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Francesca Pascale esclusa dal Roma Pride, Vladimir Luxuria: “Il confronto con la destra è sempre positivo. Il Pride resti uno spazio aperto e inclusivo”
“Mi dispiace per la Pascale. Il suo punto di riferimento è Forza Italia, che sui temi civili non ha atteggiamenti tipici di Vannacci o di Salvini. Il Pride deve restare uno spazio aperto e inclusivo. Il confronto è sempre positivo, a meno che qualcuno non si presenti dicendo di essere contro i diritti civili”. Così Vladimir Luxuria – intercettata da Affaritaliani – interviene nel dibattito nato attorno alle polemiche sul Pride di Roma e, in particolare, sulla mancata partecipazione del movimento Gay Conservatori Liberali, escluso dagli organizzatori per ragioni di coerenza rispetto ai valori della manifestazione. Una decisione che non è piaciuta a Francesca Pascale, che ad Affaritaliani ha espresso il suo rammarico, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate sul Corriere da Mario Colamarino, Presidente del Circolo Mario Mieli. “Non l’abbiamo invitata, per una questione di coerenza. Non ha senso invitare politici o esponenti di movimenti che non abbracciano i valori del Pride”, ha detto Colamarino. Di contro, l’attivista ha accusato gli organizzatori di rendere il Pride “ideologico ed escludente”, sostenendo che anche all’interno del centrodestra esista un impegno sui diritti civili e che questi non debbano essere monopolio di una sola area politica.
A pensarla così c’è anche Vladimir Luxuria, che ricorda come la presenza di realtà LGBT+ vicine all’area conservatrice non sia una novità nel panorama italiano, citando esperienze associative già presenti in altre manifestazioni del Pride: “Ho avuto già in passato diversi rapporti anche con esponenti di queste realtà. Insieme, abbiamo partecipato anche a iniziative comuni, come l’intitolazione di una via all’attivista Massimo Consoli“. Secondo l’attivista, la presenza di sensibilità diverse all’interno del movimento per i diritti civili può rappresentare un elemento di arricchimento e non di divisione. “Generalmente abbiamo sempre il problema di giocare al ribasso sui diritti, come le unioni civili. Se anche dall’altra parte c’è interesse, forse si stimola anche il centrosinistra a fare di più”, osserva, richiamando il confronto internazionale e i progressi registrati in altri Paesi europei sul tema del matrimonio egualitario.
Luxuria ribadisce inoltre la sua idea di un Pride aperto a tutti, compresi esponenti politici o attivisti che provengono da aree di centrodestra, purché condividano i principi fondamentali della manifestazione: “Il discrimine non dovrebbe essere l’appartenenza politica, ma l’adesione ai diritti. Se uno viene al Pride, lo fa perché sposa il manifesto dei diritti civili. Il confronto, in questo senso, è sempre positivo”, conclude.
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