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Glasner aspetta l’incastro tecnico, Mateta torna nel mirino per l’attacco rossonero

Il Milan vuole ripartire da Ralf Rangnick, ma il sì non è ancora arrivato. Il ct dell’Austria è tentato dalla possibilità di entrare nel club rossonero con un ruolo di vertice nell’area sportiva, ma prima di firmare vuole certezze. Non promesse generiche. Garanzie scritte.

Secondo il quotidiano austriaco Wiener Zeitung, Rangnick non si fida al cento per cento del quadro che gli è stato prospettato dal Milan. L’idea di guidare la rifondazione tecnica di un club storico lo intriga, ma il tedesco teme che gli impegni presi nei colloqui non vengano poi rispettati fino in fondo. Rangnick vorrebbe mettersi al capo della piramide sportiva, scegliere gli uomini con cui lavorare, controllare scouting e mercato, intervenire sull’organizzazione tecnica e muoversi senza interferenze esterne. In sintesi, vuole comandare l’area sportiva.

La richiesta al Milan è chiara: impegni definiti, ruoli separati, autonomia operativa. Il riferimento riguarda anche la presenza di figure influenti attorno al club, a partire da Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di Gerry Cardinale e molto coinvolto nelle scelte rossonere. Rangnick non vuole sovrapposizioni né zone grigie nelle decisioni.

Seduto al tavolo, però, non c’è solo il Milan, la ÖFB, la Federcalcio austriaca, vuole trattenere Rangnick fino all’Europeo 2028. Il presidente Josef Pröll ha ottenuto il via libera per lavorare al rinnovo dopo una fase di stallo. Le richieste dell’ex Hoffenheim erano considerate alte e dentro la federazione c’era chi temeva un controllo troppo ampio da parte del ct. La proposta economica austriaca è cresciuta. Dopo una prima offerta vicina all’attuale ingaggio, poco sopra il milione di euro, l’ingresso degli sponsor Raiffeisen, IMMOUnited, Uniqa e Sporteo avrebbe consentito di raddoppiare la cifra. Ma per Rangnick i soldi non sono l’unico fattore. Il suo obiettivo, secondo la stampa austriaca, è professionalizzare la federazione, la nazionale e il calcio austriaco nel suo complesso. Anche con la ÖFB, quindi, la richiesta è la stessa fatta al Milan: libertà tecnica, controllo dello staff e margine di intervento sulle strutture.

La scelta di Rangnick può incidere anche sulla panchina. Oliver Glasner resta uno dei nomi favoriti per il Milan e avrebbe già allontanato le voci legate al Feyenoord. L’idea di allenare un club del peso dei rossoneri lo attrae, anche senza Champions League. La trattativa sarebbe in stato avanzato dopo l’incontro positivo con Cardinale e Ibrahimovic. Per Glasner sarebbe pronto un biennale con opzione per il terzo anno da circa 3,5 milioni di euro a stagione. La sua posizione, però, va letta anche insieme a quella di Rangnick. I due hanno lavorato insieme al Salisburgo e si conoscono bene. Un eventuale no del ct dell’Austria non bloccherebbe automaticamente Glasner, ma potrebbe spingerlo a riflettere sul progetto rossonero.

In attacco, il nome che può tornare d’attualità è Jean-Philippe Mateta. Il francese era stato vicino al Milan già a gennaio, dopo una trattativa impostata con il Crystal Palace intorno ai 35-36 milioni di euro. L’operazione si era poi fermata per le valutazioni mediche sul ginocchio. Da allora Mateta è rimasto a Londra, ha scelto una terapia conservativa, ha saltato otto partite tra Premier e Conference ed è tornato protagonista nel finale di stagione. Ha segnato cinque gol tra metà marzo e la fine dell’anno, compreso quello decisivo nella finale europea contro il Rayo Vallecano. Le prestazioni gli sono valse anche la convocazione della Francia per il Mondiale. Glasner lo conosce bene e lo avrebbe indicato come rinforzo per l’attacco. Insieme hanno vissuto una stagione storica al Crystal Palace, con la vittoria di FA Cup, Community Shield e Conference League. Il Milan ci pensa, anche perché il contratto di Mateta scade nel 2027 e il prezzo potrebbe scendere sotto la richiesta iniziale, superiore ai 30 milioni.

La concorrenza è tanta. La Juventus aveva seguito Mateta già nel mercato invernale e lo considera un’alternativa di livello a profili come Sorloth e Kolo Muani. Il Milan può provarci, ma prima deve capire chi comanderà la parte tecnica.

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