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Tre segni sul finestrino dell’auto blindata di Alessandra Cerreti, sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano. È quanto emerso nei giorni scorsi, quando la vettura di servizio della magistrata è stata sottoposta ai controlli della scorta prima di essere utilizzata. L’episodio assume importanza anche per il luogo in cui sarebbe avvenuto: il cortile del Palazzo di Giustizia di Milano, dove l’auto era in sosta insieme agli altri mezzi utilizzati per il servizio di magistrati e personale sottoposto a tutela.

Secondo le prime ricostruzioni, la vettura era stata parcheggiata nella serata di lunedì e sarebbe rimasta all’interno dell’area per tutta la notte. Al momento della successiva verifica sono stati individuati tre punti di danneggiamento sul finestrino anteriore destro, quello collocato sul lato del passeggero.

Tre colpi sul vetro blindato

I segni sarebbero compatibili con l’azione di un oggetto contundente. Tra le ipotesi considerate dagli investigatori c’è quella dell’utilizzo di un martello, anche se saranno gli accertamenti tecnici a dover chiarire con precisione modalità e natura del danneggiamento. Il vetro non è stato infranto, ma restano ben visibili le tracce dei colpi, elemento che ha fatto scatenare le verifiche da parte degli investigatori, non risultando sulle automobili presenti nell’area danneggiamenti simili.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state acquisite per cercare di ricostruire quanto accaduto. Dai primi controlli non sarebbe emersa la presenza di persone riprese mentre si avvicinavano alla vettura. Gli investigatori stanno quindi prendendo in considerazione anche l’ipotesi che il danneggiamento possa essere avvenuto in un momento diverso da quello inizialmente ipotizzato.

Gli accertamenti dei carabinieri

Sul caso stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che hanno avviato gli accertamenti dopo la segnalazione dell’episodio. Il procuratore di Milano Marcello Viola è stato informato della vicenda. Ancora da chiarire la dinamica, bisogna stabilire quando siano stati provocati i segni e come sia stato possibile raggiungere l’auto che era all’interno dell’area riservata del Tribunale. Dunque, al momento non sono stati individuati né l’autore del gesto né il suo eventuale movente. L’ipotesi che si sia trattato di un’azione deliberatamente indirizzata alla magistrata è al vaglio degli investigatori e non costituisce, allo stato, una conclusione definitiva.

La pm e l’inchiesta Hydra

Alessandra Cerreti è impegnata da anni nelle indagini sulla criminalità organizzata in Lombardia ed è tra i magistrati titolari dell’inchiesta Hydra, procedimento che ha al centro le relazioni tra diverse organizzazioni mafiose operanti nel Nord Italia. La magistrata è già sottoposta a misure di protezione, dato che nei mesi scorsi erano emerse informazioni relative a presunti progetti di attentato nei suoi confronti. Queste circostanze avevano portato un attenzione maggiore sulle condizioni di sicurezza dei magistrati impegnati nell’inchiesta.

Il nuovo episodio viene valutato alla luce di questo precedente contesto, motivo che ha portato gli investigatori a cercare di cpmprendere se il danneggiamento della vettura possa avere una relazione con l’attività giudiziaria della pm oppure se debba avere un interpretazione differente.

La solidarietà delle istituzioni e delle associazioni

Sul caso è intervenuta anche Avviso Pubblico, che ha espresso “profonda solidarietà” e “la più convinta vicinanza” ad Alessandra Cerreti, definendo il danneggiamento dell’auto un “ennesimo e inquietante gesto intimidatorio” e un “segnale gravissimo e inaccettabile”.

“Siamo molto preoccupati che questo danneggiamento sia stato compiuto nel cortile del Palazzo di giustizia e auspichiamo che si faccia rapidamente chiarezza”, ha dichiarato Fabio Bottero, coordinatore regionale di Avviso Pubblico, confermando inoltre la partecipazione dell’associazione alle udienze del processo Hydra per ribadire il sostegno ai pm Cerreti e Ferracane. Bottero ha quindi sottolineato: “La magistratura e le Forze dell’ordine non devono essere lasciate sole”, auspicando che venga fatta “al più presto piena luce su quanto accaduto”.

Libera ha inoltre sottolineato l’importanza di non lasciare soli i magistrati e le forze dell’ordine impegnati nelle indagini sulle mafie, descrivendo il contrasto alla criminalità organizzata come una responsabilità che coinvolge anche la società civile.

La vicinanza di Palazzo Marino

Anche dal Comune di Milano è arrivato un messaggio di sostegno. Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale, ha espresso la vicinanza dell’intera aula alla pm Cerreti, richiamando l’attenzione sulle circostanze dell’accaduto e, in particolare, sul fatto che il danneggiamento sarebbe avvenuto all’interno del parcheggio del Tribunale. La presidente del Consiglio comunale ha ricordato il lavoro svolto dalla magistrata nelle indagini sulla criminalità organizzata e ha manifestato solidarietà anche alla scorta che la accompagna quotidianamente.

Le reazioni delle istituzioni e delle associazioni si inseriscono in un quadro nel quale, tuttavia, resta ancora da chiarire la natura dell’episodio. L’eventuale carattere intimidatorio del danneggiamento è infatti oggetto degli accertamenti investigativi: saranno le indagini a stabilire se i tre colpi sul vetro siano stati un gesto casuale, un atto vandalico oppure un’azione mirata nei confronti della magistrata.

Il processo Hydra non si ferma

Nel frattempo, il procedimento Hydra continua il suo percorso giudiziario. L’inchiesta riguarda il cosiddetto sistema mafioso lombardo e le relazioni tra organizzazioni criminali e diversi settori della società e dell’economia del territorio. Il danneggiamento dell’auto della pm Cerreti arriva dunque in una fase particolarmente delicata del procedimento. Le indagini sull’episodio dovranno ora stabilire se dietro quei tre colpi ci sia stata una semplice azione di danneggiamento oppure un gesto indirizzato alla magistrata e collegato alla sua attività investigativa. Saranno gli accertamenti dei carabinieri e gli eventuali sviluppi dell’inchiesta a chiarire la natura dell’episodio.

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