Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

Meloni spunta all’Europa 14 miliardi di flessibilità sull’energia

Era certamente di buon umore Giorgia Meloni, ieri sera al Quirinale, non solo per l’accoglienza trionfale con cui il pubblico della parata del 2 giugno, ha accolto il suo arrivo ai Fori, ma anche e soprattutto per le buone notizie che gli sono arrivate da Bruxelles. L’Europa un po’ a sorpresa, ha accettato le richieste italiane, sulla maggiore flessibilità per i costi dell’energia.

Pochi pensavano che questa volta la premier italiana potesse spuntarla, malgrado i suoi ottimi rapporti con la Von der Leyen, e il lavoro sottotraccia che da giorni sta facendo il vicepresidente esecutivo della Ue, Raffaele Fitto. Ed è per questo che Meloni ha reagito piuttosto infastidita alla scomposta reazione dei governatori di centro destra alla lettera che lo stesso Fitto aveva inviato, due giorni fa, ai 27 per avvertirli della possibilità di usare fondi non usati per la coesione, per coprire il rialzo dei costi dell’energia

La premier pare si sia scambiata alcuni messaggi via WhatsApp con alcuni governatori non proprio concilianti, dopo aver discusso della cosa proprio con Fitto, con cui i rapporti sono sempre più stretti e di cui si fida ciecamente. D’altra parte la fiera opposizione delle Regioni contro la proposta di Fitto, si scontra con la loro ormai atavica difficoltà nello sfruttare appieno i fondi che l’Europa destina per le regioni più svantaggiate (per il 2021-2027 si tratta di quasi 43 miliardi di euro).

L’Italia riceve ingenti risorse, ma sconta difficoltà strutturali nel metterle a terra e spese non sempre efficienti, con il rischio di perdere finanziamenti. Il timore era chiaramente che la commissione potesse reagire male e che le trattative che stavano volgendo al sereno, potessero subire un improvviso stop. “Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica”, ha annunciato il commissario all’economia, Valdis Dombrovskis a un gruppo di media tra cui ANSA.

Questo, in soldoni vuol dire estendere l’ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. “Nello specifico – ha continuato il commissario all’economia lettone – proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico” con “un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni”.

Si tratta di circa 14 miliardi in tre anni. La decisione segna quindi un’importante inversione di rotta da parte di Bruxelles, che in precedenza aveva negato che l’attuale crisi – definita dall’Agenzia Internazionale dell’Energia come la più grave della storia – giustificasse un allentamento delle regole. Arriva a meno di due settimane dal taglio da parte della Commissione delle previsioni di crescita dell’UE per il 2026, dall’1,4% all’1,1%, e dall’aumento delle previsioni di inflazione, dal 2,1% al 3,1%.

Fonti della commissione ammettono che questa sia una grande vittoria per l’Italia. “Le modalità specifiche con cui verrà concessa la flessibilità – consentendo ai paesi di utilizzare lo spazio fiscale aggiuntivo attualmente destinato alla spesa per la difesa – erano già state ipotizzate da Roma”, ha detto un alto funzionario della commissione.

Il riferimento è al limite legato agli investimenti green, che però non pare preoccupare Roma, come ha anche confermato il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti: “Sono soddisfatto perché la commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”. 

È abbastanza chiaro, come sostiene una qualificata fonte di Bruxelles, che lavora alla dg economia, che il buon lavoro fatto dal ministro dell’economia sui conti pubblici, ha giocato un ruolo importante nella decisione finale della Ue. “L’Italia è certamente un interlocutore assai più affidabile in tema di conti pubblici – riporta la fonte – L’Italia è tornata a giocare un ruolo da protagonista sia per l’autorevolezza della premier e sia per un rigore nei conti pubblici, che in passato era mancato”.

Poi Giorgetti, che ha operato per giorni un assiduo pressing sul commissario Dombrovskis e sui ministri dell’economia dei 27, ha spiegato che anche su questo il governo sta lavorando “nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo, il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla Commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della Commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana”.

Insomma anche questa piccola preclusione sembra non preoccupare il governo, che può, a ragione, rivendicare un risultato che, alla vigilia, pochi pensavano potesse essere raggiungibile. Il bonus energia per le persone più fragili è una delle proposte che il governo intende portare avanti al posto del taglio delle accise che scade tra pochi giorni e che con ogni probabilità non sarà riconfermato.

Ma anche sulle rinnovabili, al di là di quello che maliziosamente qualcuno all’opposizione sostiene, Il 2025 è stato un anno da primato in Italia: le fonti pulite hanno, infatti, coperto il 41% del fabbisogno elettrico nazionale, con un boom storico del fotovoltaico che ha toccato il record assoluto di 44 TWh prodotti.

L’obiettivo è quello di andare avanti magari accelerando come già detto anche dalla premier, anche sul nucleare di terza generazione. Il governo è da tempo al lavoro con tre grandi player nazionali, come Ansaldo energia, Newcleo ed Enel per arrivare a partnership anche con player stranieri, come ha sostenuto qualche settimana fa il ministro del made in Italy, Adolfo Urso.

E poi tra coesione e flessibilità di bilancio, il governo è convinto di riuscire a recuperare 12/13 miliardi in quest’anno che porta alle elezioni, per dare finalmente un po’ ‘ di ossigeno ad imprese e famiglie. Ma il pressing, come trapela da Chigi, con l’Europa non è ancora finito, perché si spera di riuscire a aggirare la clausola sul green imposta da Bruxelles, considerando che i termini precisi ancora non sono stati stabiliti. Ma importante come ha detto Meloni, era “indicare una strada all’Europa”, perché intento è quello di ripetere magari quanto fatto sul tema migratorio, dove il nostro paese pare essere diventato un modello per tutta Europa.

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet