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Maserati al Motor Valley Fest 2026 con MCPURA Fuoriserie, i Tridente Talks e una consegna bespoke. Cento anni del logo celebrati nello stabilimento storico.
Maserati ha chiuso la sua partecipazione all’ottava edizione del Motor Valley Fest con una presenza articolata su più livelli: esposizione, convegnistica, incontri con clienti e una consegna bespoke. Il tutto costruito attorno a una ricorrenza precisa — i cento anni del Tridente e della prima vittoria sportiva del marchio alla Targa Florio del 1926 — che il brand sta usando come asse portante della propria comunicazione nel 2026. Non è solo un anniversario da celebrare: è un esercizio di identità che serve a consolidare il posizionamento nel segmento del lusso artigianale italiano in un momento in cui la transizione tecnologica spinge i costruttori a ridefinire cosa significa essere un marchio premium.
L’elemento più visibile della presenza modenese è stata la MCPURA esposta nel Cortile d’Onore dell’Accademia Militare, nella tinta Ai Aqua Rainbow del programma Fuoriserie. La scelta della vettura e del colore non è casuale: MCPURA è la supersportiva ibrida ad alte prestazioni che rappresenta il punto più avanzato della gamma tecnica attuale, mentre Ai Aqua Rainbow — un azzurro cangiante che si decompone come un prisma alla luce diretta — è l’esempio più evocativo di cosa significhi la personalizzazione estrema nel contesto del lusso su misura italiano. Mettere questa vettura in quello spazio, in quel contesto, durante il festival che riunisce i CEO di tutti i grandi marchi della Motor Valley, è una dichiarazione di posizionamento che vale più di qualsiasi comunicato.
I “Tridente Talks”: quando il prodotto si racconta attraverso le persone
La parte più sostanziosa e meno convenzionale della partecipazione di Maserati è avvenuta dentro i cancelli dello stabilimento di Viale Ciro Menotti il sito produttivo storico del marchio, dove oggi nascono GranTurismo, GranCabrio, MCPURA e GT2 Stradale con i “Tridente Talks”: due incontri nello showroom interno, moderati dall’anchorwoman Tiziana Fait, costruiti come conversazioni tra protagonisti con ruoli e prospettive diverse.
Il primo, centrato su “100 Anni del Tridente“, ha messo attorno allo stesso tavolo Cristiano Fiorio (Chief Marketing Officer e General Manager di BOTTEGAFUORISERIE), Klaus Busse (Head of Design), Cristiano Bolzoni (Head of Maserati Classiche) e Matteo Panini, custode della storica Collezione Umberto Panini. Quattro voci che rappresentano quattro rapporti diversi con il logo: chi lo costruisce oggi nel design, chi lo valorizza nella personalizzazione, chi lo conserva nelle vetture storiche e chi lo custodisce come eredità familiare. Il risultato è un racconto del Tridente che evita la retorica dell’anniversario e punta su qualcosa di più utile commercialmente: dimostrare che il simbolo ha una continuità viva tra passato e futuro, non è un reperto museale.
Il secondo “Tridente Talk” ha cambiato registro, portando nella conversazione figure che normalmente non siedono ai tavoli delle conferenze automotive. Massimo Bottura chef tristellato dell’Osteria Francescana, Brand Ambassador del Tridente e una delle voci più autorevoli sull’artigianalità italiana nel mondo ha dialogato con Ettore Maserati, nipote del fondatore e proprietario di una MC20 “Maserati per Maserati” in edizione speciale, insieme a Davide Baldini(Head of Fuoriserie) e Camilla Rostagno (Head of Bottega). Al centro: il significato di BOTTEGAFUORISERIE, il programma di personalizzazione estrema del marchio, inteso come punto di convergenza tra ingegneria di precisione, artigianalato italiano e libertà creativa del cliente.
La presenza di Bottura non è decorativa. Lo chef modenese incarna meglio di qualsiasi testimonial classico il tipo di eccellenza che Maserati vuole associare al proprio nome: locale per radici, globale per reputazione, artigianale per metodo, contemporaneo per visione. È la stessa narrativa che il marchio costruisce attorno alla Motor Valley come distretto, e portarla dentro lo stabilimento di produzione davanti a chi quelle vetture le progetta e le assembla chiude un cerchio comunicativo coerente.
Durante i quattro giorni del festival, il team di Maserati Fuoriserie ha effettuato la consegna di una Grecale Trofeo in configurazione bespoke ai clienti Alessandra Perani e Stefano Brasini. La vettura è ispirata alla Tributo Il Bruciato, una delle personalizzazioni di riferimento del catalogo Fuoriserie.
La scelta di effettuare una consegna durante il Motor Valley Fest in pubblico, nello stesso contesto in cui si tenevano i convegni e le esposizioni è un gesto di comunicazione preciso. Dice al mercato che il programma Fuoriserie non è solo un esercizio di immagine: è un’attività commerciale reale, con clienti reali che ritirano vetture reali. In un segmento dove la credibilità della personalizzazione estrema si costruisce sulla capacità di eseguire — non solo di promettere questo tipo di visibilità conta.
