, posto un limite alla presenza dei cinesi nel consiglio: le prescrizioni del Golden Power limitano Sinochem a un massimo di tre posti nel board — circostanza che spiega la composizione ridotta della Lista n. 2.

Insieme alla lista, la cordata di Camfin ha avanzato alcune proposte da sottoporre all’assemblea, in continuità con il precedente mandato. Si prevede un compenso di 75.000 euro lordi annui per ciascun componente del Consiglio, oltre al rimborso spese; fino a 65.000 euro lordi annui per i presidenti dei comitati che saranno istituiti dal board; e fino a 45.000 euro lordi annui per i componenti dei comitati, con la quantificazione puntuale rimessa al Consiglio stesso.

I soci italiani hanno inoltre proposto, qualora il meccanismo del voto di lista non consentisse di nominare tutti gli amministratori previsti, di completare il board con una votazione unica sui candidati non eletti della propria lista, secondo l’ordine progressivo e fino a copertura dei posti disponibili.

I prossimi passaggi

Le liste e le relative proposte, con la documentazione a corredo, saranno messe a disposizione del pubblico entro giovedì 4 giugno 2026, tramite deposito presso la sede della società in Viale Piero e Alberto Pirelli 25 a Milano, sul meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket Storage e sul sito internet del gruppo. L’appuntamento decisivo resta quello del 25 giugno, quando l’assemblea sarà chiamata a sciogliere il nodo che pesa sul futuro del gruppo.

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