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Manager, chi è Paolo Gallo
Quando Paolo Gallo arriva in Italgas, nell’agosto 2016, la società si prepara a tornare in Borsa dopo la separazione da Snam. Dieci anni dopo, il gruppo che guida è il primo operatore della distribuzione gas in Europa e serve oltre metà del mercato italiano.
In mezzo c’è una strategia costruita su due assi: la digitalizzazione della rete e la crescita per acquisizioni, culminata nel 2025 con l’integrazione di 2i Rete Gas. A giugno 2026 Gallo ha presentato il nuovo piano al 2032, con 13 miliardi di investimenti e l’intelligenza artificiale «al centro» del modello operativo.
Dalle turbine al gas
Gallo nasce a Torino nel 1961 e si laurea in Ingegneria Aeronautica al Politecnico nel 1985. Poi prende un MBA alla Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino, il corso che nei primi anni Novanta arriverà anche a dirigere.
La carriera comincia nel 1988 in Fiat Avio, dove resta tredici anni lavorando a progetti energetici in Italia, India e Brasile. Nel 2001 diventa amministratore delegato di Fiat Energia, che riunisce le attività di produzione di energia del gruppo. Nel 2002 passa a Edison: prima direttore Strategie e Innovazione, poi direttore generale e amministratore delegato di Edipower, fino al 2011. Seguono tre anni in Acea, la multiutility romana, prima come direttore generale e poi come amministratore delegato.
Dal 2014 al 2016 guida Grandi Stazioni, la società che gestisce i principali scali ferroviari italiani, e ne segue la privatizzazione. Accanto ai ruoli manageriali non ha mai lasciato del tutto l’aula: ha insegnato valutazione degli investimenti industriali fino al 2002 e dal 2018 al 2020 è stato professore associato alla Luiss Business School.
Il metodo Gallo: una rete governata a distanza
La cifra della gestione Gallo è la trasformazione digitale di un’infrastruttura nata analogica. Contatori intelligenti, sensori e software hanno cambiato il modo in cui si gestiscono tubi, cabine e impianti.
Il simbolo è DANA (Digital Advanced Network Automation), la piattaforma sviluppata in casa che controlla la rete a distanza, 24 ore su 24. Registra pressioni, volumi e allarmi, usa algoritmi per prevedere i guasti e gestisce anche l’immissione di gas rinnovabili come il biometano. L’ultimo passo è l’intelligenza artificiale, che il nuovo piano industriale mette al centro del modello operativo del gruppo.
La scommessa 2i Rete Gas
La mossa che segna il mandato arriva nell’ottobre 2024. Dopo mesi di trattative, Italgas compra 2i Rete Gas da F2i e Finavias: 2,06 miliardi per le azioni, circa 5,3 miliardi di valore d’impresa compreso il debito.
Per sostenere l’operazione e proteggere il rating, il gruppo annuncia un aumento di capitale da un miliardo. Dal 1° aprile 2025 2i Rete Gas entra nel perimetro consolidato e Italgas diventa il primo distributore di gas d’Europa, con oltre il 50% del mercato italiano. Il via libera dell’Antitrust ha avuto un prezzo: la cessione di 247 mila punti di riconsegna in 100 comuni di 12 ambiti territoriali, completata nel 2026.
I conti del 2025 e il piano al 2032
Il primo anno con 2i Rete Gas si vede nei conti. Nel 2025 i ricavi sono saliti a 2,54 miliardi (+47,7%), il margine operativo lordo rettificato a 1,88 miliardi (+39,4%) e l’utile netto di gruppo a 674,5 milioni (+33,1%).
I risultati hanno superato le previsioni già riviste al rialzo a ottobre. Agli azionisti va un dividendo di 0,432 euro per azione, il 13,3% in più dell’anno prima, approvato dall’assemblea del 21 aprile 2026. Il 23 giugno 2026 Gallo ha presentato il piano 2026–2032: 13 miliardi di investimenti, il 14,6% in più del piano precedente. Di questi, 8,3 miliardi vanno alla rete gas in Italia, 2,4 alle gare d’ambito e uno alla Grecia.
Gli obiettivi al 2032 sono un margine operativo lordo di 3,3 miliardi e una base di capitale regolato (RAB) di 21,7 miliardi. Presentando il piano, Gallo ha spiegato che l’intelligenza artificiale è «parte integrante del modello operativo» di Italgas e sta «al centro di questo Piano».
Le sfide che restano
Nel maggio 2025 il consiglio di amministrazione, presieduto da Paolo Ciocca, lo ha confermato amministratore delegato. Gallo è anche azionista: a quella data possedeva 655.787 azioni Italgas. Il lavoro, però, non è finito. Lo stesso Gallo ha indicato il 2026 come «anno chiave» per le sinergie con 2i Rete Gas e per l’intelligenza artificiale, e il piano conta su 280 milioni di efficienze entro il 2032.
Restano le gare d’ambito per le concessioni, su cui Italgas mette 2,4 miliardi, e la caccia a operatori più piccoli da acquisire. C’è poi la domanda di fondo sul futuro del gas: Gallo risponde con la neutralità tecnologica, la crescita del biometano e l’espansione nell’acqua e nell’efficienza energetica. Per l’ingegnere entrato in Fiat Avio quasi quarant’anni fa, la prova dei prossimi anni è questa: dimostrare che una rete del gas può restare centrale anche nella transizione energetica.
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