Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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La somma aggiuntiva è stata pagata con valuta 1° luglio. Prima di presentare la domanda bisogna controllare età, reddito, contributi e data di decorrenza della pensione: per alcuni beneficiari l’accredito arriverà a dicembre.

Dai limiti reddituali agli anni versati: chi può ottenere la somma e come recuperarla

L’INPS ha corrisposto la quattordicesima 2026 insieme alla rata pensionistica di luglio. Nel cedolino dei beneficiari il pagamento compare con la voce “somma aggiuntiva – c.d. quattordicesima – credito 2026”. L’accredito della pensione di luglio è avvenuto con valuta 1° luglio.

Chi non trova la somma nel cedolino non deve però concludere automaticamente che l’INPS abbia commesso un errore. Il pagamento dipende dall’età, dal tipo di pensione, dal reddito individuale, dagli anni di contribuzione e dal momento in cui sono stati perfezionati i requisiti.

Chi ha diritto alla quattordicesima

La prestazione spetta ai pensionati di almeno 64 anni, titolari di pensioni appartenenti all’Assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.

Il reddito complessivo individuale non deve superare due volte il trattamento minimo annuo. Per il 2026 il limite massimo ordinario è di 15.908,10 euro. Il reddito del coniuge non viene considerato.

La quattordicesima non spetta a chi riceve esclusivamente prestazioni assistenziali, come assegno sociale, pensione sociale e trattamenti per invalidi civili, ciechi e sordi. Sono escluse anche prestazioni di accompagnamento alla pensione come l’Ape sociale e gli assegni di esodo.

Gli importi da 336 a 655 euro

Per i pensionati con reddito individuale fino a 11.931,08 euro, gli importi sono:

  • 437 euro con un massimo di 15 anni di contributi da dipendente o 18 da autonomo;
  • 546 euro con più di 15 e fino a 25 anni da dipendente, oppure più di 18 e fino a 28 da autonomo;
  • 655 euro con oltre 25 anni da dipendente oppure oltre 28 da autonomo.

Per chi si colloca nella fascia reddituale compresa tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, fino a 15.908,10 euro, gli importi diventano:

  • 336 euro nella prima fascia contributiva;
  • 420 euro nella seconda;
  • 504 euro nella terza.

È prevista anche una clausola di salvaguardia. Chi supera di poco il limite reddituale può ricevere una somma ridotta, fino a raggiungere il tetto maggiorato dell’importo spettante.

Chi riceverà il pagamento a dicembre

La quattordicesima viene pagata a luglio a chi perfeziona i requisiti entro il 31 luglio 2026, per le pensioni gestite nei sistemi integrati. Per alcune gestioni proprietarie ed ex INPGI il riferimento è il 30 giugno.

Chi compie 64 anni nella seconda parte dell’anno oppure diventa titolare di pensione nel corso del 2026 può ricevere la somma con la rata di dicembre, in misura proporzionale ai mesi nei quali possiede i requisiti.

L’assenza nel cedolino di luglio può quindi essere corretta quando il diritto matura più avanti. Prima di presentare una domanda è necessario controllare la data di nascita e la decorrenza della pensione.

Come controllare il cedolino

Il pagamento può essere verificato nel cedolino disponibile nell’area riservata del sito INPS. La voce compare anche nel certificato di pensione ObisM e nella comunicazione personale presente su MyINPS.

L’Istituto può inoltre inviare una notifica attraverso l’app IO e un messaggio all’indirizzo telematico certificato, quando disponibile.

La quattordicesima viene riconosciuta inizialmente in via provvisoria. L’INPS effettua in seguito un controllo utilizzando i redditi effettivi comunicati dall’Agenzia delle Entrate.

Come presentare la domanda se il pagamento manca

Il pensionato che ritiene di possedere tutti i requisiti può utilizzare il servizio INPS denominato “Ricostituzione reddituale quattordicesima – Domanda”.

La richiesta può essere presentata online con l’identità digitale oppure tramite un patronato. Se il riesame riconosce il diritto, la somma viene pagata nei mesi immediatamente successivi alla domanda.

Prima di inoltrarla è utile verificare che l’INPS disponga dei dati reddituali aggiornati. La ricostituzione serve proprio a chiedere una nuova valutazione quando i redditi conosciuti dall’Istituto non riflettono la situazione che dà diritto alla prestazione.

Quali redditi non vengono conteggiati

Il reddito della casa di abitazione non entra nel calcolo. Sono esclusi anche l’indennità di accompagnamento, le pensioni di guerra, i trattamenti di famiglia, il Tfr, la buonuscita, gli arretrati soggetti a tassazione separata e alcuni sussidi erogati dai Comuni o da altri enti.

La quattordicesima non costituisce reddito fiscale o previdenziale, non è tassata e non viene sottoposta alla perequazione automatica.

Bisogna, quindi, verificare il cedolino di luglio, accertare che il pagamento non sia previsto per dicembre e confrontare reddito e contributi con le soglie INPS. Soltanto dopo questi passaggi la domanda di ricostituzione diventa necessaria.

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