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In estate si legge di più. E’ un dato confermato dai titolari di librerie che nei mesi più caldi si abbia più tempo a disposizione per leggere. Le ferie consentono di prendersi una pausa dalla routine. Si legge in spiaggia o in piscina sotto l’ombrellone, nella pause al fresco in montagna, nei parchi all’ombra degli alberi, durante il viaggio in treno o in aereo. Le giornate sono più lunghe. E non mancano le offerte e gli sconti estivi nelle librerie. Dai classici che raccontano storie del passato, a libri gialli, thriller misteriosi, storie di vita, romanzi leggeri della narrativa contemporanea e tascabili. Nell’estate 2026, arrivano nuovi libri da mettere in valigia, legati a temi di attualità e cronaca che appassionano un numero di lettori sempre più ampio.

La sfida delle idee di Latella
L’ultimo libro della giornalista Maria Latella è La sfida delle idee. Sei voci della cultura internazionale raccontano il tempo che viviamo pubblicato da Rai Libri. L’autrice incontra sei grandi protagonisti della cultura globale. Un libro/riflessione sulle grandi contraddizioni, sulla giustizia, sull’economia e sui media del nostro tempo: un’opportunità di approfondire su tematiche complesse grazie alle risposte dettate dall’autorevolezza della conoscenza e dell’esperienza. Dal tema della giustizia con Scott Turow, avvocato statunitense ed autore di romanzi di genere thriller/legale, a quello della violenza con la scrittrice svedese di gialli di fama internazionale Camilla Läckberg. Si approfondisce sull’immagine del leader politico con il pubblicitario e giornalista francese Jacques Séguéla, si parla di fede con lo studioso di ermeneutica ed esegesi biblica francese Haim Baharier, mentre con il direttore di Le Monde, Jérôme Fenoglio, ci si interroga sulla sopravvivenza della carta stampa di fronte all’informazione digitale e sulla libertà d’informazione nel rapporto con il mondo politico. L’autrice affronta il tema della crisi del capitalismo democratico con il giornalista ed esperto di economia britannico Martin Wolf.

“Semplificare un tema complesso è la prima regola che si apprende cominciando il mestiere di giornalista” – sottolinea Maria Latella, raggiunta al telefono – “Per riuscirci bisogna conoscere l’argomento. Allora si può sezionarlo e renderlo accessibile, magari partendo dalle tre W – Who, What, Where – o come mi consigliò uno dei grandi direttori con cui ho avuto l’onore di lavorare, Tommaso Giglio, “inventore” di Oriana Fallaci: Quando comincia un articolo, immagina di iniziare una lettera con cara mamma. La sfida delle idee è nata dal bisogno di cercare risposte in tempi confusi in cui tutto cambia rapidamente. Spero sia letto da chi ha lo stesso bisogno e si fida della competenza e dell’autorevolezza dei sei personaggi internazionali che ho intervistato. Alla domanda su quale sia la sfida di Maria Latella, l’autrice risponde: “Tradurre in modo accessibile, non per addetti ai lavori – e quando si può con un pizzico di leggerezza – temi complessi. L’abbiamo fatto con il programma Rai A casa di Maria Latella. Lo rifaremo con i libri di La biblioteca dei sentimenti, cerco di farlo anche nei cinque minuti de Il Punto di Uno Mattina dove tratto spesso di attualità internazionale”.
Le storie interrotte nelle pagine di Abate e Calabretta
Storie delle vittime di femminicidio e testimonianze di donne sopravvissute alla violenza sono racchiuse e commentate nel libro Non chiamatelo amore. Quei bravi ragazzi che uccidono, edito da Graus Edizioni, scritto a quattro mani dala giornalista Rai Vittoriana Abate e dall’avvocato e docente universitario Cataldo Calabretta. Sono le storie di Chiara Poggi, Giulia Cecchettin, Federica Torzullo, Elisa Claps, Giulia Tramontano, Elena Ceste. Vicende diverse per contesto, età e territorio, ma accomunate da una stessa matrice di violenza.

L’intento del saggio è quello di “scardinare la lettura patriarcale che ancora oggi condiziona il modo in cui il fenomeno viene raccontato e compreso” – spiegano gli autori – “non sono solo casi giudiziari, ma storie interrotte di donne, madri, figlie, fidanzate, mogli, sorelle; sono relazioni malate, segnali ignorati, responsabilità condivise”. Il libro apre con la prefazione dell’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta su femminicidio e violenza di genere, mentre la postfazione è dell’avvocato Claudia Eccher, componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Il libro chiude con una sezione dedicata all’approfondimento con i contributi di avvocati, magistrati, politici, psicologi e giornalisti: una visione multidisciplinare sull’espressione “raptus di follia improvvisa”, valutazione troppo semplicistica.

Il nodo insidioso di quei “bravi ragazzi”
Uomini descritti come insospettabili e ben inseriti nel contesto sociale, quei “bravi ragazzi” che “improvvisamente” si trasformano in assassini. Una lettura che rischia di oscurare i segnali pregressi di controllo, manipolazione e violenza.
“Occorre saper cogliere i primi segnali, senza sottovalutare neanche una spinta, perché uno schiaffo non è solo un colpo al viso. È un gesto che rappresenta un fortissimo abuso, una volontà di ferire il corpo e di insultare l’anima”, precisa Vittoriana Abate. “Dal 2019” – ricorda Cataldo Calabretta – “è in vigore la legge denominata Codice Rosso, che ha introdotto un sistema di misure più incisive per contrastare la violenza di genere, inasprendo le pene, rafforzando la tutela delle vittime e considerando con maggiore rigore il rischio di reiterazione fino all’approvazione della legge n. 181 del 2025 che ha introdotto il reato autonomo di femminicidio punito con l’ergastolo. Una scelta chiara: la violenza contro le donne non è un reato minore, ma una priorità dell’ordinamento giuridico italiano”.
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