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Nuova spaccatura nel centrosinistra milanese sul gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Il Consiglio comunale ha bocciato il nuovo ordine del giorno presentato dai Verdi per chiedere la sospensione del gemellaggio con la città israeliana: 17 voti favorevoli, 21 contrari e nessun astenuto. Decisivi i voti contrari di tre dem – Alice Arienta, Angelica Vasile e Roberta Osculati – e di Azione. Un voto che certifica una frattura sempre più evidente nella maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Sala.

Il tema era già esploso nell’ottobre scorso, quando l’Aula aveva approvato un ordine del giorno che prevedeva lo scioglimento del gemellaggio nel caso in cui la tregua a Gaza non avesse retto. Ma quella decisione era stata poi congelata dal sindaco Sala dopo un confronto con il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai, scelta che aveva provocato forti tensioni con i Verdi e imbarazzo nel Pd.

Nahum esulta: “Ha vinto la ragionevolezza”

A esultare dopo il voto è stato il consigliere di Azione Daniele Nahum, ex Pd ed esponente della comunità ebraica milanese, tra i più critici verso la mozione. “Una bellissima notizia per la città di Milano, per la pace e per la convivenza civile“, ha dichiarato. “Ha vinto la linea della ragionevolezza e del dialogo. Ora voltiamo pagina e mettiamoci subito al lavoro per un’iniziativa concreta che parli di vera pace, insieme ai rappresentanti istituzionali di Tel Aviv e di Betlemme”.

Durante il dibattito Nahum è stato duramente contestato dal pubblico Pro Palestina presente in Aula. Dagli spalti sono partiti insulti come “fascista”, “buffone” e persino accuse secondo cui le sue parole sarebbero state “come negare la Shoah“. I vigili sono intervenuti per allontanare i contestatori più accesi. Nahum aveva già avvertito nei giorni scorsi che avrebbe lasciato la maggioranza nel caso di approvazione della mozione contro il gemellaggio.

Il Pd contro Sala: “La volontà del Consiglio ignorata”

Molto duro anche il Partito democratico, che pur uscendo diviso dal voto ha contestato apertamente la gestione del dossier da parte del sindaco Sala. La capogruppo dem Beatrice Uguccioni ha rivendicato il ruolo dell’assemblea elettiva. “Oggi siamo qui a discutere nuovamente della sospensione del gemellaggio con Tel Aviv non perché il Consiglio comunale non si fosse già espresso, ma perché quella volontà, approvata democraticamente da quest’Aula otto mesi fa, non ha trovato seguito ai piani superiori”, ha affermato. Per Uguccioni, la sospensione del gemellaggio e il progetto di una Conferenza internazionale dei sindaci per la pace non sarebbero in contraddizione: “Sono due atti coerenti”. E ha avvertito: “Guai a chi pensa di mettere in contrapposizione sospensione del gemellaggio e Conferenza di pace. La Conferenza s’ha da fare e Milano sarà all’altezza”.

I Verdi: “Siamo davanti a un genocidio”

Nel corso del dibattito la consigliera dei Verdi Francesca Cucchiara ha difeso la scelta di riportare il tema in Aula. “Siamo davanti a un genocidio, non a una semplice guerra”, ha dichiarato. “Da tutto il mondo si stanno mobilitando, mentre da Tel Aviv non c’è reazione alcuna. È inconcepibile credere che a Gaza esista la tregua”. Secondo Cucchiara, il Consiglio aveva il dovere di tornare a pronunciarsi: “Quest’Aula è sovrana, quando le decisioni non vengono rispettate è giusto che riprenda parola e si esprima”.

Scalfarotto: “Situazione gravissima, ora verifica di maggioranza”

Il voto ha provocato reazioni immediate anche dentro Italia Viva. Il senatore Ivan Scalfarotto, presidente di Italia Viva Milano metropolitana, ha parlato apertamente della necessità di una verifica politica. “A questo punto è assolutamente necessaria una verifica”, ha dichiarato. “È gravissimo che, mentre a Roma si lavora per la costruzione di una coalizione vincente, a Milano invece di cercare una sintesi politica si sia deciso di andare allo scontro”. Secondo Scalfarotto, la spaccatura era evitabile: “Si sapeva benissimo che non c’erano i numeri per far passare l’ordine del giorno sulla rottura del gemellaggio con Tel Aviv”. Poi la stoccata finale: “Vogliamo davvero consegnare Milano alla destra?”.

La Lega attacca: “Maggioranza polverizzata”

Dal centrodestra la Lega ha colto l’occasione per attaccare frontalmente la coalizione di Sala. Il consigliere comunale e segretario milanese del Carroccio Samuele Piscina ha parlato di “fortissima e insanabile spaccatura interna”. “A Palazzo Marino è andato in scena il solito cinepanettone sulla diplomazia”, ha ironizzato. “Una divisione profonda che paralizzerà l’azione amministrativa e scatenerà inevitabili contrasti in una coalizione ormai polverizzata dalle sue stesse contraddizioni”. Piscina ha poi chiesto esplicitamente ai Verdi di uscire dalla maggioranza: “Dopo continui e imbarazzanti balzelli abbiano il coraggio delle proprie azioni e lascino davvero questa maggioranza”.

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