La presenza di Maserati alla parte convegnistica del festival ha coperto tre aree tematiche che disegnano la mappa delle priorità strategiche del marchio per i prossimi anni. Il panel “Heritage & Classic Car – the timeless value of excellence“, con Cristiano Fiorio, ha esplorato l’evoluzione del mercato delle auto classiche come asset che combina valore economico, identità culturale e domanda di restauro e conservazione attiva un mercato in crescita che Maserati presidia attraverso Maserati Classiche con un catalogo di vetture storiche certificate e servizi dedicati.
“The Future of Racing“, con Vincent Biard (Head of Maserati Corse), ha affrontato il motorsport come laboratorio di sviluppo tecnologico: elettrificazione, nuovi materiali, aerodinamica avanzata. In un brand che ha costruito parte della sua identità sulla competizione dal Tridente alla Targa Florio fino alla Formula E il racing non è solo heritage, è ricerca applicata che torna sul prodotto di serie.
Il panel “Customer Experience – from product to emotion“, con Giuseppe Galassi (Head of Customer Satisfaction Maserati e Alfa Romeo), ha spostato il focus sul versante digitale e relazionale: il ruolo dei dati, del design dell’esperienza e dell’intelligenza artificiale nella costruzione di un rapporto personalizzato con il cliente. È il tema più trasversale del festival 2026 l’AI come strumento di personalizzazione del rapporto commerciale applicato al segmento luxury dove l’aspettativa di servizio è strutturalmente più alta.
Il passaggio più significativo dell’intervento di Santo Ficili CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati riguarda il ritorno della produzione di GranTurismo e GranCabrio nello stabilimento di Viale Ciro Menotti, avvenuto alla fine del 2025. Non è una scelta sentimentale: è una decisione industriale che dice qualcosa di preciso sulla direzione che Stellantis ha scelto per il marchio.
Produrre a Modena significa costi industriali europei, filiera corta con i fornitori del distretto, integrazione con il know-how artigianale locale e — non secondariamente — il diritto di usare il “Made in Modena” come argomento commerciale su mercati come quello americano, cinese e giapponese, dove l’artigianalità italiana in automotive è un valore percepito e pagato. Significa anche che Maserati non viene trattato da Stellantis come un marchio da ottimizzare sul costo spostando la produzione su piattaforme condivise in altri siti europei ma come un brand di lusso che giustifica il proprio premium proprio attraverso la specificità del luogo e del processo produttivo.
Ficili ha inquadrato la partecipazione al Motor Valley Fest come momento di conferma di questo legame territoriale: “Con Modena, in particolare, abbiamo un legame indissolubile, che continua a guidare il nostro impegno verso questa comunità e a generare nuove opportunità di crescita per il territorio.” È una dichiarazione che ha un valore anche per gli stakeholder locali — istituzioni, fornitori, lavoratori — che da questo tipo di impegno pubblico traggono segnali sulle prospettive occupazionali e industriali del distretto.
Maserati ha costruito l’intera partecipazione al Motor Valley Fest 2026 attorno all’Anno del Tridente il calendario di eventi che celebra i cento anni del logo e della prima vittoria sportiva del marchio. Ma l’anniversario, nella sua declinazione concreta a Modena, non è stato un esercizio nostalgico: è stato uno strumento per raccontare la coerenza tra passato e futuro del brand su tre piani distinti.
Sul piano del design, la continuità del Tridente in cento anni raccontata nel primo Talk da Busse e dalla Collezione Panini è l’argomento più efficace contro chi potrebbe percepire Maserati come un brand in trasformazione identitaria. Il simbolo è rimasto, il DNA di design è riconoscibile, le radici sono verificabili nel metallo delle vetture storiche esposte accanto alle contemporanee.
Sul piano del prodotto, MCPURA in Ai Aqua Rainbow rappresenta la risposta tecnica alla domanda su dove sta andando Maserati: verso l’ibrido ad alte prestazioni, verso la personalizzazione estrema, verso una gamma più ristretta ma più coerente con il posizionamento luxury. È un veicolo che costa quanto un’opera d’arte e viene comunicato come tale la luce che si scompone sul cofano come un prisma non è una suggestione commerciale, è una scelta tecnica di verniciatura con uno specifico costo di realizzazione.
Sul piano della filiera, la presenza congiunta di Maserati, BOTTEGAFUORISERIE, Maserati Classiche e Maserati Corse nello stesso festival dice che il brand sta lavorando su più fonti di valore contemporaneamente: il nuovo, il restauro, la competizione, la personalizzazione. È la struttura di un marchio luxury maturo, non di un costruttore di volume che cerca volani di crescita.
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