Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Mps lancia la doppia Ops, ma è una mossa rischiosa…

Il Cda di Monte dei Paschi di Siena ha approvato il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che prevede due offerte pubbliche di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali.

Una contromossa, questa, pensata per costruire un’alternativa all’offerta di Intesa Sanpaolo e sottrarre il Monte al progetto dell’istituto guidato da Carlo Messina. Il via libera, comunque, non è stato unanime: quattro consiglieri si sono astenuti, mentre Corrado Passera ha sostenuto Lovaglio.

Ma proprio la struttura dell’operazione sta sollevando diverse critiche. Secondo quanto può riferire Affaritaliani, nel mirino ci sarebbe soprattutto l’ipotesi di utilizzare la partecipazione detenuta in Generali, anche attraverso una distribuzione di azioni del Leone agli azionisti di Mps. Una simile scelta disperderebbe un asset strategico tra migliaia di investitori, aprendo così un problema di tutela del risparmio italiano e di sicurezza economica nazionale.

La natura difensiva e la complessità della manovra potrebbero inoltre attirare l’attenzione delle autorità di vigilanza e, dunque, rischiare di esporre l’operazione anche a contestazioni giudiziarie.

Ma non è tutto. C’è poi il nodo Banco Bpm. L’operazione rischierebbe di trasformarsi in uno “smembramento” dell’istituto, con eventuali cessioni imposte dall’Antitrust destinate a rafforzare la francese Crédit Agricole, già principale azionista di Piazza Meda. Il risultato sarebbe paradossale: Banco Bpm perderebbe la propria autonomia mentre aumenterebbe il peso francese nel panorama bancario nostrano.

Sul fondo resta anche la partita politica, con il rischio di nuove tensioni tra la Lega di Matteo Salvini e Palazzo Chigi. A questo si aggiunge il voto favorevole di Corrado Passera, il quale non può che alimentare le indiscrezioni su un suo possibile futuro al vertice del Monte qualora gli sviluppi dell’inchiesta sulla scalata a Mediobanca riaprissero davanti alla Bce il dossier sui requisiti di Lovaglio.

Insomma, quello che doveva diventare il terzo grande polo bancario italiano rischierebbe di essere indebolito, esposto agli interessi francesi e consegnato politicamente a un’area più vicina al Partito democratico.

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